Sabotaggio ai cavi della fibra ottica, Fibercop ha sporto denuncia a Genova
- Postato il 6 ottobre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Ci sono due aspetti ancora oscuri agli inquirenti che indagano sull’incendio dei cavi della fibra ottica appiccato venerdì mattina in salita Bersezio a Genova. Il primo è l’assenza di fino ad ora di una rivendicazione del sabotaggio che ha mandato in tilt le comunicazioni e i servizi di emergenza in parte della Liguria. Se la matrice anarchica è la pista certamente più suggestiva per le modalità e l’obiettivo, l’assenza di una rivendicazione come avviene sempre in questi casi, lascia al momento qualche perplessità.
Il secondo – e questo potrà essere chiarito nelle prossime ore – è il lasso di tempo trascorso tra l’incendio, innescato temporalmente dagli investigatori tra le sette e le dieci di mattina di venerdì 2 ottobre e le effettive ripercussioni sulle telecomunicazioni, dal tilt dell’operatore Tim ai rallentamenti e ai blocchi sui servizi di emergenza ma anche sui bancomat, che si sono verificati solo nel pomeriggio. Un nesso causale decisivo visto che il reato contestato, aggravato dalla finalità di terrorismo, è quello di danneggiamento a seguito di incendio.
Oggi pomeriggio i responsabili di Fibercop, l’azienda che gestisce l’infrastruttura danneggiata, sono arrivati da Roma per presentare denuncia e chiarire anche gli aspetti tecnici. Per il resto le indagini proseguono anche se – trapela da palazzo di giustizia – non ci sarebbero immagini utili, tra quelle registrate dall’unica telecamera presente in zona – per arrivare all’identificazione dei sabotatori. Le indagini della Digos si concentrano quindi sull’analisi dei reperti raccolti in loco dalla polizia scientifica vale a dire i cinque inneschi, che non avevano un timer né un sistema radiocomandato, e il liquido accelerante, alla ricerca di tracce biologiche o altri elementi utili.