Schlein scrive a Meloni, malumori nel campo largo. Conte: “Non si può lavorare con il governo”
- Postato il 18 settembre 2026
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Il Quotidiano del Sud
Schlein scrive a Meloni, malumori nel campo largo. Conte: “Non si può lavorare con il governo”
(Adnkronos) –
La lettera di Elly Schlein alla premier Giorgia Meloni sul clima e sul tema dell’energia, pubblicata su Repubblica, cade come un sasso nello stagno. E non trova sponde all’interno del campo largo. Di più, c’è chi parla apertis verbis di un errore. Insomma, stupore per l’iniziativa, della quale gli alleati erano all’oscuro, che si trasforma in malumore, facendo aprire una nuova crepa all’interno dello schieramento progressista. Giuseppe Conte attende la sera per recapitare il suo messaggio nella bottiglia alla leader dem: “Non ci sono le condizioni per lavorare con il governo”. Mentre Angelo Bonelli, all’Adnkronos, giudica un “errore” tendere la mano alla presidente del Consiglio. Che peraltro coglie la palla al balzo, sostenendo che la lettera di Schlein “è un implicito riconoscimento al lavoro del governo” e assicurando che approfondirà “senza pregiudizi” i temi toccati dalla leader dem: “Se ci sono proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione”. Insomma, un vero e proprio corto circuito nel campo largo, con gli alleati a darsele di santa ragione e la premier che invece non chiude affatto all’appello della segretaria del Pd.
Conte mette agli atti che “sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte e soprattutto oggi non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme con chi, governo Meloni, ancora l’altro giorno ha detto che vuole fare le trivellazioni, di chi, con otto decretini, addirittura ha lasciato che si gonfiassero i prezzi dei carburanti e delle bollette e non ha fatto nulla di nulla. Adesso, Meloni, è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi”. Mentre Bonelli non condivide “questa mano tesa a Meloni”, “non tanto nel merito delle proposte, che sono condivisibili, ma per la richiesta di collaborare con chi ha sabotato le politiche sul clima, è responsabile del caro energia, ha ridotto gli italiani in ginocchio, ha ripreso le trivellazioni. Penso che sia un errore collaborare con chi ha creato questo disastro”, scandisce l’esponente di Avs.
Se Conte e Bonelli escono allo scoperto, i mal di pancia attraversano il campo progressista. Non sono poche le lamentele a taccuini chiusi. Ma come, nel momento in cui il centrosinistra sta per affrontare la costruzione del programma comune, si lancia una iniziativa targata solo Pd e rivolta, nientemeno, alla premier?, si interrogano i parlamentari. Anche il timing scelto da Schlein lascia qualche scoria: sembra un azzardo proporre una collaborazione al governo proprio all’indomani dell’annuncio dell’abolizione del bollo auto, che l’opposizione ha etichettato come una misura spot di carattere elettorale, solo per raccogliere qualche voto. “Sembra un patto di inizio legislatura più che gli sgoccioli di questa”, si osserva maliziosamente. E poi: solo una settimana fa, dal palco della festa di Avs, Bonelli aveva lanciato una proposta unitaria del ‘blocco unito’ sul clima, che si fa ora? Ci si rimangia tutto per approvare delle norme con la premier?
Schlein, nella lunga lettera in cui dapprima spiega lo scenario della crisi climatica globale e soprattutto dell’Italia, ha lanciato un amo a Meloni, dicendosi “come Partito democratico” disponibile al dialogo su come utilizzare” “al meglio” le risorse messe in campo dall’Unione europea negli interventi in deroga per la transizione energetica, 14 miliardi di euro entro il 2028. “In questo spirito costruttivo – propone la segretaria del Pd – offriamo alla vostra attenzione la nostra proposta di un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese”.
E dunque i cinque punti, che sono il raddoppio delle dotazioni per il Conto termico per le pompe di calore; 3 miliardi in più per il Piano casa del governo per la riqualificazione energetica; 4 miliardi per sostenere le imprese; 3 miliardi al Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa; 2 miliardi per l’elettrificazione, oltre a “una revisione della tassazione sull’energia elettrica, oggi più elevata rispetto a quella sul gas”. Per Schlein, “interventi concreti, sostenibili e coerenti con le esigenze del Paese” sui quali “avviare un confronto costruttivo”.
Proposte, quelle della leader dem, che Meloni legge come una medaglia al petto: “Mi ricordo quando il Partito democratico diceva che il Piano casa era fuffa, che non serviva a niente, che era vuoto… oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è un provvedimento che è stato varato da questo governo: ci abbiamo messo 900 milioni l’anno. Ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene”, dice da Oslo. E poi l’apertura: “Mi accontento per ora dell’impronta del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e, se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti”.
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Schlein scrive a Meloni, malumori nel campo largo. Conte: “Non si può lavorare con il governo”