Safe o Btp, quale scelta conviene davvero all’Italia. La versione di Billi
- Postato il 7 luglio 2026
- Economia
- Di Formiche
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Il confronto tra Safe e Btp sembra semplice: se il prestito europeo costa meno, conviene il Safe. Ma non è detto che basti confrontare i due tassi di interesse.
La domanda è anche: a chi vanno gli interessi? Secondo i dati più recenti, i privati italiani detengono circa 404 miliardi di euro di titoli di Stato, mentre le banche italiane ne hanno in portafoglio circa 322 miliardi. Oltre un terzo dei titoli è invece detenuto da investitori esteri. Quindi una parte importante degli interessi pagati sui Btp resta in Italia: va alle famiglie e ai risparmiatori, oppure a banche, assicurazioni, fondi, imprese e altri soggetti residenti.
Il calcolo, però, non è semplice. Una banca, un fondo, un’impresa o un’associazione italiana può essere partecipata, finanziata o controllata anche da soggetti stranieri. E un intermediario italiano può gestire denaro per conto di investitori esteri. Per capire dove finiscono davvero gli interessi bisognerebbe quindi risalire, per quanto possibile, al beneficiario finale. L’ipotesi è comunque chiara.
Se il Safe costa molto meno dei Btp, il risparmio sugli interessi può renderlo certamente più conveniente. Ma più la differenza tra i due tassi si riduce, più pesa il fatto che una parte degli interessi sui Btp resta nell’economia italiana. Per questo non basta chiedersi: quanto costa il Safe e quanto costa un Btp? Bisogna chiedersi anche: dove finiscono gli interessi? Solo un calcolo che tenga conto di entrambi gli elementi può dire quale scelta sia davvero più conveniente per il sistema Italia.