Schlein attacca sul caporalato Ma la legge del Pd ha fallito
- Postato il 7 giugno 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Schlein attacca sul caporalato Ma la legge del Pd ha fallito
La strage di Amendolara ha inevitabilmente riportato al centro del dibattito politico il tema del caporalato. Alla manifestazione organizzata dalla Cgil, ieri la segretaria del Pd Elly Schlein è andata all’attacco chiedendo al governo di rafforzare la normativa esistente e proponendo il sequestro preventivo delle aziende coinvolte nello sfruttamento dei lavoratori: «Non si può più parlare soltanto di caporalato, bisogna parlare del padronato. Adesso vedremo le indagini che cosa faranno emergere, ci sono dietro delle responsabilità oltre a quelle delle due persone che sono state già fermate e che devono affrontare la giustizia. Parlare di padronato vuol dire guardare anche alle responsabilità delle connivenze delle aziende. Serve il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati».
LA FILIERA
La lettura quindi intende chiamare in causa l’intera filiera economica e non solo gli intermediari illegali. Tuttavia, lascia emergere una palese contraddizione politica. Difficile da ignorare. La principale legge italiana contro il caporalato, la Legge 199 del 2016, è stata approvata proprio dai governi di centrosinistra e presentata all'epoca come una svolta decisiva. Dieci anni dopo, di fronte a una nuova tragedia, quella stessa area politica torna a chiedere nuove misure e un rafforzamento degli strumenti esistenti. I loro. La domanda è inevitabile: se quella legge era così efficace, perché il fenomeno continua a esistere?
È evidente che nessuna norma, da sola, possa eliminare un dramma radicato nell’economia agricola. Ma questo Schlein lo sa. Proprio per questo dovrebbe evitare di pontificare, ora, come se sapesse per filo e per segno cosa dovrebbe fare il governo per risolvere il problema. Persino la posizione della Cgil è meno demagogica di quella del Pd. Maurizio Landini insiste soprattutto sulla necessità di applicare le leggi esistenti, aumentare i controlli, rafforzare gli ispettorati, utilizzare i fondi destinati all'accoglienza dei lavoratori stagionali e superare il sistema dei ghetti agricoli. In altre parole, il problema sarebbe meno legislativo e più amministrativo. La proposta di Schlein di parlare di «padronato» introduce inoltre una dimensione ideologica che richiama il tradizionale conflitto tra lavoratori e datori di lavoro. $ un linguaggio che mobilita una parte dell’elettorato di sinistra ma rischia anche di semplificare una realtà ben più complessa. L’agricoltura italiana non è composta soltanto da grandi imprese: esistono migliaia di aziende medio-piccole che operano in un mercato caratterizzato da prezzi compressi, concorrenza internazionale e margini spesso ridotti.
Ciò non significa negare le responsabilità di chi sfrutta i lavoratori, ma riconoscere che il problema nasce da un intreccio di fattori: immigrazione irregolare, carenza di controlli, insufficienza di alloggi e trasporti per i braccianti, pressione della grande distribuzione sui prezzi agricoli e presenza della criminalità organizzata in alcune aree. Tutte criticità che la sinistra non solo non ha mai risolto, ma alle volte ha persino favorito.
LE LACRIME
Come dimenticare poi le lacrime dell'ex Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova durante il Conte II. All’epoca, nel 2020, si abbandonò ad un pianto in favor di telecamera in occasione del varo del Decreto Rilancio che conteneva norme perla regolarizzazione dei braccianti stranieri irregolari. Dichiarò che lo Stato aveva vinto sul caporalato: «Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili». Ebbè, si vede.
La tragedia di Amendolara impone dunque una riflessione che vada oltre l'emozione del momento. È giusto chiedere giustizia per le vittime e perseguire ogni responsabilità. Ma è altrettanto legittimo domandarsi perché, dopo anni di legislazione speciale e di promesse politiche, il fenomeno non sia stato sconfitto dagli stessi che oggi propongono nuove soluzioni. Quelle vecchie, alla riprova dei fatti, si sono rivelate solo pozioni magiche. Con zampe di gallina, ali di pipistrello e lacrime. Di coccodrillo.