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Savona, Debenedetti (FdI): “Sei mesi intensi, siamo attivi. Al tavolo che sceglierà il candidato sindaco dovremo comandare noi”

  • Postato il 7 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona, Debenedetti (FdI): “Sei mesi intensi, siamo attivi. Al tavolo che sceglierà il candidato sindaco dovremo comandare noi”

Savona. “Fratelli d’Italia è il partito di maggioranza al governo e nel centrodestra ha la percentuale più alta in città, quindi dovremo avere per forza il comando delle riunioni in cui verrà scelto il candidato sindaco“. Non si nasconde Matteo Debenedetti, coordinatore cittadino del partito di Giorgia Meloni: nel poker che porterà a individuare lo sfidante del primo cittadino uscente Marco Russo, Fratelli d’Italia dovrà necessariamente sedere a capotavola.

Debenedetti, che coordina la sezione cittadina di FdI ormai da 6 mesi, riassume così il lavoro svolto finora: “Il partito c’era e aveva una percentuale anche abbastanza interessante, serviva solo mettere un po’ più di benzina, idee, movimento. Dal congresso che mi ha eletto è nato un bel coordinamento attivo, con due circoli fatti di persone reali e molto presenti sul territorio, soprattutto i portavoce. E il rapporto coi vertici regionali è ottimo: con il coordinatore, l’onorevole Matteo Rosso, e la commissaria provinciale, la senatrice Paola Ambrogio, facciamo incontri quasi settimanali su Savona con persone e istituzioni. Senza dimenticare il lavoro capillare sul territorio fatto dal consigliere regionale Rocco Invernizzi, che su Savona ha preso voti e quindi deve venire a farsi conoscere meglio. La strada è lunga, la partita è molto importante, ma noi ci siamo assolutamente“.

A spingere il politico a puntualizzare la leadership di FdI nello scacchiere delle prossime elezioni amministrative a Savona sono le indiscrezioni che ormai da qualche settimana si inseguono sui possibili candidati del centrodestra: “Le voci sono veramente tante, gli articoli di giornale disparati. i nomi calati da chissà dove”. Nomi calati da chissà dove: una stoccata alla Regione? “No, non parlo di questo, parlo di confini. Savona ha al suo interno persone con caratteristiche peculiari importanti. Quindi il messaggio è che dovrà essere scelta una persona di valore, uomo o donna che sia, scelta con criterio e dopo delle riunioni di di alleanza”.

Il lavoro da fare oggi, avverte, prescinde dal nome: “Il candidato non c’è ancora, ma non è che debba per forza esserci a maggio 2026, ad almeno un anno dalle elezioni. Sarebbe una campagna elettorale lunghissima. Il lavoro che si deve fare è quello di lavorare sul territorio: stiamo creando una squadra, incontrando le categorie e le persone che vogliono cambiare Savona, quelle un po’ stanche di ciò che non succede a Savona e di quello che si subisce a Savona”.

Poi, certo, a un certo punto il candidato andrà scelto. Non necessariamente con la maglia di Fratelli d’Italia: “Massimo Arecco? Perché no… ma si devono fare valutazioni molto serie e serrate, e soprattutto non si deve valutare soltanto il nome bensì tantissime cose, soprattutto le proposte. Qui a Savona non bisogna solo mettere a posto le cose che non funzionano, che sono tante, ma proporre qualcosa di nuovo e assolutamente riattirare i giovani. Per questo nei prossimi 2 mesi organizzeremo due incontri tematici: non posso dare anticipazioni ma saranno molto importanti, e vorremmo proprio coinvolgere la Regione e il presidente Bucci”.

Debenedetti non esclude nemmeno un appoggio a un eventuale “ticket” tra Fabio Orsi e Piero Santi, ipotesi che negli ultimi giorni in città ha iniziato a circolare: “L’accoppiata Orsi-Santi fa rumore, molto rumore, perché a Savona ha consenso e visibilità. Sono persone assolutamente perbene, che da anni stanno combattendo in minoranza per migliorare la nostra città. Quindi sicuramente, al di là del sondaggio di IVG che ha dato comunque delle indicazioni chiare, questo duo potrebbe far rumore. Ed è giusto così, che si spaventi anche un po’ la giunta Russo“.

Già, Marco Russo. Sull’operato dell’attuale sindaco di centrosinistra Debenedetti è meno duro di altri: “Tendenzialmente a me non piace criticare l’operato altrui, anche perché fare politica e amministrare è veramente difficile. Dico solo che tutto sommato, con la situazione economica che hanno trovato, secondo me avrebbero potuto fare uno sforzo maggiore“. Un altro aspetto è “l’attenzione sulle critiche dei cittadini” sui temi più controversi e una maggiore presenza sul territorio: “Chiedo solo di vedere un po’ più in giro gli assessori, perché la gente quello lo percepisce. In un momento di difficoltà un assessore che ci mette la faccia, un assessore che va anche a prendersi qualche critica, può servire un po’ di più”.

Tra pochi giorni, il 13 maggio, ad Albissola Marina arriverà Roberto Vannacci per conoscere i primi esponenti locali di Futuro Nazionale: “Se il nuovo partito ci fa paura? No, ci mancherebbe. Mi dispiace però che sia andata così, perché la scissione con la Lega non crea sicuramente del buon umore. Non ho capito perché non verranno a Savona: se lo faranno li accoglieremo assolutamente come amici“.

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Il Vostro Giornale

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