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Schlein-Conte ai ferri corti tra Ucraina e primarie, la segretaria Pd stoppa il leader M5S

  • Postato il 4 agosto 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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  • 2 min di lettura
In sintesi

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Schlein-Conte ai ferri corti tra Ucraina e primarie, la segretaria Pd stoppa il leader M5S

Schlein-Conte si ferri corti. Fa discutere lo stop di Elly al leader dei Cinquestelle. La segretaria dem ha frenato Giuseppi sulle armi all’Ucraina e sulla linea politica dopo che Conte aveva individuato nelle primarie lo strumento per scegliere la linea della coalizione progressista sulla difesa e su Kiev. Elly ha immediatamente risposto: “Prima il programma condiviso e poi le primarie”. E già che era sull’argomento, onde evitare equivoci o malintesi,  ha precisato: “E poi chi vince guida la coalizione non solo il suo partito”. Il numero uno M5S ha preso atto decidendo di non replicare. Per ora. Ergo: tensione senza fine. Dibattito riacceso.

Campo largo in tilt

Crisi momentanea o il segnale che il Campo largo è andato in tilt? I fatti: Conte in una intervista rilasciata a La Stampa aveva espresso la sua contrarietà all’invio di ulteriori armi all’Ucraina, preferendo una via negoziale. Poi ha suggerito di rimettere la questione delle primarie lasciando così che “siano gli italiani a scegliere”. Apriti cielo! Le parole dell’ex premier hanno subito diviso l’opposizione, partendo proprio dal Pd. Ultima ad intervenire è stata la segretaria dem, sentita dal Tg3. Poi hanno detto la loro gli altri leader della opposizione. Ruvido più del solito Carlo Calenda che ha liquidato come “buffonate” le promesse negoziali fatte. E già che c’era ne ha approfittato per invitare i riformisti del Pd a sbarcare in Azione “per costruire con noi il polo europeista di centro”.

Dibattito a muso duro

Sono scesi in campo anche gli altri leader dell’opposizione. Bonelli e Fratoianni hanno detto che prima di pensare alle elezioni si deve definire il programma. Sì è fatto sentire anche Riccardo Magi che ha ribadito la visione di +Europa precisando: “Una campagna sul disarmo di Kiev vuol dire armare Putin e allontanare una pace giusta”.

Renzi nell’intento di calmare le acque ha scelto parole diplomatiche: “Nemmeno io condivido le idee di Conte ma in democrazia ci si confronta e ci si misura. Ci sono poi due idee di sinistra, andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Il giorno dopo però tutti insieme, nessuno si può tirare indietro”.
Prossimo banco di prova della tenuta delle opposizioni potrebbero essere le risoluzioni sulle comunicazioni del ministro della Economia Giancarlo Giorgetti chiamato a riferire in Parlamento sulla clausola nazionale di salvaguardia per investimenti in energia e difesa. Il bello deve ancora venire.

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Autore
Blitz

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