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Scandalo escort, perché sono usciti i nomi dei calciatori: da Bastoni a Leao e Vlahovic, le parole chiave indicate dai pm per l’analisi dei telefoni

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
Scandalo escort, perché sono usciti i nomi dei calciatori: da Bastoni a Leao e Vlahovic, le parole chiave indicate dai pm per l’analisi dei telefoni

I calciatori coinvolti nelle serate organizzate dalla società Ma.De., al centro dell’inchiesta della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, non sono indagati e non hanno commesso alcun reato. Nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari Deborah Ronchi, Emanuele Buttini, Alessio Salamone e Luz Fraga i loro nomi sono coperti o sostituiti da omissis. Ma sono emersi in una pagina del decreto di perquisizione nei confronti degli indagati: da Bastoni a Carlos Augusto, da Leao a De Winter, da Vlahovic a Scamacca e Calafiori. Sono queste alcune delle parole chiave che la Procura di Milano ha indicato nel citato decreto e che serviranno per analizzare telefoni e dispositivi degli indagati.

Queste “parole chiave”, anticipate dal quotidiano Il Giornale e poi riportate dall’Ansa, non sono espliciti riferimenti ai calciatori, che non compaiono con nomi e cognomi. Ma ovviamente è chiaro il collegamento con circa una settantina di noti giocatori di Inter, Milan, Juventus e anche della Nazionale italiana. Il fatto che siano citati nel decreto di perquisizione e sequestro, eseguito due giorni fa assieme ai quattro arresti, non implica peraltro un coinvolgimento nelle serate al centro delle ipotesi d’accusa nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza.

Alcuni calciatori potrebbero aver partecipato alle feste nei locali della movida milanese, organizzate dalla Ma.De. Milano, presunta società “schermo”, ma non aver usufruito poi di quel “servizio extra” fatto di notte in albergo e sesso a pagamento e, in alcune occasioni, accompagnato anche dalla cosiddetta “droga della risata”, ossia gas esilarante. Nel decreto di perquisizione emergono solo i pagamenti da migliaia di euro, per un totale che arriva al mezzo milione, eseguiti in cambio dell’organizzazione delle serate tramite bonifici su Revolut o sui conti italiani degli indagati.

Nell’elenco di “parole chiave” indicate della Procura per svolgere le attività tecniche come le analisi sui cellulari, scrive l’Ansa, compaiono più di una sessantina di cognomi. L’agenzia di stampa esplicita quelli di Bastoni, Leao, Vlahovic, Bellanova, Calafiori, Bisseck, Pinamonti, Ricci e Scamacca. Il quotidiano al Giornale ne fa emergere altri. Alcuni sono riconducibili ad ex giocatori di Inter e Milan: Hakimi, Coutinho, Skriniar, Giroud e Menez. Altri riguarderebbe altri calciatori: Arthur Melo, Ruggeri, Nuno Tavares e Maldini. Un cognome che il quotidiano riconduce al figlio di Paolo, Daniel Maldini, oggi calciatore della Lazio.

Altri due nomi di calciatori meno famosi, Marcus Pedersen del Torino e Christian Volpato del Sassuolo, compaiono in realtà per errore nell’ordinanza della gip Chiara Valori. Sono citati in una intercettazione che racconta i contatti della società Ma.De. con i calciatori e sono sfuggiti agli omissis: “allora 1000 da … Pedersen (…) allora 3280 il Verona (…) aspetta ti dico il Volpato al volo, stai lì. 3.420”. Mentre nella richiesta presentata dalla pm Bruna Albertini compare il nome di Cheickh Niasse, centrocampista del Verona. Un altro nome citato nella richiesta, scrive sempre il Giornale, sarebbe quello di Dejan Stankovic, per alcune telefonate. Il grande ex dell’Inter, così come tutti i calciatori citati, non è indagato. Ed ad oggi non è provato nessun coinvolgimento nei fatti contestati dall’inchiesta.

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Il Fatto Quotidiano

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