Scanzano Jonico, 5 mesi di vuoto su Scarascia ucciso e abbandonato
- Postato il 5 ottobre 2026
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Scanzano Jonico, 5 mesi di vuoto su Scarascia ucciso e abbandonato
Scanzano Jonico, 5 mesi di vuoto su Scarascia ucciso e abbandonato. Era scomparso l’8 maggio scorso e trovato poi senza vita il 12 maggio. L’autotrasportatore, residente in Germania, era stato ucciso per soffocamento. Un caso che sembrava essere ad una svolta ma attualmente resta ancora avvolto nel mistero.
Quasi cinque mesi di vuoto sull’omicidio dell’autotrasportatore Nicola Scarascia, 52enne di Scanzano Jonico, nel Materano. L’uomo, residente in Germania, era tragicamente scomparso l’8 maggio scorso e trovato poi senza vita il 12 maggio all’interno di un canale di scolo a Fosso Valle, nei pressi della linea ferroviaria Metaponto-Sibari. Un delitto che sembrava ad una svolta dopo qualche settimana, ma a distanza di cinque mesi non si conosce ancora la verità su un caso che continua ad essere avvolto nel mistero. Nei giorni successivi al delitto, gli inquirenti avevano ristretto il campo delle indagini, sequestrando alcuni abiti (due giubbini e un cappello) appartenenti all’unica persona che, al momento, figura tra gli indagati.
L’autopsia effettuata sul corpo dell’uomo avrebbe ipotizzato una morte compatibile con soffocamento o strangolamento anche se, allo stato attuale, non sarebbe ancora chiaro in che modo il corpo sia giunto nel luogo del ritrovamento, una zona appartata e coperta dalla vegetazione, nei pressi della stazione ferroviaria. Un’attenzione particolare, infatti, chi indaga la sta concentrando sul ritrovamento dell’auto che Scarascia avrebbe utilizzato per allontanarsi dalla propria abitazione la sera della scomparsa.
I DUBBI SULL’AUTO E IL MISTERO DEL DENARO
Quella di sua proprietà, infatti, è rimasta parcheggiata a poca distanza. Il sospetto principale, infatti, è che il luogo del ritrovamento del corpo, Canale Fosso Valle, non possa essere stato raggiunto in solitaria dal cinquantaduenne, viste le difficoltà di accessibilità. Al vaglio, chiaramente, resta l’ipotesi dell’omicidio e, in particolare, la ricerca di un possibile movente che, al momento, resta oscuro. Scarascia, ormai da tempo, viveva in Germania con la famiglia, e nel Materano era tornato per una questione familiare. Un ulteriore mistero aleggia attorno alla somma di denaro che l’uomo aveva prelevato l’8 maggio scorso, il giorno precedente alla scomparsa. Un importo cospicuo che, al momento, non sarebbe tuttavia collegato, in fase di indagine, con la morte di Scarascia.
SCARASCIA UCCISO A SCANZANO JONICO: LA PISTA DELLA MERCEDES BIANCA E I RILIEVI SCIENTIFICI
Nel corso delle settimane sono emersi nuovi particolari dall’attività di indagine dai carabinieri e coordinata dal pm della procura di Potenza, Annunziata Cazzetta: l’attenzione degli uomini dell’Arma sarebbe rivolta ai fotogrammi che mostrerebbero una Mercedes bianca, ritenuta di interesse investigativo. L’autovettura è finita sotto sequestro ed è di proprietà di una parente della persona indagata per il decesso di Scarascia. La Mercedes, però, era di fatto utilizzata dal sospettato del delitto, un 49enne che avrebbe negato ogni coinvolgimento nella vicenda. Inoltre le stesse telecamere avrebbero ripreso il 52enne mentre effettuava un prelievo poco prima della sua scomparsa. Nelle immagini l’uomo sarebbe stato visto in compagnia di una persona che indossava un giubbotto e un cappello.
Un capo di abbigliamento compatibile con tale descrizione sarebbe stato successivamente sequestrato nell’abitazione di un indagato. È attorno a lui che, nelle ultime ore, si starebbe stringendo il lavoro dei carabinieri, convinti sempre di più di trovarsi davanti a un omicidio maturato in un contesto che è ancora tutto da chiarire. Sarà l’autopsia effettuata dalla dottoressa Sara Sablone nell’obitorio dell’ospedale di Policoro, da cui è emersa la morte per soffocamento dell’uomo, a fornire i primi elementi oggettivi sul caso. I militari, dopo aver ispezionato l’abitazione e l’autovettura dell’uomo – una Volvo scura con targa tedesca rimasta parcheggiata a pochi metri dalla casa – senza rilevare elementi utili, avevano richiesto l’intervento delle unità cinofile. I cani molecolari, tuttavia, avevano perso le tracce del 52enne a poche decine di metri dal portone.
LA PISTA DEI CANI MOLECOLARI E I RILIEVI DEL RIS
È proprio questo uno dei dettagli che infittisce il giallo, unito all’esito dei rilievi affidati ai cani molecolari: gli animali sono infatti riusciti a fiutare la pista di Scarascia solo per pochi metri fuori dal portone, un’interruzione brusca che spinge, per questo motivo, gli investigatori a ipotizzare un allontanamento a bordo di un’altra autovettura, una Mercedes bianca. Il 9 luglio è stato eseguito l’esame dello stub dal Ris di Roma, il reparto scientifico dei Carabinieri. Al vaglio degli investigatori il ritrovamento di macchie forse di sangue e l’esame stub per la ricerca di polvere da sparo disposto su alcuni reperti. Le due macchie sarebbero state rinvenute nell’auto in uso all’unico indagato: un frammento del tessuto del sedile del guidatore e un pezzo di cartone nel portabagagli.
Il nodo centrale del delitto continua ancora a restare il movente. Gli inquirenti stanno cercando di capire a chi fosse destinata la somma di denaro prelevata dall’uomo la sera dell’8 maggio poco prima di sparire e se quel denaro possa avere un collegamento diretto con quanto accaduto nelle ore successive. Per questo vengono meticolosamente analizzati tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e testimonianze di amici e conoscenti. Scarascia viveva da tempo in Germania con la moglie e i figli, ma era rientrato da alcune settimane nel Materano per aiutare una parente impegnata nella ristrutturazione di una casa di famiglia.
SCARASCIA UCCISO A SCANZANO JONICO: L’APPELLO DELLA FAMIGLIA E LE INDAGINI APERTE
Dopo l’autopsia la famiglia ha trasferito il corpo in Germania dove l’uomo era residente da alcuni anni e dove ha la sua famiglia. Attraverso il proprio legale, i parenti di Scarascia avevano lanciato un accorato appello alla comunità di Scanzano Jonico. “Molti stanno già collaborando con le Forze dell’Ordine, mi rivolgo in particolare a coloro che non sono ancora stati sentiti e che possano aver visto, udito o appreso elementi utili alla ricostruzione dei fatti che hanno condotto alla tragica morte del sig. Nicola Scarascia – si legge nella nota dell’avvocato – Anche circostanze apparentemente marginali o prive di rilievo potrebbero rivelarsi preziose ai fini delle indagini”. Dopo cinque mesi c’è un’unica certezza: il caso, per ora, resta irrisolto.
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Scanzano Jonico, 5 mesi di vuoto su Scarascia ucciso e abbandonato