Russo concede la cittadinanza onoraria per ius soli a 118 bambini nati a Savona da genitori stranieri. La Lega: “Contrari”
- Postato il 12 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “La Lega di Savona esprime le sue contrarietà alla cittadinanza onoraria per i minori stranieri, che definisce un atto ideologico che strumentalizza i minorenni stranieri. La cittadinanza è la fine di un lungo percorso di integrazione. È una cosa seria. Non una carnevalata che non vale nulla e che confonde gli stessi immigrati. Le leggi attuali sono già più che sufficienti”. A dirlo in una nota la segreteria cittadina della Lega.
La risposta della Lega fa riferimento alla notizia di qualche giorno fa, il sindaco di Savona, Marco Russo, infatti ha firmato il provvedimento per il riconoscimento della cittadinanza onoraria per Ius Soli a tutti i nati da genitori cittadini stranieri, regolarmente soggiornanti e residenti in Savona. Nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2023 e il 31 dicembre 2024 e residenti a Savona al 1 gennaio 2025 risultano essere 118 bambini.
“Le priorità sono altre, siamo già intervenuti a suo tempo, all’atto della presentazione in Consiglio Comunale, di un provvedimento che riteniamo di valore legale nullo, si va ad utilizzare un istituto che va a premiare singole personalità che la meritano, qui svilito a puro riconoscimento formale a solo vantaggio propagandistico, ma d’altra parte ,tipico di una amministrazione più parodia che realtà La sinistra è costantemente impegnata a portare avanti la propria campagna elettorale anche in tempi di non elezioni. I savonesi, dall’insediamento dell’attuale giunta, aspettano risposte più concrete su temi importanti e non propaganda vuota. Basta con gli slogan di facciata”, continua la nota.
“Come intende intervenire il sindaco Marco Russo? Ci sono famiglie che non sanno se arriveranno a fine mese, e la priorità della maggioranza a Savona è lo Ius soli? La sinistra dovrebbe tornare coi piedi per terra, confrontarsi con i cittadini e ascoltare le loro reali esigenze. Per questo – conclude -, nel rispetto del diritto di presentare e discutere le proprie idee la Lega espone le sue: meno parole e più fatti”.