Sequestro Cristina Mazzotti: attesa a Como la sentenza, imputati 3 calabresi

  • Postato il 4 febbraio 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 2 Visualizzazioni

Il Quotidiano del Sud
Sequestro Cristina Mazzotti: attesa a Como la sentenza, imputati 3 calabresi

Attesa oggi a Como la sentenza per tre calabresi accusati del tragico sequestro di Cristina Mazzotti, prima vittima della ‘ndrangheta lombarda.


COMO – Dopo quasi cinquant’anni di attesa, è arrivato il giorno del giudizio per uno dei casi di cronaca più atroci della storia  dei sequestri di persona in Italia. È prevista per oggi pomeriggio,  4 febbraio 2026, presso il Tribunale di Como, la lettura della sentenza nei confronti dei tre imputati ritenuti essere i presunti componenti del commando che, la sera del 30 giugno 1975, rapirono la diciottenne Cristina Mazzotti a Eupilio, in provincia di Como.

La diciottenne è la prima donna vittima dei sequestri di persona perpetrati dalla ‘ndrangheta in Lombardia. Da quel 30 giugno 1975 Cristina non fece mai ritorno a casa. Il suo corpo venne ritrovato il primo settembre di quello stesso anno in una discarica di Galliate, nel Novarese. Una storia drammatica, pare che i sequestratori dopo il rapimento della giovane l’abbiano tenuta nascosta in una buca. Il decesso della Mazzotti avvenne circa un mese dopo, l’1 agosto 1975 per una dose eccessiva di sedativi. Nonostante la morte della sequestrata i suoi carcerieri facendo credere alla famiglia che la giovane fosse ancora viva, riescono a intascare i soldi del riscatto: un miliardo e 50 milioni di lire. Circa 7 milioni di euro oggi. Per raccogliere questi soldi i genitori della ragazza si indebitarono ma la figlia non è mai tornata a casa viva.

LA SVOLTA DOPO ANNI DAL SEQUESTRO DELLA 18ENNE CRISTINA MAZZOTTI OGGI LA SENTENZA

Dopo anni dal drammatico delitto, il ritrovamento di un Dna diede una svolta al caso. Oggi, imputati nel processo ci sono Giuseppe Calabrò 74 anni di Bovalino. Si è sempre dichiarato innocente. Con lui imputato c’è Antonio Talia 73 anni originario di Africo e Demetrio Latella (71 anni), detto “Luciano”.

Proprio su quest’ultimo pesa l’indizio che ha riaperto il caso a distanza di decenni. Si tratta di un’impronta digitale trovata sulla carrozzeria della Mini Minor sulla quale viaggiava Cristina la sera del sequestro. Grazie al sistema Afis della Polizia Scientifica, l’impronta è stata attribuita a Latella solo nel 2006, portandolo successivamente alla confessione.

L’ACCUSA: RICHIESTO L’ERGASTOLO

La Procura non ha usato mezzi termini durante la requisitoria dello scorso luglio, chiedendo per tutti e tre gli imputati la pena dell’ergastolo.

LEGGI ANCHE: Sequestro e omicidio di Cristina Mazzotti: pm chiede l’ergastolo per gli imputati

Nell’aula gremita dell’udienza oggi c’è anche una delegazione di studenti del Liceo Classico Carducci di Milano, la scuola che Cristina frequentava prima che la sua vita venisse spezzata

Il Quotidiano del Sud.
Sequestro Cristina Mazzotti: attesa a Como la sentenza, imputati 3 calabresi

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti