Savona, “commercio sotto assedio”: l’appello di FederModa per una città più sicura
- Postato il 18 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “L’ultimo episodio di cronaca avvenuto nel cuore di Savona è solo la punta dell’iceberg di una situazione che non possiamo più tollerare”. Parole di Donata Gavazza, presidente di Federmoda Savona, con riferimento all’arresto della donna che aveva tentato di rubare in un esercvizio commerciale scagliandosi con violenza contro i dipendenti e, in seguito, contro gli stessi poliziotti intervenuti sul posto.
“Come presidente di FederModa per la provincia di Savona, mi trovo a dover dare voce alla frustrazione e alla preoccupazione di decine di imprenditori che, ogni giorno, alzano la saracinesca con il timore che la propria attività diventi teatro di violenza o degrado” aggiunge.
“Non è solo piccola criminalità. Non stiamo parlando di semplici ammanchi di magazzino. Parliamo di sicurezza personale, dei titolari e dei dipendenti, e della serenità dei nostri clienti. Un negozio deve essere un luogo di bellezza e relazione, non una trincea. Quando un furto sfocia in aggressività incontrollata, significa che il senso di impunità ha superato il livello di guardia” rincara ancora la presidente di Federmoda.
La richiesta: un “Patto per la Sicurezza”
“A nome di FederModa, non mi limiterò alla solidarietà verso i colleghi colpiti. Chiedo formalmente alle istituzioni e alle Forze dell’Ordine un presidio costante, una maggiore presenza fisica, a piedi, nelle vie dello shopping, che funga da deterrente reale e non solo da pronto intervento a danno avvenuto; un Tavolo di confronto permanente, un dialogo diretto tra associazioni di categoria e Prefettura per mappare le zone più a rischio e condividere segnalazioni in tempo reale; investimenti in videosorveglianza con un potenziamento dei sistemi di controllo urbano collegati direttamente con le centrali operative”.
“Il commercio è il cuore pulsante di Savona. Se spegniamo la sicurezza, rischiamo di spegnere le luci della nostra città“.
“Non possiamo permettere che la paura diventi una tassa aggiuntiva sulle spalle dei commercianti. Chiediamo risposte concrete e immediate: la sicurezza non è un lusso, ma il presupposto minimo per poter fare impresa” conclude.