Sentito dai magistrati anche l’ex agente Aisi Di Pasquale, originario di Irsina
- Postato il 11 luglio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Sentito dai magistrati anche l’ex agente Aisi Di Pasquale, originario di Irsina
Sentito dai magistrati anche l’ex agente Aisi Di Pasquale, originario di Irsina: «Trascinato nella polvere da una relazione amicale». Il difensore Di Tullio ha chiesto l’attenuazione della misura.
I due ex 007 Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, cinquantanovenne originario del Materano, finiti ai domiciliari nell’ambito dell’operazione dei Ros dei carabinieri e coordinata dalla procura di Roma, hanno risposto ieri mattina, 10 luglio 2026, alle domande del gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Entrambi in pensione, sono coinvolti insieme ad altri quattro indagati sul presunto spionaggio in favore dei russi. Piras, sentito per primo dal giudice per le indagini preliminari, a quanto si apprende ha risposto alle domande fornendo una spiegazione alle sue condotte. “È apparso tranquillo e si è detto contento di essere stato ascoltato”, le parole dell’avvocato Francesco Vaccaro, a margine dell’interrogatorio di Raoul Piras Gavino.
Anche Di Pasquale comparso davanti al gip ha risposto all’interrogatorio. “Il mio assistito resta un sottoufficiale dei carabinieri in pensione che ha dedicato la sua vita alla sicurezza dell’Italia. Purtroppo – ha detto l’avvocato Domenico Di Tullio che difende Di Pasquale – è incappato in una relazione amicale episodica con un altro soggetto che lo ha trascinato nella polvere. I due lavoravano nello stesso ufficio”.
LE DICHIARAZIONI DELLA DIFESA DI DI PASQUALE E IL PROFILO DELL’EX AGENTE AISI
Il difensore, che ha presentato al giudice un’istanza per chiedere l’attenuazione della misura, ha aggiunto che l’ex 007 ha “chiarito rapporti, circostanze e tutti i fatti che gli vengono imputati. Non ha fornito alcun tipo di informazione riservata, segreta o segretissima”. Di Pasquale è nato a Matera, ma ha vissuto per lunghi anni a Irsina, dove ancora oggi va spesso a far visita al padre 94enne. Sposato con una romana e padre di tre figli, lo 007 materano ha alle spalle una carriera nell’Arma, sempre con ruoli operativi.
L’ESPULSIONE DEI DIPLOMATICI RUSSI, LE INTERCETTAZIONI E I SEGRETI MILITARI COINVOLTI
Con lui altre cinque persone sono indagate, tra cui quattro militari. Il governo italiano ha intanto deciso di espellere Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, con l’accusa di essere i contatti dei due ex 007 italiani in pensione Raoul Gavino Piras, un tempo sottufficiale dell’Arma, e Vincenzo Di Pasquale, ex agente Aisi, arrestati nei giorni scorsi per aver venduto segreti e informazioni sensibili a vantaggio di Mosca. I diplomatici – a cui sono state date in tutto 72 ore, a partire da ieri, 9 luglio, per lasciare il Paese – sarebbe stati utilizzati come “armi ibride per attaccare l’Occidente e l’Italia”, in “un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, convocando alla Farnesina l’ambasciatore russo Aleksei Paramonov.
Negli scorsi giorni, Piras si è difeso dicendo di non aver diffuso alcuna notizia segreta, ma solo informazioni individuate in virtù della sua “attività di analista” indipendente di intelligence. Nell’ordinanza di arresto, il gip spiega invece che “le notizie esaminate, procurate e rivelate dal Piras, senza dubbio allo scopo di spionaggio, non essendo coperte da segreto di Stato, risultano tutte caratterizzate, sì, dal divieto di divulgazione ma con classifiche di segretezza oscillanti tra il ‘riservato’, il ‘riservatissimo’ e il segreto”, sebbene non ci sia alcuna “potenzialità lesiva eccezionalmente grave agli interessi della Repubblica”.
LE RICHIESTE DI DENARO NEI COLLOQUI CAPTATI E GLI INTERESSI SULLE ARMI E L’UCRAINA
In alcune intercettazioni captate dalle autorità, Piras avrebbe detto a un altro 007, Damir Ravilevich Kurmashov: “Chi paga? Io posso fare tutto quello che vuoi, ma chi paga?”. In un altro momento ricordava al suo interlocutore di aver fornito “in dodici anni migliaia di informazioni”. Restano nelle intercettazioni anche le presunte rivelazioni sugli armamenti italiani, dal mezzo navale progettato dall’azienda Leonardo e alle informazioni sulla fornitura di quattro batterie Samp T, lo sviluppo di carri armati e un cingolato da neve da destinare all’Ucraina, fino al Michelangelo Dome destinato alla Bulgaria.
E in un biglietto rinvenuto la richiesta di dati riguardanti “l’efficacia degli attacchi alle strutture nucleari iraniane”, “danni al programma nucleare”, “prospettive di ripresa dei lavori”, “disponibilità e piani di acquisto di missili a lungo raggio”, “Piano di riarmo in Italia, Ue e Nato”, “prospettive di sviluppo delle forze armate”, “priorità e obiettivi della Difesa Ue” e la frase “Aiuterà l’Ucraina a fabbricare missili a lungo raggio”.
Il Quotidiano del Sud.
Sentito dai magistrati anche l’ex agente Aisi Di Pasquale, originario di Irsina