Sanità, al via la seconda fase della riforma. Nicolò: “Da metà settembre liberiamo nuove risorse”
- Postato il 26 agosto 2026
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- Di Genova24
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Genova. Scatta la seconda fase della riforma della sanità regionale voluta dalla giunta Bucci con l’accorpamento delle Asl e la nuova Azienda ospedaliera metropolitana nell’area genovese. Uno dei primi atti che sanciscono il passaggio è il tour dell’assessore Massimo Nicolò nei reparti degli ospedali liguri “per capire quali sono le ricadute, se ci sono dei problemi, sentire le esigenze e i bisogni diretti non solo da parte del personale sanitario, ma anche dai pazienti”. Prima tappa oggi la radiologia del policlinico San Martino dove le prestazioni sono in aumento grazie anche all’apertura in orario serale e nei weekend.
“Il fulcro della riforma non è tanto la riorganizzazione della rete sanitaria, ma piuttosto la riorganizzazione di quello che sta dietro i pazienti, quindi il back office– spiega Nicolò -. Già da metà settembre saremo in grado di liberare risorse che potranno essere riversate direttamente sul territorio. È un processo non semplice, perché significa tutta una serie di cambiamenti della rete amministrativa che verranno accentrati su Ats Liguria e in particolare su Liguria Salute”.
“Non vogliamo una riforma scritta soltanto sulla carta – aggiunge Nicolò – ma una riforma che produca risultati concreti per i cittadini e il primo indicatore concreto dell’attività regionale arriva proprio dai grandi macchinari diagnostici. Nei primi sette mesi del 2026 in Liguria sono stati effettuati complessivamente 276.339 esami di risonanza magnetica, TC e mammografia, rispetto ai 260.751 dello stesso periodo del 2025”.
Il sondaggio tra i dipendenti di Ats Liguria: “Oltre il 50% è favorevole”
In questi mesi non è mancato chi ha denunciato problemi e incertezze, a partire dai sindacati del comparto, ma oggi l’assessore cita un “sondaggio interno ai dipendenti di Ats Liguria” secondo cui la riforma ha “una percentuale di gradimento medio generale intorno al 52-53%“.
“Credo che sia un dato molto importante – sottolinea Nicolò – perché un cambiamento così drastico ed epocale, che ha portato all’unificazione di cinque aziende sanitarie dopo quarant’anni, poteva avere un giudizio molto più negativo da parte dei dipendenti. Così non è stato e quindi, secondo noi, i passi che abbiamo fatto sono stati corretti. C’è chi dice: in otto mesi non avete ancora fatto nulla. Non avevamo detto che dal giorno dopo sarebbe tutto cambiato magicamente. Abbiamo detto che saremmo entrati in una fase di transizione e siamo nel pieno della fase di transizione. Passo dopo passo andremo avanti e io sono convinto che entro fine anno ci saranno veramente degli ulteriori cambiamenti importanti”.
Il nodo Galliera, l’assessore: “Medici e infermieri entreranno in Aom”
Tra i nodi da sciogliere c’è soprattutto il rapporto tra Aom e l’ospedale Galliera, disciplinato da una convenzione su cui si registrano forti tensioni tra l’ente di Carignano e la Regione. Nel mirino la famigerata “integrazione funzionale“, già transitata per la cessione del ramo d’azienda del centro trasfusionale, condizione necessaria per procedere al ripiano del disavanzo 2024 e 2025. Nell’aria c’era anche l’ipotesi di una fusione totale tra le due realtà, osteggiata dal vicepresidente Zampini e poi smentita da Bucci.
“Sul Galliera abbiamo fatto diversi incontri – commenta Nicolò -. Adesso c’è una una sorta di accordo in cui i medici e gli infermieri hanno espresso un desiderio di entrare comunque far parte di Aom. Le modalità le abbiamo concordate con col consiglio di amministrazione, quindi sarà un ingresso funzionale, ma questo è importante, e quindi da qui andremo avanti”.