Sara Curtis a Ne parliamo con il Presidente, per festeggiare con Mattarella gli 80 anni della Repubblica
- Postato il 3 giugno 2026
- Cuneo
- Di Quotidiano Piemontese
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Nel contesto degli eventi per gli 80 anni della Repubblica Italiana, martedì dieci giovani adulti under 35 hanno partecipato a Ne parliamo con il Presidente. La Repubblica che verrà, sviluppando delle riflessioni insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sui futuri possibili dei prossimi 80 anni parlando della partecipazione politica di oggi, dell’attualità internazionale, delle crisi geopolitiche, del cambiamento climatico e delle sfide dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale, e dello Spazio.
Fra i partecipanti all’evento anche la nuotatrice cuneese Sara Curtis che ha raccontato la sua esperienza di sportiva e italiana
Indossare la felpa azzurra ed entrare in piano vasca con la cuffia Italia, è un grandissimo onore. Ho la fortuna di avere una mamma nigeriana che è un grande punto di ispirazione, arrivò in Italia alla mia età di oggi, sono orgogliosissima e fierissima di lei e del percorso che ha fatto. Il mondo dei social talvolta può nascondere facce che si nascondono, come dico io. A coloro che ricevono messaggi frutto dell’ignoranza e di scegliere lo studio, l’ignoranza è da evitare e si può abbattere, si può cancellare con razionalità e ragionando con un pensiero critico. Mi rendo conto che posso essere un grande riferimento per famiglie come la mia, voglio portare una buona parola e un buon obiettivo da trasmettere. Presidente si può essere ottimisti per il futuro?.
La risposta di Mattarella sul tema dell’integrazione degli italiani
Ci sono giovani nati nel nostro Paese, nelle nostre città, che hanno l’italiano come lingua madre, che parlano e pensano in italiano, che sono nelle nostre scuole, hanno stili di vita italiani nelle letture, nello sport. So bene che vi sono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società, ben diversi, non vanno confusi. Io sono molto ottimista per il futuro, decisamente ottimista. Sulla base dell’esperienza e perché ho grande fiducia nella solidità dei nostri valori nazionali.
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