Segreti militari e politici trafugati dal lucano Di Pasquale
- Postato il 10 luglio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Segreti militari e politici trafugati dal lucano Di Pasquale
Segreti militari e politici trafugati dal lucano Di Pasquale. L’ordinanza del GIP: Vendute informazioni anche riservate. L’arresto dell’ex 007 lucano dà inizio a una crisi diplomatica.
L’arresto della talpa lucana che vendeva segreti di Stato e informazioni militari ai russi ha segnato l’inizio di una profonda crisi diplomatica tra Roma e Mosca, i cui rapporti risultano già compromessi a causa del conflitto in Ucraina. Nella giornata di ieri, infatti, a seguito dell’arresto del cinquantanovenne Vincenzo Di Pasquale, originario di Matera, e di altri sei uomini, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha reso noto sui suoi canali social la decisione del governo di “espellere due addetti militari dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma”. I due nomi, comunicati all’Ambasciata Russa, sono quelli di Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, i quali dovranno ora lasciare il territorio italiano entro 3 giorni.
Proprio il nome di Mikhail Astakhov, presunto agente dell’intelligence militare russa (GRU), accreditato in Italia con copertura diplomatica e quindi coperto di immunità, appare più volte nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari nei confronti di Di Pasquale, ex sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri ed ex agente operativo dell’AISI (l’Agenzia informazioni e sicurezza interna) accusato, scrive il GIP, di essersi procurato, “a scopo di spionaggio politico o militare”, informazioni che, nell’interesse della sicurezza e della politica interna e internazionale dello Stato, avrebbero dovuto rimanere segrete.
I SEGRETI MILITARI E LE DUE CONDOTTE DI DI PASQUALE, L’INTERMEDIAZIONE DI PIRAS E LA REAZIONE DEL CREMLINO
L’ordinanza distingue due diverse condotte contestate a Di Pasquale: la prima riguarda la presunta acquisizione delle informazioni riservate; la seconda la loro successiva rivelazione a Gavino Raoul Piras, indicato dagli investigatori come destinatario delle notizie. Era proprio Piras, infatti, che incontrava poi Astakhov per consegnarli, su schede SD e dietro pagamento, le informazioni ottenute. L’espulsione di Gorbachev e Astakhov ha suscitato le ire del Cremlino, tanto che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato all’agenzia di stampa Ria Novosti che la Russia “darà una risposta adeguata” alle espulsioni, senza fornire però ulteriori dettagli.
Il ministro Tajani ha controreplicato convocando l’ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, affermando: “Il problema è che i due espulsi dall’Italia facevano attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. E questo è dimostrato. Non è stato un capriccio dell’Italia. La nostra è una scelta basata su fatti”. Lo stesso ambasciatore russo Alexei Paramonov ha reso nota la sua convocazione con un messaggio postato sul suo canale Telegram. Un messaggio condito da non poche offese nei confronti dell’Italia e dei rappresentanti del governo: “Il 9 luglio sono stato ulteriormente convocato al Ministero degli Affari Esteri italiano, alla cosiddetta ‘Farnesina’.
L’ATTACCO DELL’AMBASCIATORE RUSSO PARAMONOV AI VERTICI DELLA DIPLOMAZIA ITALIANA
A differenza di molti altri luoghi romani che mi capita di frequentare, qui, come sempre, non avviene nulla di buono. L’eminenza grigia della diplomazia italiana, il Segretario Generale Riccardo Guariglia, espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l’influenza della Russia in Italia. Questo è comunque impossibile: infatti, la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Sergey Lavrov. L’Italia, per contro, pur col suo immenso potenziale sul piano delle idee e col suo patrimonio politico e umanistico, oggi non dispone di figure di tale levatura.
Possiamo solo auspicare che tornino ad emergere anche qui, per restituire all’Italia l’autonomia e il prestigio di cui godeva un tempo anche negli affari esteri”. Poco dopo, la Farnesina ha inviato una nuova nota precisando che la convocazione dell’ambasciatore era volta “a notificare le espulsioni”, spiegando che le attività di spionaggio russe “costituiscono un’ingerenza grave e inaccettabile per la sicurezza nazionale e per le istituzioni italiane” e sottolineando che “l’Italia continuerà a contrastare con la massima determinazione ogni attività ostile condotta contro il paese, in stretto coordinamento con i propri alleati”. Le attività di Gorbachev e Astakhov, conclude il comunicato, sono “incompatibili con quanto previsto dalla Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche”.
Il Quotidiano del Sud.
Segreti militari e politici trafugati dal lucano Di Pasquale