Sentenza Ponte Morandi, ecco le reazioni e i commenti politici: “Ricordo delle vittime resta priorità”
- Postato il 16 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. La sentenza sul crollo del Ponte Morandi e la condanna all’ex Ad Castellucci ha inevitabilmente innescato una serie di reazioni e commenti politici.
Rixi: “La sentenza chiude un capitolo, il ricordo delle vittime resta un dovere di tutti”
“La sentenza di oggi segna un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate né alleviare il dolore delle loro famiglie, alle quali va ancora una volta la mia più sincera vicinanza. Il crollo non è stato una fatalità, ma il risultato di gravi errori e omissioni da parte di chi aveva il dovere di garantire la sicurezza. È giusto che le responsabilità siano state finalmente accertate. Resta però una riflessione che non possiamo ignorare: ci saremmo augurati un percorso giudiziario più rapido. Otto anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono un tempo lunghissimo, soprattutto per chi ha atteso giustizia convivendo ogni giorno con un dolore che non si è mai spento. Ora è il momento di guardare avanti. Nel ricordo delle vittime abbiamo il dovere di continuare a investire sulla sicurezza delle infrastrutture, affinché una tragedia come quella del 14 agosto 2018 non possa mai più ripetersi”.
I consiglieri regionali della Lega: “Otto anni per sentenza primo grado è tempo lunghissimo, ricordo delle 43 vittime è un dovere per tutti”
“Siamo sinceramente vicini ai parenti delle 43 vittime. Il loro ricordo è un dovere per tutti. Nessuna condanna restituirà i loro cari, né allevierà il profondo dolore, ma chi ha sbagliato e ha tutti quei morti sulla coscienza deve pagare fino in fondo. Lucrare sulle mancate manutenzioni non ha nessuna possibile giustificazione, economica o morale. La sentenza di oggi sul tragico crollo del Ponte Morandi, avvenuto quel maledetto 14 agosto 2018, è un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia. Il disastro sul Polcevera è dovuto alla negligenza di uomini, non a qualcosa di naturale. Prendiamo atto delle varie condanne, ma 8 anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono un tempo lunghissimo, soprattutto per chi ha atteso giustizia e che dovrà ancora attendere gli altri gradi di giudizio, convivendo ogni giorno con un dolore che non si è mai spento. Il nostro compito è di investire su sicurezza, prevenzione, vigilanza e controlli affinché un tragico disastro come quello del Ponte Morandi non accada mai più. Ai parenti delle 43 vittime, ancora una volta, va la nostra più sincera vicinanza”.
Il presidente Bucci: “Percorso di verità e giustizia, il pensiero resta per le vittime”
“La sentenza di oggi rappresenta un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate il 14 agosto 2018 né colmare il dolore delle loro famiglie, alle quali rinnovo la mia più sincera vicinanza. Da sindaco di Genova ho vissuto quella tragedia fin dal primo momento e, come commissario per la ricostruzione del nuovo ponte, ho avuto l’onore e la responsabilità di accompagnare la città in uno dei momenti più difficili della sua storia. Il ricordo di quelle vittime è sempre vivo e continuerà a guidare il nostro impegno. Questa sentenza rappresenta un passaggio significativo nel percorso di accertamento delle responsabilità. Nel pieno rispetto dell’iter giudiziario, il nostro dovere resta quello di fare tutto il possibile affinché una tragedia come quella del Ponte Morandi non possa mai più ripetersi, continuando a investire nella sicurezza delle infrastrutture, nella manutenzione e nella prevenzione. È questo il modo migliore per onorare la memoria delle 43 vittime”.
