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Sanità Calabria, dalla Corte dei Conti nessuno stop all’uscita dal commissariamento

  • Postato il 1 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Sanità Calabria, dalla Corte dei Conti nessuno stop all’uscita dal commissariamento

Il Quotidiano del Sud
Sanità Calabria, dalla Corte dei Conti nessuno stop all’uscita dal commissariamento

Sanità in Calabria, la sezione di controllo ha stabilito che «non vi è luogo a pronuncia», nessuno stop al commissariamento quindi. Un esito che andrebbe nella direzione anticipata da Figliolia: «Il visto qui non è previsto»


LA CORTE dei Conti alla fine si è espressa sulla fine del commissariamento della sanità calabrese. E ha detto, in soldoni, che non c’era motivo di pronunciarsi.
La formula, in calce al dispositivo licenziato venerdì dalla sezione centrale di controllo sugli atti del governo, dice testualmente così: «Il Collegio ha deliberato che non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento in epigrafe». Il provvedimento era la richiesta di visto e di registrazione della deliberazione del Consiglio dei ministri che il 22 aprile scorso ha stabilito l’uscita della Calabria dal commissariamento della sanità. I giudici contabili non hanno rilasciato il visto, ma neppure lo hanno negato: hanno stabilito di non pronunciarsi.

Un esito che sembra andare nella direzione anticipata dal sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria Ettore Figliolia. Cassazionista e avvocato dello Stato, ha gestito per conto del presidente Occhiuto la partita romana dell’uscita dal commissariamento. A partire proprio dalle interlocuzioni ministeriali che hanno preceduto la decisione del Consiglio dei ministri.

In un’intervista all’Altravoce-il Quotidiano del Sud – all’indomani della notizia dell’istruttoria aperta davanti alla Corte dei Conti sul commissariamento – il sottosegretario Figliolia spiegava che il visto dei giudici contabili non era necessario.

LEGGI PER APPROFONDIRE: Sanità Calabrese, Figliolia: “Il visto della Corte dei conti non è necessario”

SANITÀ IN CALABRIA E STOP AL COMMISSARIAMENTO, L’ITER IN CORTE DEI CONTE

l provvedimento dell’uscita dal commissariamento per la Calabria era stato trasmesso dall’ufficio centrale di bilancio della presidenza del Consiglio alla Corte dei Conti. A quel punto la Corte, nella ricostruzione di Figliolia, «prima ha richiesto all’amministrazione statale una serie di elementi informativi di carattere documentale, che sono stati forniti. Dopodiché, da ultimo, ha fatto un rilievo istruttorio. Non quindi un diniego di visto. In sostanza ha detto alla Presidenza del Consiglio “questo atto voi l’avete mandato al visto e il vostro comportamento è diverso da quello che avete adottato in fattispecie del tutto similari”. (il riferimento della Corte è al caso Lazio, ndr). Quindi, ha detto la Corte, mi riservo di valutare in via preventiva se effettivamente questa tipologia di atto sconti oppure no il visto. Perché non tutti gli atti amministrativi vanno alla Corte dei conti, in particolare quelli che hanno una valenza politica».

Alla luce del dispositivo diffuso nelle scorse ore, la riunione del 31 luglio sembra essersi concentrata proprio su quella questione preliminare. Ossia stabilire se la delibera fosse o meno soggetta al controllo della Corte. Il Collegio ha quindi deliberato che «non vi è luogo a pronuncia».
A rendere più complessa la lettura della vicenda erano anche state, a ridosso dell’adunanza della Corte, le dichiarazioni del ministro della Salute Schillaci durante un question time. «L’atto è sottoposto alla registrazione della Corte dei conti e la procedura di controllo è attualmente in corso. Stiamo fornendo tutta la documentazione richiesta. Il 31 luglio – spiegava – ci sarà una riunione per il controllo di legittimità e la conseguente auspicabile registrazione della delibera del 22 aprile».

Auspicabile? Ma non si era chiarito che in questi casi la bollinatura della Corte dei Conti non era prevista? Al momento fonti del ministero della Salute si sono limitate a chiarire, interloquendo con l’Ansa, che la Sezione di controllo non registra né annulla la delibera del Consiglio dei ministri che determina l’uscita dal commissariamento della sanità calabrese. E che non è quindi mosso alcun rilievo sulla fine del regime di commissariamento nella regione

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