“Servizi di Riviera”, PD finalese all’attacco dopo le dimissioni nel CdA: “Basta poltrone per amici”
- Postato il 6 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Finale L. Il Partito Democratico contesta la gestione della partecipata comunale e chiede trasparenza e meritocrazia nei nuovi criteri di selezione.Aria di bufera politica nel Finalese attorno alla gestione delle società partecipate pubbliche.
Il recente e improvviso addio di due componenti su tre del Consiglio di Amministrazione di Servizi di Riviera S.p.A. ha sollevato un duro scontro tra la maggioranza di governo e l’opposizione, accendendo i riflettori sui criteri con cui la pubblica amministrazione assegna gli incarichi di vertice. In una nota ufficiale diffusa dal Circolo “Folco Attilio Bruno” del Partito Democratico del Finalese, le dimissioni non vengono affatto archiviate come un trascurabile inconveniente istituzionale. Al contrario, secondo i dem si tratta dell’ennesimo ed inequivocabile campanello d’allarme di un modello gestionale difettoso e da rifondare al più presto.
Il Consiglio di Amministrazione attualmente in carica era stato insediato relativamente di recente, nel dicembre del 2024. “Il fatto che, a distanza di un lasso di tempo così breve, ben due terzi dell’organo di governo abbiano deciso di rassegnare le dimissioni pone interrogativi rilevanti sulla solidità strategica e sul clima gestionale dell’ente” afferma la segretaria cittadina Chiara Sfriso.
Le rassicurazioni fornite dall’Amministrazione comunale circa la piena “continuità dell’attività societaria” non hanno colto nel segno. Secondo il PD locale, “liquidare l’accaduto con formule di rito significa ignorare la radice del problema: come vengono scelti i manager pubblici che devono governare patrimoni e servizi di primaria importanza?” aggiunge.
E ancora: “Servizi di Riviera non è un ente qualsiasi. Chi siede in quel Consiglio di Amministrazione non gestisce un dopolavoro: gestisce servizi essenziali e risorse pubbliche, e deve rispondere di competenze reali, non di fedeltà politica”.
Il nocciolo dell’affondo politico punta il dito contro il fenomeno della spartizione partitica delle cariche pubbliche, spesso assegnate più per logiche di appartenenza o supporto elettorale che per effettive capacità manageriali: “Un criterio d’assegnazione improvvisato o legato unicamente alla vicinanza politica ha ricadute dirette e pesanti sulla vita di tutti i giorni dei cittadini, traducendosi in instabilità gestionale e, in ultima analisi, in un peggioramento della qualità dei servizi erogati sul territorio” sottolinea la segretaria finalese.
Per queste ragioni, il Circolo PD del Finalese sollecita formalmente il Comune ad adottare una netta inversione di rotta: “Criteri di selezione pubblici e trasparenti, rendendo noti e verificabili i requisiti e i profili richiesti per i nuovi componenti del CdA; competenza professionale coerente e garantire che i candidati possiedano un curriculum esperienziale idoneo alla complessità operativa della società; assunzione di responsabilità politica, con una revisione sulle scelte fatte finora dall’amministrazione e presentare un piano di rilancio a lungo termine per la partecipata” conclude.
La palla passa ora alla giunta comunale, chiamata a rispondere alle sollecitazioni dell’opposizione e a dimostrare nei fatti che la sostituzione dei consiglieri uscenti avverrà nel solo interesse della comunità finalese e della tutela dei suoi beni pubblici.