Morandi, Sanna (PD): “La giustizia ha finalmente definito le responsabilità. Nessuna sentenza potrà restituire le 43 vite spezzate, ma il dovere della memoria impone di pretendere sicurezza e responsabilità”
“La sentenza sul crollo del Ponte Morandi chiude un lungo percorso giudiziario e definisce finalmente responsabilità, nomi, cognomi e pene. Dopo quasi otto anni, la giustizia ha fatto il suo corso. Era giusto che fosse così. Ma nessuna decisione potrà restituire ciò che è stato perduto il 14 agosto 2018, né cancellare il dolore di chi da allora convive con un’assenza che durerà per sempre. Oggi il nostro pensiero va innanzitutto alle 43 vittime, ai loro familiari e a una città che da quel giorno porta una ferita ancora aperta. Per chi è rimasto non esiste una vera fine del processo: il loro è un dolore quotidiano, nel ricordo di chi non c’è più. Questa sentenza rappresenta una pagina importante per il nostro Paese, ma il ricordo di quanto accaduto nella tragedia del Ponte Morandi deve continuare a tradursi in un impegno concreto. Ricordare significa pretendere responsabilità, investire nella sicurezza delle infrastrutture e fare in modo che tragedie come quella di Genova non si ripetano mai più. Ai familiari delle vittime va il nostro abbraccio più sincero e la vicinanza di tutta la comunità ligure”.
Ponte Morandi: Parlamentari liguri PD: “Sentenza squarcia velo ipocrisie: sicurezza è stata messa in secondo piano”
“La sentenza sul crollo del Ponte Morandi squarcia definitivamente il velo delle ipocrisie. Accerta responsabilità personali per azioni e omissioni che hanno consentito, per anni, il mancato adempimento degli obblighi di manutenzione da parte di Autostrade, mentre la sicurezza veniva colpevolmente relegata in secondo piano. Le scuse pronunciate pochi giorni prima della sentenza sono arrivate davvero fuori tempo massimo. Come parlamentari continueremo a vigilare sull’operato di tutti i soggetti chiamati a garantire controlli efficaci e una manutenzione adeguata delle infrastrutture, perché tragedie come quella del Ponte Morandi non si ripetano mai più. Ora la giustizia proseguirà il suo corso, ma questa sentenza rappresenta già un passaggio fondamentale nel percorso di verità e giustizia che i familiari delle 43 vittime attendevano da troppo tempo. A loro va ancora una volta il nostro pensiero, nella consapevolezza che nessuna decisione giudiziaria potrà restituire le vite spezzate, ma che accertare le responsabilità è un dovere nei confronti delle vittime, dei loro familiari e dell’intero Paese. Il nostro impegno proseguirà anche nell’attuazione e nel monitoraggio delle nuove norme a tutela dei familiari delle vittime di catastrofi stradali, affinché alla ricerca della verità si accompagni un concreto sostegno ai diritti di chi è stato colpito da tragedie come questa” affermano i parlamentari democratici Valentina Ghio, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino, Lorenzo Basso.
Pirondini (M5S): “Sentenza non chiude dolore ma rende giustizia”
“Quella del Ponte Morandi è una ferita che Genova porterà per sempre nel cuore. Per i familiari delle 43 vittime, quel 14 agosto non è mai finito. Stanno scontando un ergastolo emotivo che nessuna sentenza potrà cancellare. La sentenza di oggi non restituisce i loro cari, ma può restituire ciò che non deve mai mancare in uno Stato di diritto: verità e responsabilità. Questa sentenza non chiude il dolore, ma gli dà almeno un senso. È l’unica consolazione possibile insieme all’impegno di tutti affinché nessuno debba più piangere vittime che potevano e dovevano essere salvate. Per Genova, per le 43 vittime, per non dimenticare mai”.
