Scuola in Liguria e nel savonese: al via il nuovo anno tra precariato ed emergenza sostegno
- Postato il 10 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Con la prima campanella ormai alle porte, l’anno scolastico 2026/2027 in Liguria si apre tra luci e ombre. Se da un lato i dati relativi alle immissioni in ruolo segnano un passo avanti, dall’altro la copertura dei posti vacanti resta una corsa contro il tempo. A tracciare il bilancio e a denunciare le criticità strutturali del sistema è la segreteria regionale di ANIEF Liguria.
I numeri del personale docente: ruolo e supplenze
Per il nuovo anno scolastico sono stati assunti 865 docenti a tempo indeterminato, a cui si aggiungono 61 assunzioni di insegnanti di religione cattolica. Un segnale positivo che tuttavia non soddisfa appieno le esigenze del territorio: i posti autorizzati complessivamente erano infatti 1.407. I posti rimasti scoperti dovranno essere assegnati tramite supplenza. Nel primo turno di nomine da GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), completato lo scorso 31 agosto, l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) ha individuato 3.383 docenti. Le operazioni sono tuttora in corso per coprire le disponibilità residue e le rinunce.
“Le immissioni in ruolo sono importanti, ma non raccontano da sole tutta la situazione”, dichiara Maria Guarino, presidente regionale ANIEF Liguria. “Ogni posto ancora scoperto significa per le scuole dover riorganizzare orari, classi e attività didattiche”.
Sostegno: il divario tra organico e fabbisogno reale
Particolarmente delicata è la situazione per gli alunni con disabilità, che in Liguria sono circa 10 mila (organico di diritto 2.951 posti; fabbisogno complessivo con deroghe 4.252 posti). Per assicurare la continuità didattica, l’USR ha disposto 1.566 conferme di docenti di sostegno a tempo determinato (843 a Genova, 267 a La Spezia, 247 a Imperia e 209 a Savona). Dal sindacato ribadiscono però che la continuità tramite contratti a termine è solo un tampone: la priorità deve essere la trasformazione dei posti in deroga in organico stabile.
Personale ATA e DSGA: segreterie e servizi sotto pressione
L’emergenza non riguarda soltanto i docenti, ma colpisce duramente anche il personale ATA (amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici) e i DSGA (Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi). Molti posti restano scoperti anche dopo lo scorrimento della prima fascia, costringendo ad attingere alla terza fascia d’istituto. Per il profilo dei Funzionari ed Elevata Qualificazione (ex DSGA) sono state autorizzate sole 6 assunzioni in ruolo a fronte di ben 32 posti vacanti in regione, costringendo gli uffici a ricorrere agli avvisi di interpello.
Il richiamo dell’Europa e il nodo del precariato
A pesare sul quadro complessivo ci sono anche le più recenti pronunce europee. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sentenza del 13 maggio 2026, causa C-155/25) ha criticato le misure adottate dall’Italia contro l’abuso dei contratti a termine per il personale ATA. Parallelamente, la Commissione Europea ha contestato la reiterazione dei contratti a tempo determinato e le discriminazioni retributive per i docenti. «L’Europa ci chiede di superare un sistema che utilizza il precariato per coprire esigenze strutturali. Docenti e ATA precari garantiscono ogni giorno il funzionamento della scuola: vanno stabilizzati e valorizzati», ribadisce ANIEF.
L’appello per l’avvio delle lezioni
In vista dell’imminente inizio delle lezioni, l’obiettivo del sindacato è chiaro: completare i turni di nomina entro il fine settimana per consentire la presa di servizio di lunedì e limitare i disagi per studenti e famiglie. Per il futuro, la richiesta resta la stessa: programmazione, organici adeguati e stabilità lavorativa.