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Serie D, da Roma alla guida del Celle Varazze. Gianluca Mansueto: “Non sarà rivoluzione, squadra giovane ma speriamo resti Donaggio”

  • Postato il 6 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Serie D, da Roma alla guida del Celle Varazze. Gianluca Mansueto: “Non sarà rivoluzione, squadra giovane ma speriamo resti Donaggio”

Romano, classe 1986. Gianluca Mansueto è l’imprenditore che ha rilevato il 100% del Celle Varazze. La sua azienda è la Quality Pan, attiva nel 2019 nel settore della distribuzione di panificati e affini. Aveva provato a prendere il Sestri Levante e con rammarico non c’è riuscito, ma ora è felice di essere approdato all’Olmo-Ferro. Nel calcio, dopo aver giocato fin da bambino ha allenato nei settori giovanili fino agli Under 16. Poi, il lavoro ha preso il sopravvento. Suo padre Carlo è un dirigente sportivo a livello giovanile. Ma non salirà con lui in Liguria. “Per tre anni la mia ditta è stata tra gli sponsor dell’AS Roma, ma da ora metteremo tutte le energie nel Celle Varazze. Ho trovato persone semplici e appassionate e il 3 luglio non c’era nemmeno una pendenza con nessun tesserato”, dichiara. Gli piace essere un uomo solo al comando ma anche avere intorno persone di fiducia. La sua non sarà una rivoluzione. Ci potrebbe essere ancora spazio in società per Umberto Camogli e Stefania Villa. Nel comparto tecnico resterà Umberto Barletta insieme a mister Alberto Corradi, annunciato poco dopo aver pubblicato la notizia dell’avvicendamento al vertice. “Corradi è ora anche una scelta mia”, afferma. A livello di rosa, annuncia una squadra di corsa e giovane con elementi esperti. Su tutti, spera di tenere l’attaccante Luca Donaggio.

Chi è Gianluca Mansueto? Ci racconti della sua esperienza imprenditoriale e calcistica…

Quality Pan è un brand che si occupa di fornitura e di produzione di prodotti da forno e similari in tutto il mercato della ristorazione collettiva: mense scolastiche, aziendali, di ospedali e pubbliche. Forniamo anche la grande distribuzione nel centro e nord Italia e anche il mercato estero. Abbiamo oltre 200 dipendenti. L’ho fondata nel 2019 con tanti sacrifici. Io sono l’unico proprietario e titolare. Amo essere da solo alla guida, ma mi piace avere rapporti belli con i collaboratori. Prima di Quality Pan, dopo il diploma in informatica ho lavorato come dipendente in aziende affini al settore in cui opero oggi. 

E nel calcio?

Ho giocato da quando avevo 6 anni. Ho allenato con buoni risultati nel Lazio società come la Nova Tor Tre Teste a livello giovanile. Ho dovuto smettere per via dell’impegno aziendale. Abbiamo fatto tante collaborazioni nel calcio con società romane tramite sponsorizzazioni. Insomma, sono sempre rimasto legato al calcio romano. Mio padre Carlo è un dirigente del settore giovanile, ma non ho la possibilità di portarlo su con me.

Prima Sestri Levante, poi Celle Varazze. Che cosa la porta dal Lazio in Liguria?

Siamo andati vicinissimo al Sestri Levante, ma preferisco non parlare di quello che è successo.  Oggi sono contento di essere qui a Celle Varazze. Perché la Liguria? Abbiamo un ottimo rapporto con l’advisor Leonardo Limatola. Ha seguito questa trattativa fino al closing. Gli dissi che mi avrebbe fatto piacere affacciarmi nel dilettantismo ma fuori Roma. Perché a Roma a livello amministrativo è tutto difficile. Ho grande passione per il calcio e non volevo scontrarmi con altre situazione. Insieme a Riccardo abbiamo parlato di altre realtà anche in altre regioni. Poi, è uscito il discorso di Sestri. Dopo la conferenza di Risaliti – noi abbiamo appreso così che la trattativa era saltata – mi ha parlato della situazione a Celle/Varazze. Io cercavo una società che già avesse un’impronta a livello di settore giovanile e di attività di base. 

Cosa l’ha convinta a investire a Celle e Varazze?

Mi piacciono sia lo stadio e l’ambiente in generale. Mi ha colpito la semplicità delle persone che c’erano prima. Persone per le quali il Celle Varazze è una passione e non un business. Ho parlato molto con il presidente Camogli e la vicepresidente Villa. Ci siamo subito trovati bene. Ci tengo a precisare che al giorno 3 luglio in questa società non c’era nemmeno una pendenza con nessun tesserato.

Villa potrebbe rimanere con altri ruoli? Barletta si occuperà ancora della parte tecnica?

Posso dire che non farò stravolgimenti. Io ho rilevato il 100% delle quote ma non è vero che voglio mandare via Villa e Camogli. Anzi, nei prossimi giorni parleremo del futuro e troveremo una forma di collaborazione che vada bene a tutti. Non ci sarà una loro uscita totale. Per quanto concerne Umberto Barletta, continuerà a occuparsi della parte sportiva.

Da ex allenatore sa quanto conta la fiducia del presidente nei confronti del tecnico. Corradi non lo ha scelto lei ma ha deciso di tenerlo. Ci racconti come è arrivata questa decisione…

Ovviamente Alberto Corradi è stato scelto dalla dirigenza precedente. Ho parlato con lui e mi è piaciuta la sua idea di calcio. E adesso posso dire che Corradi è anche una mia scelta. Ho preso chiaramente le mie informazioni. Mi è piaciuto il suo approccio e il suo modo di sviluppare calcio. Ha l’idea dell’1 vs 1 a tutto campo e basa il gioco su fisicità e dinamismo. A me piace vedere squadre che giocano a viso aperto. 

David Balleri potrebbe restare?

Dobbiamo ancora confrontarci e decidere. Ovviamente, vedevo le sue partite e ho massima stima nei suoi confronti.

A livello di rosa, chi potrebbe restare?

Stiamo lavorando all’iscrizione, che formalizzeremo a breve. Sul discorso della rosa non posso ancora dare risposte. Preferisco parlare quando ci saranno certezze. Posso solo dire che faremo di tutto per trattenere Luca Donaggio, un attaccante che personalmente mi piace molto. 

Che tipo di rosa affiderete a Corradi? Con quale obiettivo?

Cercheremo di costruire una squadra giovane ma con capisaldi d’esperienza. Il mister ha bisogno di gente che corra e che abbia fame per mettere in pratica il suo stile di gioco. Puntiamo a una salvezza tranquilla e a gettare le basi per qualcosa di importante. Non perché quanto fatto in precedenza non vada bene. Il mio sogno e obiettivo è che i bambini passino un giorno dall’attività di base alla prima squadra.

A livello di settore giovanile, quali saranno le novità dopo l’addio di Perelli?

Avremmo tenuto anche Perelli. Ma non ho avuto il piacere di conoscerlo direttamente. Mi hanno parlato bene di lui ma ha scelto di andare al Campomorone. Siamo in piena fase di riorganizzazione. Ora la priorità è far partire la prima squadra. La preparazione dovrebbe iniziare il 20 luglio. Detto questo, a livello generale la mia esigenza primaria è lavorare bene col settore giovanile. Vedo la prima squadra come la chiusura di un cerchio. Stiamo parlando anche con chi c’era già nel settore giovanile. Non è detto che chi ha lavorato più lontano dalla luce dei riflettori non possa assumere altri ruoli.

 

Autore
Il Vostro Giornale

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