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Savona Pride, 2mila persone in corteo: “Non è una passerella, è un atto politico, rivendicazione e memoria”

  • Postato il 5 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona Pride, 2mila persone in corteo: “Non è una passerella, è un atto politico, rivendicazione e memoria”

Savona. Duemila persone, tanti giovani e giovanissimi, hanno colorato le vie di Savona in occasione della terza edizione del Savona Pride, la grande manifestazione per la promozione dei diritti civili, dell’inclusione e del contrasto a ogni forma di discriminazione fondata su orientamento sessuale e identità di genere.

Il corteo, aperto dal sindaco Marco Russo insieme ad alcuni assessori, è partito alle 16 da piazza delle Nazioni con destinazione piazzale Eroe dei Due Mondi passando per Piazza Aldo Moro, via Don Minzoni, Piazza del Popolo e via Paleocapa, per poi sfilare davanti alla Torretta, via Gramsci, corso Mazzini e Viale Dante Alighieri.

Il claim scelto per l’edizione 2026 è “AncoratƏ ai diritti”: “Di fronte a un clima di crescente discriminazione, l’ancora – simbolo di stabilità e porto sicuro – si trasforma in un grido di resistenza politica. La parola ‘AncoratƏ’ rende bene la solidità che ci aspettiamo venga garantita ai nostri diritti, che non devono essere delle concessioni temporanee ma delle tutele reali e permanenti”.

La sfilata è stata aperta da Priscilla, la zia del Pride: “Siamo qui con i nostri corpi non conformi, con le nostre storie, con le nostre differenze, con le nostre ferite e soprattutto con la nostra gioia. Scelgo di sostenere i pride che hanno il coraggio di avere un manifesto politico chiaro di prendere posizione e di dire in maniera chiara da che parte stanno. Per me non è una passerella, è un atto politico, è presenza, è voce, è lotta, è rivendicazione, è memoria. Non dimentichiamo da dove nasce il pride, nasce da rivendicazione da persone che erano stanche di essere umiliate, arrestate e picchiate, da chi ha detto basta, basta nascondersi”.

“Il pride non deve essere addomesticato – prosegue -, non deve diventare innocuo, non deve diventare accettabile per chiunque, deve anche disturbare chi vuole decidere quali amori siano rispettabili, quali corpi siano accettabili e quali famiglie siano vere, quali persone abbiano il diritto di esistere. Il pride deve disturbare il potere quando produce ingiustizia. Siamo qua per gioire, per ridere, per baciarci, per tenerci per mano, per stare insieme, per celebrare la nostra esistenza. Anche questa è politica. Noi oggi, da questa piazza, diciamo forte e chiaro No, la nostra gioia non è una concessione e non è negoziabile. Ogni volta che due donne si tengono per mano senza abbassare lo sguardo è una rivoluzione, ogni volta che una persona trans sceglie il proprio nome e lo pronuncia è una rivoluzione. La nostra esistenza fiera è la risposta più potente a chi vorrebbe renderci invisibili”.

“Manifestiamo perchè vogliamo essere sicuri per strada, nelle nostre case e nei luoghi in cui cresciamo, studiamo, ci curiamo. Siamo al fianco di delle persone senza cittadinanza che subiscono razzismo, delle donne che lottano contro la violenza di genere ed il patriarcato, delle persone che vedono minato il loro diritto al voto”.

Il Comitato lancia un appello e chiede spazi fisici dedicati: “C’è una generazione che chiede a gran voce di essere ascoltata e di poter vivere la città senza paura di discriminazioni. Proprio per questo ribadiamo con forza una priorità non più rinviabile: la comunità LGBTQIA+ savonese e l’associazione Arcigay hanno urgente bisogno di una sede fisica e di spazi di aggregazione stabili, sicuri e accessibili, sottratti alle logiche del profitto”.

L’iniziativa si avvale del patrocinio e del sostegno del Comune di Savona, unitamente al patrocinio dei Comuni di Celle Ligure e Quiliano.

Autore
Il Vostro Giornale

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