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Senatrici dell'opposizione in minigonna contro Tajani e Vannacci

  • Postato il 22 settembre 2026
  • Politica
  • Di Agi.it
  • 4 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
In sintesi

Parlamentari dell'opposizione hanno organizzato una manifestazione a Palazzo Madama indossando minigonne, trasformando l'abbigliamento in simbolo di libertà personale e diritti costituzionali. L'iniziativa, promossa da Italia Viva, rappresenta una risposta critica alle recenti dichiarazioni di ministri del governo riguardanti scelte di vestiario femminile. La protesta rivendica l'autonomia delle donne nel decidere come vestirsi e pensare, contrastando quella che viene definita una 'deriva' nei confronti della libertà individuale e dell'uguaglianza di genere.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Senatrici dell'opposizione in minigonna contro Tajani e Vannacci
Senatrici dell'opposizione in minigonna contro Tajani e Vannacci

AGI - Una protesta in minigonna, a Palazzo Madama, come "gesto di libertà", per rivendicare "il diritto a pensare liberamente e a scegliere", non solo un vestito, ma un destino. Lo spiega Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva-Casa Riformista, che ha organizzato l'iniziativa per "stigmatizzare la deriva" dopo le frasi di questi giorni di esponenti del centrodestra sulle "donne con le gonne lunghe", se non addirittura senza.

Il senso della protesta in minigonna

"Ecco - ragiona Paita - penso che sia importante oggi ribadire al ministro Tajani e anche all'onorevole Vannacci che le donne in questo Paese hanno il diritto di vestirsi come credono, hanno il diritto di pensare liberamente, hanno il diritto di non chiedere permesso, hanno il diritto all'ambizione". Anche le scuse e le precisazioni del titolare della Farnesina non sono abbastanza per le senatrici dem - tra queste Susanna Camusso, Cecilia d'Elia, Valeria Valente, Simona Malpezzi e Cristina Tajani - che hanno fatto quadrato con Paita, insieme alle altre senatrici di Italia Viva, M5s, Avs e Autonomie.

Il parallelo con il mondo distopico delle 'ancelle' descritto negli anni'80 da una quasi 'profetica' Margaret Atwoof, diventa allora il filo conduttore della riflessione di Paita. Perché il racconto dell'ancella - 'The Handmaid's Tale', questo il titolo del bestseller di Atwoof, in un'America trasformata in Stato totalitario che controlla il corpo delle donne per garantire la procreazione - "è diventato il simbolo delle manifestazioni femministe in tutto il mondo", ricorda infatti Paita.

"A un certo punto - prosegue - guardando le donne vestite in modo moderno, con l'occhio di chi è costretta a vivere in una società distopica maschilista, June Osborne, la protagonista del racconto dice 'anch'io mi vestivo così, quella era libertà. Non ce ne rendevamo conto'". Prima del sit-in delle senatrici, l'esponente Iv aveva rivendicato sui social che "le donne non devono chiedere il permesso nè a Tajani nè a Vannacci su come presentarsi nella società".

"Meritiamo istituzioni che parlino di diritti, parità salariale e tutele, non che continuino ad alimentare stereotipi che credevamo superati da decenni", ha incalzato Paita chiedendo anche alla premier, Giorgia Meloni, "di uscire dal suo silenzio". 

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Autore
Agi.it

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