Savona, cinghiali al Prolungamento sedati e rilasciati nei boschi. Gli animalisti: “Violate le procedure”
- Postato il 4 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. La presenza dei cinghiali al Prolungamento a mare di Savona, avvenuta nel tardo pomeriggio di sabato scorso, riapre il dibattito sull’emergenza ungulati nei centri urbani.
L’arrivo di una cinghialessa con i suoi piccoli, ha portato a immediate segnalazioni con l’intervento degli organi competenti, con gli animali che sarebbero stati sedati e successivamente rilasciati nei boschi: “Tuttavia, alla luce delle normative vigenti in Liguria per il contenimento della peste suina africana, la reintroduzione in natura di cinghiali catturati – anche se sani – risulta non consentita o fortemente limitata” sottolineano il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), che chiedono chiarezza immediata sulla vicenda e la procedura adottata.
“In relazione al quadro normativo vigente, appare quindi legittimo domandarsi quale sia stato il reale destino degli animali coinvolti nell’episodio: se gli animali siano stati effettivamente rilasciati in ambiente naturale; in caso contrario, quali procedure siano state adottate; quali soggetti siano intervenuti e con quali autorizzazioni operative”.
“La cittadinanza ha diritto a ricevere informazioni corrette, verificabili e trasparenti, soprattutto su un tema delicato come la gestione della fauna selvatica” aggiungono le associazioni animaliste.
“Ribadiamo con fermezza che la presenza di cinghiali in ambito urbano rappresenta una criticità che va gestita, ma ciò non può avvenire attraverso comunicazioni ambigue o rassicurazioni non verificabili. La sicurezza pubblica e il rispetto degli animali devono procedere insieme, nel pieno rispetto delle norme”.
“Da tempo PAI e OSA chiedono un confronto serio con le istituzioni locali per individuare soluzioni etiche ed efficaci. Prendiamo atto, ancora una volta, della difficoltà nel costruire questo dialogo. Proprio per questo riteniamo fondamentale che le amministrazioni si assumano pienamente la responsabilità delle proprie scelte, dichiarandole apertamente”.
“Sarà poi la cittadinanza a valutare, anche in vista delle future scelte amministrative, l’operato e l’indirizzo adottato nella gestione di queste situazioni” concludono.