Scandalo Juve Stabia, il dettaglio che può azzerare la penalizzazione
- Postato il 28 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Un terremoto giudiziario e societario dalle proporzioni devastanti si è abbattuto sulla Juve Stabia, scuotendo le fondamenta del club campano e gettando un’ombra pesantissima sul prosieguo della stagione di Serie B. Al centro della bufera c’è l’imprenditore Nazareno Guerri, proprietario della società gialloblù, travolto da un’imponente operazione della Guardia di Finanza e della Procura che ha portato al sequestro preventivo di crediti d’imposta per ben 153 milioni di euro, ipotizzando reati che vanno dalla truffa aggravata ai danni dello Stato fino a presunti legami con ambienti della criminalità organizzata.
Una mazzata che rischia di strangolare il club dal punto di vista economico e che ha già scatenato la reazione delle autorità sportive, pronte a calare il maglio delle sanzioni. Eppure, in un quadro complessivo che appare disperato, emerge una crepa procedurale, un dettaglio normativo sottile ma fondamentale che potrebbe stravolgere la classifica e azzerare la seconda penalizzazione inflitta o in via di comminazione alla squadra.
- Inchiesta Juve Stabia e penalizzazione: il terremoto dei 153 milioni
- La difesa sulla penalizzazione: "Juve Stabia estranea ai fatti"
- Campionato e penalizzazione: la sfida di De Giorgio alla Juve Stabia
- Il cavillo della penalizzazione: la Juve Stabia può cancellare il -2
Inchiesta Juve Stabia e penalizzazione: il terremoto dei 153 milioni
Per comprendere la portata della vicenda bisogna riavvolgere il nastro a giovedì 24 settembre, quando i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo da oltre 153 milioni di euro nei confronti di società riconducibili al patron delle Vespe, Nazareno Guerri. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, la ricostruzione dei PM partenopei e della DDA, la galassia societaria dell’imprenditore avrebbe beneficiato di un complesso sistema di crediti fiscali inesistenti, generati attraverso fittizie operazioni di edilizia e sismabonus.
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Ad appesantire ulteriormente il quadro, riporta sempre l’Ansa, vi sono le contestazioni della Procura antimafia, che ipotizza contatti e cointeressenze tra le attività dell’imprenditore e soggetti vicini alla criminalità organizzata locale. Una prospettiva drammatica che ha gettato nello sconforto l’intera piazza di Castellammare di Stabia, rievocando spettri del passato che la tifoseria sperava di essersi lasciata definitivamente alle spalle.
La difesa sulla penalizzazione: “Juve Stabia estranea ai fatti”
Di fronte allo tsunami giudiziario, la dirigenza gialloblù ha alzato un muro a difesa del titolo sportivo e dell’operato del gruppo squadra. Il presidente Nazareno Guerri e i vertici societari hanno espresso piena e totale fiducia nel lavoro della magistratura, dichiarandosi certi di poter chiarire ogni singolo aspetto nelle sedi opportune. Al tempo stesso, il club ha voluto lanciare un messaggio forte e chiaro all’ambiente, ribadendo con fermezza che la Juve Stabia, intesa come entità calcistica, è totalmente estranea alle vicende extra-sportive che coinvolgono le aziende personali della proprietà.
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“I tifosi non ci voltino le spalle in questo momento di estrema difficoltà – è stato l’accorato appello lanciato dalla dirigenza –. La squadra ha sempre operato con trasparenza sul campo e non deve pagare colpe che esulano dalla gestione sportiva”. Un appello che fa leva sull’orgoglio della piazza, chiamata a fare scudo attorno ai ragazzi guidati in panchina da De Giorgio.
Campionato e penalizzazione: la sfida di De Giorgio alla Juve Stabia
In questo clima di estrema tensione, il compito più arduo spetta inevitabilmente al tecnico e alla squadra. Trasformare il campo in una bolla impermeabile rispetto al caos societario è un’impresa al limite dell’impossibile. L’incubo senza fine dei deferimenti e della classifica riscritta a tavolino rischia di minare le certezze tattiche e psicologiche di un gruppo che finora aveva espresso un eccellente livello di gioco.
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De Giorgio si trova ad affrontare una prova di leadership monumentale: mantenere alta la concentrazione, isolare i calciatori dalle notizie di cronaca giudiziaria e conquistare sul campo quei punti necessari a compensare le zavorre punitive della Procura Federale. Ma proprio mentre la penalizzazione rischia di affossare definitivamente le ambizioni delle Vespe, il diritto sportivo e i regolamenti federali offrono uno spiraglio inatteso.
Il cavillo della penalizzazione: la Juve Stabia può cancellare il -2
Ma come evidenziato tanto dalla lettera aperta di Guerri quanto dalle analisi di esperti legali sulle normative FIGC e sul Codice di Giustizia Sportiva, la posizione della Juve Stabia in merito al secondo punto di penalizzazione (o al secondo filone di sanzioni per presunti ritardi nei versamenti degli oneri contributivi e IRPEF) appare tutt’altro che compromessa. Anzi, esiste un dettaglio procedurale ben preciso che potrebbe portare all’annullamento totale della sanzione in sede di ricorso dinanzi al Collegio di Garanzia dello Sport o alla Corte Federale d’Appello.
La chiave, spiegano gli esperti di Pianeta Serie B, risiede nei termini di adempimento e nella tracciabilità del blocco dei conti derivante dai provvedimenti d’urgenza della magistratura ordinaria. La giurisprudenza sportiva ha più volte stabilito il principio della “causa di forza maggiore” nei casi in cui il mancato od omesso versamento delle ritenute nei termini perentori federali sia stato determinato da un’impossibilità oggettiva e sopraggiunta, provocata dal congelamento giudiziario dei beni prima dello spirare della scadenza federale.
In sostanza se la società dimostrerà che la provvista economica destinata agli adempimenti federali era già stata stanziata ed era pronta per essere erogata prima che scattasse il sequestro preventivo sulle fatture e sui conti, l’omissione non potrà essere imputata a dolo o colpa della gestione sportiva.
Inoltre, sul piano meramente formale, la giurisprudenza federale prevede che qualora la prima penalizzazione sia stata determinata da una contestazione contigua o sovrapposta nello stesso arco temporale d’imposta, la reiterazione della sanzione violi il principio del ne bis in idem sostanziale.
In pratica, la difesa della Juve Stabia possiede gli argomenti giuridici per dimostrare che il secondo ritardo non è una condotta plurima autonoma, bensì l’effetto diretto e inevitabile del medesimo blocco amministrativo imposto dall’autorità giudiziaria. Un cavillo interpretativo che potrebbe azzerare la seconda penalizzazione in appello, ridando aria a una classifica che altrimenti rischierebbe di essere condannata in partenza.
La partita della Juve Stabia si gioca dunque su due tavoli paralleli: quello della magistratura ordinaria, dove la proprietà dovrà discolparsi dalle gravi accuse fiscali, e quello dei tribunali sportivi, dove un dettaglio di diritto può restituire alle Vespe la speranza della salvezza.