San Calogero, Giuseppe torna a scuola, ma “la battaglia continua”
- Postato il 1 ottobre 2026
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Il Quotidiano del Sud
San Calogero, Giuseppe torna a scuola, ma “la battaglia continua”
Il bambino autistico è rientrato in classe dopo i giorni di protesta della famiglia. L’abbraccio della comunità scolastica di San Calogero
SAN CALOGERO – Giuseppe è tornato in classe. Dopo i giorni di assenza decisi dalla famiglia per protestare contro la mancata continuità didattica, il bambino ha ripreso il suo percorso scolastico. Un rientro vissuto dai genitori con sentimenti contrastanti: da una parte «il cuore ancora colmo di amarezza per l’indifferenza delle burocrazie», dall’altra «scaldato dall’abbraccio immenso dei suoi compagni di scuola, delle loro famiglie e dell’intera comunità».
È questo il nuovo passaggio della vicenda che riguarda il bambino autistico di San Calogero, al centro della protesta dei genitori Domenico e Katia Zinnà dopo l’interruzione del rapporto con il docente di sostegno con il quale, durante il precedente anno scolastico, aveva costruito un rapporto ritenuto fondamentale per il suo percorso educativo.
L’ABBRACCIO DELLA SCUOLA DI SAN CALOGERO E IL SOSTEGNO DI SINDACO E PARROCO
Nel giorno del rientro, la famiglia ha voluto rivolgere un ringraziamento a quanti hanno sostenuto Giuseppe. «A loro, così come al sindaco Nicola Brosio e al nostro parroco – che con profonda sensibilità si sono spesi in prima persona scrivendo alle istituzioni scolastiche per sollecitare il rispetto del diritto alla continuità didattica di nostro figlio – va la nostra più sentita e profonda gratitudine», scrivono i genitori.
La famiglia ribadisce di essere consapevole dei propri doveri e spiega di non voler privare Giuseppe del suo percorso scolastico. L’assenza dei giorni scorsi viene invece definita «un grido d’allarme necessario che non poteva più restare inascoltato».
LA PROTESTA DEI GENITORI DI GIUSEPPE NON SI FERMA: IL SISTEMA NON TIENE CONTO DELLE ESIGENZE INDIVIDUALI DEI BAMBINI DISABILI
Ma la protesta non si ferma. Per i genitori il problema resta quello di un sistema che, a loro giudizio, non tiene sufficientemente conto delle esigenze individuali dei bambini con disabilità.
«Ci troviamo di fronte a una burocrazia cieca, sorda e senz’anima», accusano, contestando un sistema che, secondo la loro denuncia, «si rifugia dietro freddi algoritmi e tabelle di graduatoria, dimenticando che dietro ogni carta c’è la vita, la carne e la sensibilità di un bambino fragile».
Il punto centrale della loro battaglia resta la continuità con il docente di sostegno. Per i genitori, togliere a Giuseppe «il docente con cui aveva costruito un legame di fiducia unico» significa «distruggere anni di sacrifici e rischiare di farlo sprofondare nel buio».
LA FAMIGLIA DI GIUSEPPE NON SI ARRENDE: “UNA BATTAGLIA PER DARE VOCE AI BAMBINI INVISIBILI”
La famiglia allarga quindi la propria protesta oltre il caso personale. «La nostra non è e non sarà mai solo la battaglia per Giuseppe», affermano i genitori, definendola «la battaglia per tutti i bambini “invisibili” che le decisioni inanimate delle istituzioni continuano a penalizzare, calpestando il diritto fondamentale all’inclusione».
Il prossimo passaggio sarà ora nelle sedi istituzionali. «Da oggi la nostra azione si sposta con ancora più forza e determinazione nelle sedi competenti e presso le istituzioni politiche e scolastiche», annunciano.
La richiesta è rivolta a chi governa il sistema scolastico: «Prendere atto delle storture di questo sistema e correggerle subito».
E la famiglia assicura: «Non ci fermeremo finché la dignità, il rispetto e l’umanità non torneranno a essere il centro della scuola pubblica».
Il Quotidiano del Sud.
San Calogero, Giuseppe torna a scuola, ma “la battaglia continua”