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Sanità, Occhiuto e le pressioni di Trump sui medici cubani

  • Postato il 11 luglio 2026
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Sanità, Occhiuto e le pressioni di Trump sui medici cubani

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Sanità, Occhiuto e le pressioni di Trump sui medici cubani

Le pressioni di Trump per il rientro dei medici cubani e un’intervista di Occhiuto al New York Times: “Non intendo farli partire”


ROMA – “In Calabria 333 medici cubani stanno garantendo il funzionamento di ospedali e pronto soccorso che, senza di loro, rischierebbero di chiudere. Ora gli Stati Uniti fanno pressione perché vengano rispediti a Cuba. Per garantire il diritto alla salute dei cittadini italiani dobbiamo dunque chiedere il permesso a Donald Trump?”.

Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde. Il riferimento è alle pressioni che Trump starebbe esercitando per chiedere il rimpatrio dei medici impegnati con contratti di lavoro all’estero. L’argomento è stato sottolineato in un’intervista che il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha rilasciato al New York Times. Occhiuto ha ribadito la primaria importanza dei medici cubani e del loro servizio essenziale per la sanità della regione.

Da anni ormai Cuba invia personale sanitario in numerosi Paesi del mondo, soprattutto in aree con forti carenze di medici e risorse limitate.

Secondo Occhiuto, la Regione avrebbe persino la necessità di aumentare fino a 1000 il numero dei medici cubani. Il presidente avrebbe rinunciato a farlo per evitare ulteriori tensioni con il presidente Trump. «Ho ribadito all’ambasciatore Hammer – ha detto Occhiuto – che avevo bisogno di mantenere aperti gli ospedali e che intendo lasciare al loro posto i medici cubani già presenti in Italia»

“Giorgia Meloni chiarisca da che parte sta e difenda la sovranità del nostro Paese – insiste invece Bonelli – ai medici cubani, che stanno lavorando in una delle sanità regionali più fragili d’Italia, va il nostro ringraziamento. Le politiche sanitarie italiane si decidono a Roma, non a Washington. L’Italia deve inoltre assumere una posizione chiara contro l’embargo statunitense nei confronti di Cuba, una misura ingiusta che da decenni colpisce e impoverisce un intero popolo”.

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