“Scalfaro liberò 300 mafiosi al 41 bis”: bufera in Aula per le parole di Bignami sull’ex presidente. Lo sfondone dell’uomo di FdI sull’allora ministro Conso
- Postato il 5 agosto 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Caos in Aula per le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, sull’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Nel corso delle dichiarazioni di voto sulla richiesta di autorizzazione all’utilizzo delle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, negata dalla destra, Bignami ha citato le elezioni del Quirinale del 1992. “Per noi fu una sconfitta il fatto che il Movimento sociale italiano non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino presidente della Repubblica – ha dichiarato il deputato di FdI -. Lo votò e non venne eletto e per noi quella è una sconfitta – continua -. Perché, se fosse diventato presidente, Borsellino sarebbe qui con noi a combattere battaglie buone, a combattere battaglie giuste a battaglie per l’Italia”. Poi l’attacco all’ex capo di Stato democristiano: “La sinistra fece eleggere Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis“, ha dichiarato Bignami, scatenando la reazione dei deputati di opposizione. “Quei 300 mafiosi liberati da Oscar Luigi Scalfaro – ha proseguito il capogruppo – per la battaglia vinta dalla destra italiana furono rimandati in galera dall’allora ministro della Giustizia Giovanni Conso“. Ricostruzione fantasiosa, visto che l’ex guardasigilli è l’uomo che in prima persona si è preso la responsabilità di non rinnovare 334 provvedimenti di carcere duro per altrettanti detenuti mafiosi nel novembre del 1993. La teoria per cui è stato dunque Conso a “rimandarli in galera” non è fondata.
L’intervento di Bignami è stato criticato da tutta l’opposizione. Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, sottolinea che quello del capogruppo FdI sia un “falso storico“: “L’attacco è gravissimo. Non è vero che il presidente Scalfaro ha liberato 300 mafiosi. Offende la memoria di un padre costituente”. Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Pd, parla di intervento “agghiacciante, spaventoso, mai sentito in anni di anni di Aula, neanche in stagioni politiche durissime”. Per Angelo Bonelli deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, “non è consentito a nessuno, tantomeno al capogruppo di Fratelli d’Italia, insultare volgarmente l’ex presidente della Repubblica per difendere l’indifendibile Andrea Delmastro, già condannato in secondo grado per rivelazione di segreto d’ufficio. In virtù di ciò, chiediamo che siano presi provvedimenti nei confronti di Bignami e che venga sospeso“.
Le parole di Bignami scatenano la reazione anche della segretaria dem Elly Schlein che avverte: “Non vogliamo mai più sentire nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo perché la memoria dei servitori dello Stato appartiene a tutti”. Parole che, secondo il deputato Stefano Graziano, sono “al limite del vilipendio“. Il vicepresidente di Avs alla Camera, Marco Grimaldi: “Dopo aver sfidato con toni macisti la presidente di turno Ascani, dopo aver ingiuriato i parlamentari che sono andati a fare visita in un penitenziario, Bignami ha accusato la massima istituzione dello Stato di aver fatto liberare mafiosi: si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c’è l’art. 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento”.
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