Savona, inaugurata la stazione di posta: 10 posti letto per i senza fissa dimora
- Postato il 19 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Questa mattina a Savona è stata inaugurata la “Stazione di Posta”, presso i locali di via de Amicis 2A, una palazzina di tre piani che è stata ristrutturata e ripensata grazie ai fondi PNRR (1 milione e 90mila euro). L’obiettivo è creare un punto di accesso e fornitura di servizi facilmente riconoscibili dalle persone in condizioni di estrema povertà e senza fissa dimora. La Stazione di posta è stata ribattezzata “Spazio Otto”.
Il progetto è stato presentato dall’ex distretto Sociale Savonese (ora Ambito) formato da 14 Comuni con Savona che ha svolto la funzione di capofila e nasce dalla collaborazione tra Amministrazione, soggetti del terzo settore coordinati da Fondazione Comunità Servizi Caritas e la comunità che stata coinvolta dal Comune attraverso il Comitato di Quartiere.
Al piano terra della struttura torna la mensa della Caritas, al primo piano, invece, viene realizzato il servizio di fermo posta, con appositi uffici per garantire le attività di sportello e front-office per l’ascolto, l’orientamento, la presa in carico e indirizzamento al servizio sociale professionale oppure ai servizi specialistici e una stazione di ricarica dei cellulari.
Mentre al secondo piano sono presenti dieci posti letto dedicati alla pronta accoglienza notturna, con docce e servizi dedicati, oltre che una serie di armadietti con chiave riservati a ospitare gli oggetti delle persone senza dimora.
“Il PNRR sta diventando sempre più realtà – afferma il sindaco Marco Russo – e questo progetto, insieme agli altri che riguardano i servizi alla persona, è parte fondamentale del disegno strategico della città. Questa struttura, in particolare, valorizza la cifra solidale della nostra città, sia perché mette al centro le persone con le loro fragilità, offrendo servizi e accoglienza, sia perché Spazio Otto si metterà in relazione con le realtà del quartiere in un’azione comune per valorizzare Santa Rita. Una città solidale è quella che sa attivare reti sociali e servizi pubblici per rendere la città più vivibile”.
“Con la stazione di posta siamo arrivati quasi a conclusione di tutti i progetti PNRR del sociale – dice l’Assessore al Welfare Riccardo Viaggi – Tra qualche settimana, infatti, inauguriamo il sesto e ultimo progetto dedicato agli anziani non autosufficienti. La stazione di posta è un servizio importante, soprattutto in questi anni in cui le estreme povertà sono in aumento. E la dimostrazione che quando l’Amministrazione pubblica progetta insieme con il terzo settore riusciamo a essere protagonisti del cambiamento”.
“È una realtà che si aggiunge al dormitorio per i senza dimora già attivo in via Guidobono – ha detto Marco Giana, presidente della Fondazione Comunità Servizi, ente gestore dei servizi caritativi diocesani – Anche se sono servizi a carattere temporaneo teniamo al fatto che la loro qualità sia alta. La Caritas ha celebrato 50 anni di vita: questo progetto concretizza la nostra mission di essere ‘connessi’, ‘custodi’ e ‘fratelli’ con chi ha più bisogno.”
Intanto nei giorni scorsi al Centro Diocesano Pastorale “Città dei Papi” la fondazione ha presentato il bilancio sociale del 2025, di cui si riportano alcuni numeri. Al centro di accoglienza straordinaria per i migranti, gestito dal 2014 in collaborazione con la cooperativa sociale Progetto Città, sono stati affidati 90 posti sui 460 del distretto savonese, suddivisi in 3 strutture: a Savona il Seminario Vescovile e un appartamento da 8 posti, a Valleggia l’ex Casa di riposo San Giuseppe.
Il tempo di permanenza media nel CAS è 874 giorni a persona, le notti totali trascorse 33129. Sono state 118 le persone accolte, in prevalenza di origine ucraina (54), nigeriana (11), egiziana (10) e ivoriana (6). Altre origini quelle da Kosovo, Pakistan, Congo, Senegal, Sierra Leone, Sudan, Togo, Tunisia e Venezuela. Nel 2025 il porto cittadino è stato assegnato in 3 occasioni come “primo porto sicuro” per navi Search and Rescue.
L’Emporio della Solidarietà ha servito in totale 218 famiglie, con una media di 69 al mese e un picco di 103 nuclei raggiunto in un solo mese. Inoltre la fondazione ha ricevuto numerose donazioni: 189 da privati, 31 da attività commerciali provinciali,28 da parrocchie, 5 da grandi aziende, 2 da realtà del del mondo ecclesiastico, altrettante da fondazioni, 1 da Unione Industriali, una banca, un circolo e un’azienda s.p.a., oltreché dal Vescovo.