Scomuniche e accuse di satanismo: fra Chiesa e logge tre secoli di odio
- Postato il 10 agosto 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 7 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Scomuniche e accuse di satanismo: fra Chiesa e logge tre secoli di odio
L’inconciliabilità assoluta tra l’appartenenza alla Chiesa cattolica e la militanza tra i liberi muratori è contenuta nella bolla In eminenti apostolatus specula (Nell’eminente sede dell’apostolato) di papa Clemente XII, del 28 aprile 1738. È documentalmente il primo atto di condanna della massoneria e di scomunica per chi vi aderisce, poiché l’affiliazione è incompatibile con le leggi civili e canoniche, «affinché questa razza di uomini non saccheggi la casa come ladri, né come le volpi rovini la Vigna; ovvero affinché non corrompa i cuori dei semplici né ferisca occultamente gli innocenti».
Il pontefice stabilì doversi «condannare e proibire in perpetuo» tutte le «Aggregazioni comunemente chiamate dei Liberi muratori». Nel 1751 Benedetto XIV con la bolla Providas Romanorum (Le provvide leggi dei romani pontefici) riprese quel testo integralmente, compresa la scomunica automatica senza alcuna dichiarazione da cui non si può essere assolti se non in punto di morte e solo per intervento papale. I massoni sono equiparati agli eretici e allo stesso modo sono combattuti dalla Chiesa e, se necessario, pure ricorrendo all’«aiuto del braccio secolare». Da allora sono stati molteplici gli interventi in argomento, poiché la massoneria è ritenuta inconciliabile per il suo considerare valide tutte le dottrine, per la concezione di un Grande architetto dell’universo che nell’impersonalità nega lo spirito del Dio dei cristiani, per il relativismo nella concezione della vita, per i riti segreti e il giuramento di fedeltà incondizionato alla comunità dei fratelli muratori e alle sue leggi che vincolerebbero la coscienza del buon cristiano e per l’insanabile contrapposizione tra fede e ragione. Leone XII, con la costituzione apostolica Quo graviora mala (Quanto più gravi) nel 1825 condanna con durezza massoneria e carboneria come malefiche, sovversive e cospiratorie, ordinando di tenersene lontani «come dalla faccia del serpente», e di evitare «attentamente i loro discorsi, che si diffondono come un cancro».
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48824559]]
Quando papa Pio IX nel 1846 promulga l’enciclica programmatica Qui pluribus, scrive di «uomini congiunti fra loro in empia unione, avversari della sana dottrina, disdegnosi della verità, intenti a tirare fuori dalle tenebre ogni mostro di opinioni, e con tutte le forze accumulare, divulgare e disseminare gli errori presso il popolo» che «non si vergognano d’insegnare apertamente che i sacrosanti misteri della nostra Religione sono invenzioni umane; accusano la dottrina della Chiesa cattolica di contraddire al bene ed ai vantaggi della società umana; né temono di rinnegare la divinità di Cristo medesimo». Durante il Risorgimento la massoneria italiana indicava nel potere temporale dei papi il principale ostacolo all’unità.
Quando nel 1884 Leone XIII con l’enciclica Humanum genus arriva a definire la massoneria come «regno di Satana sulla terra», finalizzato a distruggere il cristianesimo a partire dalle sue istituzioni, i massoni reagiscono accentuando il carattere anticlericale. D’altronde non pochi sovrani europei erano affiliati alle logge, spesso con grado apicale, e nonostante l’alone di segretezza. Nella seconda metà del Novecento si è vociferato più volte di alti e altissimi prelati e di cardinali affiliati a logge massoniche, includendovi addirittura Giovanni XXIII.
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48777649]]
In Vaticano negli Anni ’70 serpeggiarono accuse e voci complottiste di infiltrazioni massoniche, indagate durante il pontificato di Paolo VI senza alcun riscontro. Ma non per questo la contrapposizione si è ammorbidita. Appena tre anni fa, nel 2023, il Dicastero della dottrina della fede ha rinnovato e sottolineato con forza il divieto assoluto per i cattolici di far parte della massoneria, adesione che li mette in stato di peccato grave e fuori dai sacramenti, ribadendo i princìpi di inconciliabilità esposti dal teologo Joseph Ratzinger il 26 novembre 1983 con l’approvazione di Giovanni Paolo II: a chiarimento del nuovo Codex Iuris Canonici promulgato nello stesso anno che punisce chi milita in associazioni che sono contro la Chiesa, pur senza nominare esplicitamente la massoneria.
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48747876]]
Continua a leggere...