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Scontro alla Camera sul decreto sicurezza, il governo al lavoro su un dl correttivo

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Politica
  • Di Agi.it
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  • 9 min di lettura
Scontro alla Camera sul decreto sicurezza, il governo al lavoro su un dl correttivo
Scontro alla Camera sul decreto sicurezza, il governo al lavoro su un dl correttivo

AGI - Sul decreto sicurezza è scontro alla Camera. Il governo, con il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha posto nell'Aula di Montecitorio la questione di fiducia sul dl, nel testo approvato nei giorni scorsi dal Senato. Il voto si terrà domani dalle ore 18, le dichiarazioni di voto inizieranno alle 16,15. L'esame del provvedimento proseguirà anche in seduta notturna nelle giornate di giovedì e venerdì.

Lo scontro alla Camera sul decreto Sicurezza 

"L'emendamento era depositato dal 17 marzo... Si sono svegliati solo ora...". Una fonte di maggioranza riannoda i fili dello scontro sul dl Sicurezza, ripercorre le tappe della battaglia sulla norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari: "Tutto filava liscio fino a quando è intervenuto in Aula il senatore del Pd Nicita, ma c'era l'accordo di tutto il centrodestra".

Piantedosi: "Portiamo a casa il decreto" 

Ieri a tarda sera l'exit strategy definitiva: ci sarà un altro decreto, dopo la conversione del provvedimento su cui il governo ha posto la fiducia alla Camera, per correggere la misura finita sotto le lenti del Quirinale. Decreto, quindi, che non arriverà sul tavolo neanche del Consiglio dei ministri di domani. "Portiamo a casa il decreto, poi vedremo", spiega il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

La corsa contro il tempo 

Il Quirinale ora attende il testo, dopo il confronto con il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. È corsa contro il tempo perché il dl Sicurezza deve essere convertito entro il 25 aprile. Mercoledì e giovedì sono previste due riunioni fiume per 'smaltire', tra l'altro, gli ordini del giorno (sono 145). Il governo nella Conferenza dei capigruppo ha spiegato che si è deciso di ricorrere allo strumento del nuovo decreto anche per trovare la copertura economica alla correzione.

Il dl sicurezza e il centrodestra 

"Ieri abbiamo rischiato, se avessimo scelto la via dell'emendamento correttivo sarebbe decaduto il decreto...", fanno notare fonti del centrodestra. Ma già all'orizzonte nella coalizione di governo si prevede l'innalzamento della tensione su altri fronti. Dal punto di vista parlamentare, a Palazzo Madama si dovrà approvare entro il 12 giugno, data nella quale entrerà in vigore il nuovo patto di migrazione Ue, il ddl sull'immigrazione che prevede anche norme sul blocco navale.

La contesa sulla nuova legge elettorale 

E dietro l'angolo c'è la contesa sulla nuova legge elettorale, sulla quale ci sono, tra l'altro, distinguo nella maggioranza. Il timore è che possa finire sotto la lente del Quirinale il testo che ha intenzione di portare avanti la maggioranza. Domani si terrà un ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali di Montecitorio per decidere sulle audizioni. "Da Pd e Avs sono arrivate più di 70 richieste... Non si può esagerare...", spiega un 'big' del centrodestra.

Sul tavolo potranno esserci delle aperture sul tema del premio di maggioranza ma il clima non è certo dei migliori. Intanto l'esecutivo punta a chiudere l'incidente sorto con il Colle. A mediare è stato lo stesso Mantovano, che - spiegano fonti della maggioranza - è venuto a conoscenza dell'emendamento solo in un secondo momento.

Le correzioni tecniche al dl sicurezza 

Si specificheranno quali figure professionali, oltre agli avvocati (per esempio anche i mediatori e le associazioni), potranno essere coinvolti dai migranti che puntano al rimpatrio assistito, sarà eliminato il riferimento al Consiglio nazionale forense per l'erogazione del compenso spettante a chi farà ricorso ma soprattutto il 'premio' verrà dato anche in caso di esito negativo della procedura di rimpatrio.

Il decreto necessita però di una copertura maggiore rispetto a quella ipotizzata in un primo momento, ovvero 246.000 euro per il 2026 e 492.000 euro sia per il 2027 sia per il 2028.

I rimpatri volontari assistiti 

In FdI e nella Lega non si nasconde il "fastidio" per come si è alimentato lo scontro sulla norma sul tema dei rimpatri volontari assistiti. "Io tengo a precisare davanti a questa assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un'invenzione di questo governo. Sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali", ha spiegato anche il ministro dell'Interno.

Meloni difende il dl sicurezza 

Meloni chiama in causa l'opposizione, "la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire in questi giorni", taglia corto. Ovvero "niente pasticcio", "stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo - ha sottolineato - quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma". "Non mi stupisco più di nulla", ha risposto il vicepremier Matteo Salvini a chi gli chiedeva se fosse rimasto sorpreso riguardo i rilievi del Quirinale al dl Sicurezza.

La mediazione di Forza Italia

Getta acqua sul fuoco, invece, l'altro vicepremier, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "Si trovano sempre le soluzioni", dice. Insomma, FI usa toni più morbidi, "uno Stato liberale deve mettere tutti nelle condizioni di far valere le proprie ragioni, soprattutto i più deboli. E deve garantire agli avvocati la possibilità di svolgere il proprio lavoro con la massima autonomia, libertà e indipendenza, senza alcuna ambiguità", sostiene il capogruppo 'azzurro' alla Camera, Enrico Costa.

Il muro contro muro 

Oggi si è registrato il muro contro muro. L'Aula ha approvato la richiesta arrivata da Fratelli d'Italia di interrompere la discussione generale sul dl, poi ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione con 148 no. L'opposizione ha occupato i banchi del governo, il deputato del Pd Arturo Scotto è stato espulso dall'emiciclo.

 

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Autore
Agi.it

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