Scanzi a La7: “Meloni preferirebbe sfidare Schlein anziché Conte, le fa meno paura”. E sulle primarie: “Sono la via meno brutta”
- Postato il 20 ottobre 2026
- La7
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Dovendo fare un pronostico, credo che Giorgia Meloni, se potesse scegliere, opterebbe per Elly Schlein alla guida del campo progressista. E non perché la stima di più, ma perché le fa meno paura di Giuseppe Conte. Secondo me, in termini di leadership, Schlein è più debole di Conte”. Così Andrea Scanzi interviene a Otto e mezzo (La7) sulla scelta del candidato premier del centrosinistra tra la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader del M5s Giuseppe Conte, spiegando quale dei due, a suo giudizio, la presidente del Consiglio preferirebbe affrontare alle prossime elezioni politiche e indicando nelle primarie la soluzione più praticabile per arrivare a una candidatura condivisa.
L’occasione è la presentazione del suo nuovo saggio del giornalista del Fatto Quotidiano, “Ora o mai più – Dieci modi per sconfiggere (forse) Giorgia Meloni”, edito da Paper First, in uscita oggi nelle librerie e nelle edicole. Il titolo incuriosisce il filosofo Massimo Cacciari, mentre la conduttrice Lilli Gruber chiede a Scanzi quale sia uno dei modi per sconfiggere le destre di governo e se possa essere proprio Schlein a battere la presidente del Consiglio.
“Se penso al centrosinistra, allo stato attuale la regola più importante è fare squadra e trovare una quadratura del cerchio – risponde Scanzi – Ha ragione Cathy La Torre: per il cittadino medio la scelta del leader del campo largo non è appassionante. Purtroppo, però, è decisiva, perché finché non si risolve questa questione non si può andare avanti con tutto il resto. Non ne sono felice, ma mi sembra evidente che Schlein e Conte vogliano anzitutto decidere chi guiderà la coalizione”.
Quanto alla possibilità che sia la segretaria democratica a sfidare Meloni, il giornalista le riconosce piena legittimità a candidarsi, ma contesta la pretesa di ottenere la leadership senza una consultazione tra gli elettori.: “Elly Schlein ha sicuramente le carte in regola per provarci, perché, con tutti i suoi limiti, è la leader del più grande partito di opposizione. Ha quindi tutto il sacrosanto diritto di dire: ‘Voglio essere io la leader’. Secondo me, però, ha meno diritto a dire, in maniera anche abbastanza goffa: ‘Voglio essere la leader anche senza primarie’. Che cosa significa senza primarie? Chi lo decide? Tutti ti guardano e dicono: ‘Sì, sei la donna perfetta, sei la conducător del mondo’? Non credo”.
Gruber osserva che la posizione di Schlein si fonda sulla previsione di un Pd primo partito della coalizione di centrosinistra, ma Scanzi replica che non basta il peso elettorale dei democratici per stabilire una regola che Giuseppe Conte non intende accettare: “Schlein sa benissimo che non può decidere questa regola al posto di Conte. Per questo insisto sulla necessità di fare squadra. Conte ha detto in tutti i modi che, se le regole sono queste, lui non ci sta. A torto o a ragione, questa è la situazione”.
Per superare il contrasto tra i due leader, il giornalista ravvisa quindi nelle primarie la strada più semplice, pur ammettendo che avrebbe preferito una candidatura alternativa: “Credo che le primarie siano la via più facile, o comunque la meno brutta. Io avrei preferito un terzo nome, ma questo terzo nome non c’è. Bersani ha detto che non ne ha voglia, perché bisogna far girare la ruota e dare spazio ai giovani. Sono d’accordo con lui, ma questo giovane, a oggi, non è stato individuato”.
E in mancanza di una figura capace di mettere d’accordo le diverse componenti dell’opposizione, osserva il giornalista, la scelta resta circoscritta ai due leader.
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