San Giovanni di Gerace, il ministro Musumeci: «I borghi, luoghi dove guardare al futuro»
- Postato il 13 settembre 2026
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San Giovanni di Gerace, il ministro Musumeci: «I borghi, luoghi dove guardare al futuro»
A San Giovanni di Gerace il ministro Musumeci, ha sottolineato: «I borghi, luoghi dove guardare al futuro» ma anche le difficoltà tipiche delle aree interne.
SAN GIOVANNI DI GERACE (REGGIO CALABRIA) – «I borghi non sono residui del passato da mummificare ma sono luoghi nei quali bisogna sperimentare nuovi modelli di convivenza e guardare al futuro». Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare riferendosi al progressivo spopolamento dei borghi montani e collinari, durante la sua partecipazione, a San Giovanni di Gerace (piccolo centro collinare della vallata del Torbido) alla cerimonia di intitolazione del viale Circonvallazione allo storico sindaco Fortunato Cavaleri che ha lasciato di sé un gran ricordo. L’evento è stato organizzato dall’attuale primo cittadino Antonio Barillaro.
Oltre al ministro, hanno partecipato: l’assessore regionale Eulalia Micheli, intervenuta anche in rappresentanza del governatore Roberto Occhiuto impegnato a Montesilvano all’assemblea di Forza Italia; in video-conferenza si è collegata Matilde Siracusano, sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento. Tra i relatori anche Aurelio Misiti, ex assessore regionale, attuale presidente dell’associazione Pro Calabria e Ottavio Amaro, professore di architettura e progettazione dell’Università di Reggio Calabria.
LE DICHIARAZIONI A SAN GIOVANNI DI GERACE DEL MINISTRO MUSUMECI SUL FUTURO DELLE AREE INTERNE
L’intitolazione della via è stata, pertanto, l’occasione per parlare dello spopolamento dei borghi collinari e su questa tema, appunto, il ministro Musumeci non si è tirato indietro: «Io credo che ogni borgo ha una sua peculiarità ed è testimonianza di identità ma servono servizi essenziali, collegamenti, trasporti e una sanità efficiente per essere ripopolati ed è questo che ha fatto questo Governo tanto con la Zes unica quanto con i fondi del Pnrr. Poi è chiaro – ha continuato – che in periferia bisogna saper utilizzare le risorse fissando delle priorità e questa è una competenza che spetta ai soggetti attuatori ma il Governo guarda alle aree interne come risorse da utilizzare non per imbalsamarli ma perché crede che essi hanno un valore residuo e di conseguenza diventino una prospettiva per il futuro».
IL DIBATTITO DEGLI OSPITI E LE PROPOSTE
L’assessore Eulalia Micheli ha spiegato che «è una sfida che il governo regionale sta affrontando per dare futuro a questi borghi», mentre Aurelio Misiti ha tracciato un discorso oltre i confini comunali guardando alla possibilità di realizzare la città metropolitana dello stretto unendo Reggio Calabria e Messina («potrebbe diventare lo snodo cruciale dello sviluppo economico e sociale») e poi Ottavio Amaro il quale dopo aver snocciolato i numeri delle emigrazioni dei laureati calabresi ha ricordato che «i piccoli comuni montani italiani stanno vivendo da decenni una profonda crisi demografica per la corsa delle famiglie verso le aree costiere» contribuendo in questo modo «alla perdita di servizi essenziali come scuole, presidi sanitari e trasporti».
Il sindaco di San Giovanni di Gerace, Antonio Barillaro, ha sottolineato la necessità di non «stare a guardare» ma di considerare i comuni collinari e montani «non come luoghi in declino» ma piuttosto «come risorse centrali per il futuro della Calabria» puntando soprattutto «sulla valorizzazione delle tradizioni locali, dell’artigianato e dell’agricoltura».
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San Giovanni di Gerace, il ministro Musumeci: «I borghi, luoghi dove guardare al futuro»