Serie A Women's Cup alla Juventus, ribaltone imprevedibile: la sida con la Roma è già da Scudetto
- Postato il 21 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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A un anno di distanza, la Serie A Women’s Cup è il primo punto da cui iniziare a riflettere: la Juventus Women vince superando la Roma, quando il risultato sembrava chiuso, definitivo. Sotto di due reti, le bianconere riescono a trovare la quadra e a confermare la striscia positiva di questa competizione, ormai una consuetudine, con quattro partite chiuse a porta inviolata.
- La Juventus Women vince ai rigori la Serie A Women's Cup
- Soddisfazione Guerrero
- Testa alla Champions
- Serturini: "Non è stato semplice"
La Juventus Women vince ai rigori la Serie A Women’s Cup
La squadra di Isaac Guerrero, neo allenatore della Juventus Women dopo l’addio a Canzi, ha saputo rimontare grazie a una doppietta dell’ex Real Madrid Alba Redondo, trovando il pareggio (2-2) grazie a un rigore al 96′. Dal dischetto, le giocatrici della Juventus sono state infallibili, nonostante la stanchezza per i tempi supplementari: non hanno perso concentrazione e cinismo. Gli errori di Ottey e Oliviero, invece, sono costati la finale alla Roma, che dopo la sconfitta in Serie A Women’s Cup dello scorso anno fu comunque capace di vincere Scudetto e Coppa Italia.
La prossima settimana sia le giallorosse (contro le belghe del Leuven) che le bianconere (allo Stadium contro il Benfica) debutteranno in UEFA Women’s Champions League, in attesa del fine settimana che porta alla Serie A Women Athora.
Quello visto in campo è stato un anticipo di quanto vedremo nel corso della stagione: la sfida campionato potrebbe essere quella vista sabato sera.
Soddisfazione Guerrero
Primo successo, per il tecnico: “Sono estremamente orgoglioso di queste ragazze perché fino alla fine hanno giocato. Hanno avuto identità, coraggio e la capacità di rimontare una partita attraverso il gioco. Penso sia stata una partita che dà luce al calcio italiano: la Roma ci ha messo in difficoltà, ma le nostre ragazze hanno creato occasioni, hanno avuto la palla, hanno voluto attaccare, hanno pareggiato e anche dopo il pareggio hanno continuato a cercare di vincere. Con coraggio, pazienza, qualità e talento si può fare tutto, con il coraggio di rischiare e di andare oltre. Sono ragazze molto ambiziose, vogliono vincere. I rigori, secondo la mia opinione, hanno soltanto fatto giustizia. Questo successo è benzina pura per le ragazze, che stanno dando tutto. Abbiamo un vantaggio: tutte sono coinvolte, tutte stanno giocando e tutte hanno talento. Questa è una squadra con la “S” maiuscola. Vorrei anche ringraziare Ana Capeta, che ci manca tanto: ha dato tanto a questa squadra e darà tanto in futuro. Speriamo di poterla riavere presto con noi”.
Testa alla Champions
Incassata la prima vittoria, l’analisi è toccata a Martina Rosucci: “È una felicità fortissima, perché quando sei sotto 2-0 e riesci a rimontare e a vincere ai rigori sono emozioni che entrano dentro una squadra. Ci alleniamo per vincere, ma riuscire a farlo senza rinunciare alla nostra identità è doppiamente bello. Oggi penso che abbiamo espresso veramente un bel gioco, quello che ci sta chiedendo il mister, e riuscire a vincere così, fino alla fine, ti dà sempre qualcosa in più. Il nostro motto è “fino alla fine” e ci abbiamo creduto fino alla fine: eravamo in partita e sentivamo di esserci sempre di più. Ho detto alle ragazze: “Facciamo un gol e la ruota gira”, e così è stato. Adesso, sinceramente, sto già pensando alla prossima partita: abbiamo due giorni per recuperare, la Champions è un obiettivo fantastico e ci spostiamo all’Allianz. Quindi credo che con la testa siamo già lì”.
Serturini: “Non è stato semplice”
Annamaria Serturini, recuperata, ha ripercorso le sue personali difficoltà: “Sono molto felice di aver vinto il mio primo trofeo con la Juve, soprattutto dopo l’anno passato ai box. Diciamo che la Toscana mi porta bene: tanti anni fa qui vinsi lo Scudetto Primavera contro la Juventus, oggi sono contenta di aver contribuito al primo trofeo della stagione della Juve e spero che ce ne siano tanti altri. Mi hanno accolta subito alla grande e io cerco ogni giorno di dare il massimo, in allenamento e in partita. Quello che ho affrontato non è stato un percorso semplice, ti cambia tanto sia a livello mentale che fisico. Per fortuna ho avuto accanto la mia famiglia, mia moglie e tutte le persone che mi hanno sostenuto, oltre ovviamente a me stessa, che ogni giorno lavoravo per tornare al meglio. Quando ho visto Rusek parare l’ultimo rigore ho pensato: “Siamo tornati a posto”. La Roma per me conta tanto, è stata la mia prima squadra e ci ho trascorso sei anni: rimarrà sempre una parte importante della mia vita. Non l’ho mai negato, ma tutte le cose hanno un inizio e una fine. Adesso ho un’altra maglia e voglio dare il massimo perché abbiamo tantissimi obiettivi di squadra e voglio raggiungerli tutti. L’Italia Under 20 sta facendo un percorso magnifico: il calcio italiano femminile sta crescendo e noi cerchiamo di dare il massimo e di dare l’esempio. Tutto è possibile: servono testa e tanto cuore”.