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Seria A, Como è l'isola felice di Fabregas: educatore senza pressioni che sa trasformarsi da Guardiola in Allegri. I 3 segreti di Cesc

  • Postato il 2 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Seria A, Como è l'isola felice di Fabregas: educatore senza pressioni che sa trasformarsi da Guardiola in Allegri. I 3 segreti di Cesc

Con i suoi 39 anni è più giovane di Modric, ha un’esperienza limitata da allenatore ma Cesc Fabregas continua a stupire per la sua diversità nel mondo del calcio oltre che per i risultati che, anno dopo anno, sta ottenendo con il suo Como. Quando arrivò da giocatore ormai in fase calante in riva al Lago, nel 2022, nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe diventato il volto vincente di una scommessa vincente. Doveva essere solo il tecnico della Primavera quando appese le scarpette al chiodo, oggi è l’anima di un club rivoluzionario che sta stravolgendo gerarchie consolidate.

Fabregas il formatore

La vittoria al Maradona contro l’antico rivale Allegri è solo l’ultimo pezzo di un puzzle che Fabregas ha iniziato da tempo e con certosina pazienza, innesto dopo innesto. Di sè dice parole che fanno riflettere: “Non sono un allenatore che deve vincere, sono un formatore, un educatore. Sono ragazzi, bambini, ancora più dell’anno scorso e devo formarli”, ricordando che l’età media del suo Como è di 24 anni contro i 29 del Napoli allegriano: “Il Napoli, se oggi vince, è normale. Per noi ancora non lo è e dobbiamo continuare così. Festeggiamo con la musica come se avessimo vinto la Champions. Loro 20-25 anni fa hanno iniziato a fare ciò che noi vorremmo fare. Un giorno sarà naturale anche per noi vncere al Maradona, ma ci manca tantissimo per fare ciò che hanno fatto Napoli o Atalanta. Dobbiamo avere la prudenza e l’umiltà di voler lavorare per crescere, siamo nuovi, abbiamo iniziato poco fa”.

Il Como e le pressioni della Champions

Non sente le pressioni, lo spagnolo. Sa che l’aspetta la brace della Champions ma resta beato nella sua padella e spiega come si affrontano le sfide quando parti sfavorito: “Ci saranno tante partite dove loro sono meglio di te, lo devi accettare dall’inizio: loro hanno l’80% di vincere la partita, noi il 20% e così esco dal 99% di quel 20 per vincere. Quando vai molto veloce nel processo, come noi che siamo 5-6 anni in avanti, qualcosa devi concedere. Questo è un processo passo dopo passo, anche se vogliamo sempre guardare avanti”.

Cesc sa essere trasformista

La partita di Napoli ha mostrato anche un Como differente da quello abituato a cercare costantemente il controllo attraverso il pallone. Nei minuti conclusivi la pressione del Napoli ha costretto i lariani ad abbassarsi. E Fabregas da Guardiola si è trasformato…in Allegri: “Ho visto tre partite in una. Ci dobbiamo abituare al livello di quest’anno. Quarantacinque minuti top, dopo 15-20 minuti del secondo tempo bene, poi loro hanno cambiato e messo dentro tanta qualità. Negli ultimi 15 minuti blocco basso. Non mi piace essere lì, ma quando si alza il livello non puoi essere sempre felice e giocare in avanti alla happy flower».

Perchè Cesc sa essere camaleontico, uno Zelig delle panchine pur mantenendo una solida identità. Como è la sua isola felice e per ora fa felice anche il calcio italiano. Se si deve ripartire da qualche parte, il suo esempio è di quelli che può trainare una rivoluzione. In campo sì, ma anche fuori con una comunicazione sincera ed efficace e con l’onestà di scusarsi quando sbaglia.

Autore
Virgilio.it

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