Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Senza calcio: che succede nella mente dei tifosi?

  • Postato il 21 luglio 2026
  • Di Focus.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Senza calcio: che succede nella mente dei tifosi?
Lo scrittore britannico Nick Hornby lo raccontava già nel suo Febbre a 90': per i veri tifosi del calcio il tempo non si scandisce da gennaio a dicembre, ma da agosto a maggio. Giugno e luglio diventano una sorta di tempo sospeso, una lunga parentesi in cui il calcio si ferma e si aspetta solo che ricominci. A rendere l'attesa un po' meno lunga ci pensano, in alcune estati, i tornei delle Nazionali, che fanno da ponte tra una stagione e l'altra. Ma quando finiscono anche quelli, cosa succede nella mente dei tifosi?. Per molti si tratta solo di una leggera noia estiva, ma la psicologia dello sport e la ricerca sul comportamento dei tifosi suggeriscono che l'assenza improvvisa del calcio possa essere percepita addirittura come una fonte di stress psicologico, soprattutto da chi vive il tifo come parte importante della propria routine e della propria identità sociale. Una percezione di stress e la rottura della routine Uno studio condotto dai ricercatori Youngbum Kwon e Dae Hee Kwak (pubblicato su International Journal of Sports Marketing and Sponsorship) ha analizzato come la mancanza e improvvisa di sport dal vivo possa generare stress percepito e attivare diverse strategie di adattamento negli appassionati. Dalla ricerca è emerso che la reazione emotiva varia significativamente in base ai tratti della personalità: i tifosi con livelli più alti di rabbia o predisposizione all'aggressività tendono a percepire il "vuoto" di partite come più stressante, reagendo con maggiore irritabilità; chi vive il calcio soprattutto come momento di aggregazione (la birra con gli amici, il gruppo della curva) può avvertire più intensamente la mancanza delle occasioni di socializzazione legate alle partite. Secondo diversi studi, tra cui uno recente di Stephen Warren, per fare fronte a questo disagio molte persone mettono in atto strategie di adattamento (coping), focalizzate sulle emozioni o sul disimpegno, cercando di compensare la mancanza di eventi sportivi dedicandosi ad altri passatempi o spostando la conversazione sui social. L'identità sociale e il bisogno di connessione Il calcio non è semplicemente uno spettacolo di novanta minuti: per molti tifosi rappresenta anche un importante elemento della propria identità sociale. Quando le competizioni si fermano, la sensazione di smarrimento può derivare dall'interruzione temporanea di rituali condivisi e occasioni di incontro con il proprio gruppo di riferimento.. Diversi studi sulla motivazione dei tifosi (tra cui questo di un gruppo di ricercatori della Temple University, Philadelphia, Usa) in linea con la Self-Determination Theory, suggeriscono che la pausa dalle competizioni possa ridurre temporaneamente la soddisfazione del bisogno di connessione sociale (relatedness), spingendo molte persone a cercare modalità alternative per mantenere vivo il senso di appartenenza alla comunità sportiva. Come i tifosi colmano il vuoto: memoria, calciomercato e attesa Come reagiscono molti appassionati nell'attesa dell'inizio del nuovo campionato? La ricerca sulla psicologia del tifo evidenzia alcuni comportamenti ricorrenti. Il "rifugio nella memoria" (o Basking in Reflected Glory – BIRGing): in assenza di eventi dal vivo, molti tifosi riguardano vecchi video, sintesi di partite storiche o rivivono grandi vittorie del passato. Pur non trattandosi esattamente di questo, il comportamento è coerente con il fenomeno del Basking in Reflected Glory (BIRGing, introdotto per la prima volta nel 1976 in uno studio diventato poi celebre) cioè la tendenza a rafforzare la propria identità associandosi ai successi della squadra del cuore. Il calciomercato come... continuità narrativa: seguire con attenzione trattative, indiscrezioni e presentazioni dei nuovi acquisti permette a molti tifosi di mantenere vivo il coinvolgimento con la propria squadra anche in assenza delle partite. Sebbene non vi siano prove che il calciomercato rappresenti un vero e proprio "regolatore emotivo", che sia una sorta di alternativa al calcio giocato, può comunque contribuire ad alimentare aspettative, discussioni e senso di appartenenza durante la pausa estiva. La "crisi d'astinenza" estiva da pallone non è dunque un'esagerazione: per molti tifosi, soprattutto per quelli che vedono il calcio come un importante punto di riferimento emotivo e sociale, la pausa dalle competizioni può risultare davvero l'interruzione di abitudini, relazioni e occasioni di partecipazione collettiva, non della semplice mancanza temporanea di una forma di intrattenimento..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti