Seixas alla Freccia Vallone è l'uomo da battere: senza Pogacar ed Evenepoel si rischia un "campionato francese"
- Postato il 21 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Un anno fa si rivelava al mondo del ciclismo che conta sorprendendo tutti al Tour of the Alps, dove oggi peraltro Giulio Pellizzari ha conquistato la seconda tappa andando anche a prendersi d’imperio la maglia di leader. Ma Paul Seixas sa perfettamente che i veri esami debbono ancora arrivare: quello di domani alla Freccia Vallone è tra i più attesi di tutta la stagione, perché nella penultima gara del programma del Nord tutti gli occhi gli saranno rivolti addosso. Mancando i big con i quali avrebbe dovuto battagliare, facile immaginare il francesino della Decathlon CMA CGM come l’uomo da battere. Tanto che sul Mur de Huy nessuno s’immagina che possa esserci qualcuno in grado di anticiparlo sotto lo striscione del traguardo.
- Il Mur de Huy attende il nuovo prodigio del ciclismo mondiale
- Quanta Francia da corsa: almeno 5 transalpini tra i favoriti
- Rai, un'altra occasione persa: la diretta solo in pay
Il Mur de Huy attende il nuovo prodigio del ciclismo mondiale
L’arrivo è indiscutibilmente tra i più iconici di tutto il calendario World Tour, secondo veramente a pochi altri (forse solo il velodromo di Roubaix e il rettilineo di via Roma di Sanremo hanno un fascino maggiore). Seixas sulla rampa che deciderà al solito la corsa che si snoda in piena Vallonia sarà l’uomo da battere perché durante tutte le corse che ha disputato nella prima parte di stagione ha dimostrato di non temer alcun rivale: Pogacar l’ha staccato a fatica sugli sterrati della Strade Bianche, poi Paul ha battuto altre strade, dominando letteralmente l’Itzulia vincendo tre delle 6 frazioni in linea, e mostrando soprattutto una gamba che in salita non aveva nessuno.
Un talento cristallino che non ha paura di partire da lontano, anche se storicamente la Freccia è una gara che si decide tutta nelle ultime centinaia di metri, quando si affrontano cioè i 1.300 metri con 128 metri di dislivello, una pendenza media del 9,8% e una massima del 26%, accompagnati dalle sette cappelle che costeggiano la ripida rampa che conduce fin sotto lo striscione del traguardo.
Avere le gambe buone è essenziale per riuscire a mettere tutti nel sacco: Tadej Pogacar c’è riuscito due volte, nel 2023 e nel 2025, ma a lui a quanto parte negli anni pari non piace correre in Vallonia. L’albo d’oro però è pieno di passisti scalatori dotati di uno spunto irresistibile, vedi Alejandro Valverde (5 vittorie, di cui 4 consecutive dal 2014 al 2017), Julian Alaphilippe e il compianto Davide Rebellin con tre a testa, le stesse conquistate in altre epoche da Merckx, Argentin e dal pioniere Kint negli anni ’40.
Quanta Francia da corsa: almeno 5 transalpini tra i favoriti
Seixas è il grande favorito perché, come detto, tutti i big hanno deciso di passare la mano. Perché la Freccia richiede comunque uno sforzo importante, ed essendo posta a 4 giorni dalla Liegi non tutti la colgono come un’opportunità. Pogacar ed Evenepoel hanno preferito prepararsi proprio per la Doyenne di domenica prossima, mentre Van Aert e van der Poel non sono mai stati interessanti a una corsa che esula dalle loro caratteristiche (potrebbe magari tentarla una volta almeno Vingegaard, concentrato però nel preparare il Giro d’Italia).
Seixas è carico a molla: sarà al via anche della Liegi, ma vincendo a Huy si garantirebbe comunque già la promozione a pieni voti della sua settimana nelle Ardenne, pronto a quel punto a giocare le proprie carte senza alcuna pressione nella quarta Monumento della stagione.
Possibili rivali? Kevin Vaquelin negli ultimi due anni ha chiuso sempre secondo, e quantomeno merita di essere considerato un candidato alla vittoria. Che poi è francese come Seixas, come Romain Gregoire, Lenny Martinez e Benoit Cosnefroy, tutta gente accreditata di un piazzamento in top 5 (l’ordine lo decideranno le pendenze del muro).
Rai, un’altra occasione persa: la diretta solo in pay
Insomma, il rischio è che diventi una Freccia Francese è più che mai reale, con Mattias Skjelmose (secondo tre anni fa dietro Pogacar) unica reale minaccia per la vittoria finale. Vero, ci sarebbero pure Hirschi, Johannessen, Schmid, Teuns e Alaphilippe, però è improbabile che si esca dalla cinquina (o sestina) indicata.
E gli italiani? Forse Scaroni e Vendrame, ma solo se si allineano tutti i pianeti. L’unica consolazione è che molti appassionati non dovranno neppure soffrire troppo davanti alla TV, visto che anche in occasione della Freccia Vallone la gara non verrà trasmessa in chiaro sui canali Rai (solo Eurosport), che continua a perdere le corse più iconiche (e tutto il movimento a catena ne risente).
Per qualcuno, vedendo quanti francesi partono per vincere, quasi un mezzo sollievo. E allora tanto vale gioire per un Pellizzari che al Tour of the Alps ha fatto vedere di essere già in forma per il Giro, dove vuole puntare al podio. E sarebbe già tanta roba.