AVS al fianco delle vittime: “Mai più predominio del profitto sulle persone”
“La sentenza di primo grado del processo del ponte Morandi è estremamente significativa perché riconosce le responsabilità individuali di chi, nella catena di comando di Autostrade, ha consapevolmente ignorato i segnali di ammaloramento del Ponte per volontà di profitto e per comodità di gestione. È una sentenza che conferma il ruolo essenziale degli operatori di giustizia nel nostro paese”, commenta Carla Nattero, segretaria ligure di Sinistra Italiana. “Il riconoscimento delle responsabilità stabilito dalla sentenza è stato raggiunto in particolare grazie all’impegno continuo del Comitato dei parenti delle vittime, che hanno svolto una importantissima funzione civile di valore generale, per Genova e per tutta Italia. Una funzione di denuncia e di ricerca della verità talmente significativa e evidente da farci sperare che non siano più ammissibili nel nostro paese tragedie come quella del Ponte Morandi”, è l’auspicio di Carla Nattero. “Il ponte Morandi è crollato perché l’universo spietato del profitto non voleva fermarsi. Gli interessi del concessionario hanno deformato la catena di controllo e lo Stato si è adeguato. Il processo ha giustamente punito le responsabilità individuali: ringraziamo la magistratura genovese che ancora una volta si è distinta per l’alta professionalità del lavoro. Questa sentenza è solo l’inizio del processo che dovrà rendere giustizia alle 43 vittime. Tutto il sistema dovrà essere ripensato, perché non è più accettabile che lo Stato dia in concessione le sue proprietà delegando al concessionario i controlli”, dichiarano Simona Simonetti e Simon Moeller, co-portavoce regionali di Europa Verde. “È una sentenza che cerca di rimettere un po’ di giustizia in una vicenda che di giustizia ne ha vista troppo poca. La pena maggiore è arrivata per Castellucci che, a pochi mesi dal crollo del Morandi, faceva trattative segrete con Toti e scherzava con Bucci. Questa sentenza ci ricorda l’importanza della manutenzione sulle opere pubbliche, che spesso sono più importanti che costruire nuove infrastrutture. La destra continua a pensare a mega opere inutili come il ponte di Messina, quando bisognerebbe prendersi davvero cura di quello che abbiamo: mai più un Ponte Morandi”, è il monito di Selena Candia, capogruppo regionale di AVS. “Nessuna sentenza può rimarginare una ferita così grave, così profonda, che sanguina ancora. Il nostro pensiero va alle vittime del Ponte Morandi, ai loro familiari, ai loro cari, ai sopravvissuti, agli sfollati della Val Polcevera, a tutti quelli che hanno avuto la vita devastata da quel drammatico 14 agosto 2018. Quella di oggi non è una vittoria: l’unica vera vittoria arriverà il giorno in cui la corsa al profitto smetterà di avere la meglio sulla vita e sulla salute delle persone”, conclude Jan Casella, consigliere regionale di AVS.
Il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari: “Sentenza importante, la memoria delle vittima merita responsabilità”
“La sentenza di oggi rappresenta un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione – dichiara il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari – potrà restituire le 43 vite spezzate né alleviare il dolore delle loro famiglie, alle quali rinnovo la mia più sincera vicinanza. Il crollo non è stato una fatalità e le responsabilità accertate ci ricordano quanto la sicurezza delle infrastrutture debba essere una priorità assoluta, perchè la manutenzione non deve essere considerata un costo, bensì un investimento”. Il presidente conclude: “Il ricordo delle 43 vittime continua a vivere nella coscienza della nostra comunità e ci impone di non abbassare mai la guardia. Alla loro memoria dobbiamo il dovere della responsabilità, della prevenzione e dell’impegno quotidiano affinché una tragedia come quella del 14 agosto 2018 non si ripeta mai più”.
Cavo (Nm): “Risposta chiara attesa da 8 anni ma non si volti pagina”
“La sentenza del Tribunale di Genova è la risposta chiara che i familiari aspettavano, da otto anni, e tutta la comunità genovese con loro. E’ un punto fermo importante per andare avanti ma senza voltare pagina. Sia un modo per guardare negli occhi i familiari delle vittime, e tutti coloro che sono stati coinvolti in questa tragedia, sapendo che il loro dolore è condiviso ma con la consapevolezza che è ancora quello di allora, se non con il tempo ancora più forte. Quello di oggi non è un punto di arrivo. Si dovranno leggere le motivazioni, e dalle responsabilità scritte e accertate, fare in modo che una simile tragedia non si ripeta mai più. Oggi non si volta pagina, oggi si è compiuto un passo fondamentale verso la verità”. Cosi Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova in Consiglio comunale.