Russia-Ucraina, si icontrano i due commissari per i diritti umani. A Zaporizhzhia un tregua temporanea “per prevenire incidenti nucleari”
- Postato il 5 giugno 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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All’indomani della lettera aperta in cui Volodymyr Zelensky propone a Vladimir Putin di incontrarsi per mettere fine alla guerra, qualcosa si muove, seppur nelle retrovie. Oggi c’è stato il primo incontro tra la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, e il suo omologo ucraino, Dmitry Lubinets, con il quale ha concordato di sviluppare un percorso di cooperazione. L’incontro, scrive l’agenzia russa Tass, si è svolto al confine tra l’Ucraina e la Bielorussia. In particolare, ha sottolineato Lantratova, i due commissari hanno concordato di scambiare liste di cittadini da rimpatriare, di continuare le visite congiunte ai prigionieri di guerra nei due Paesi e consegnare lettere e pacchi dai parenti ai prigionieri di guerra.
In queste ore, Lantratova ha assistito i militari russi che sono arrivati in Bielorussia, in attesa di raggiungere Mosca in seguito allo scambio con l’Ucraina di 185 prigionieri per parte. Lo scambio fa parte di un più ampio accordo che si sviluppa in più tappe: il precedente era avvenuto a metà maggio e aveva coinvolto 205 persone per fronte.
Intanto l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha annunciato l’entrata in vigore di un “cessate il fuoco localizzato” nella zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia, che sembra però già in bilico. Poco dopo Mosca ha infatti accusato l’Ucraina di averlo violato e aver ferito cinque militari con un attacco delle sue forze armate. Secondo il Cremlino, il raid è avvenuto durante i lavori di ingegneria previsti dalla tregua, nei pressi di un pilone di sostegno della linea elettrica. “Questo incidente costituisce una grave violazione delle garanzie fornite dalla parte ucraina in merito alla sicurezza dei lavori, come confermato dalla nota dell’Aiea del 4 giugno”, si legge in un comunicato.
Quello di Zaporizhzhia è il sesto stop temporaneo concordato tra Mosca e Kiev con la mediazione dell’Aiea, dalla fine del 2025. Serve principalmente a effettuare lavori e riparazioni sulle linee elettriche così da prevenire il rischio di un incidente nucleare. L’Aiea ha spiegato che una linea elettrica da 750 kilovolt è danneggiata “da oltre due mesi” a causa di azioni di guerra, il che fa sì che “la più grande centrale nucleare d’Europa dipenda in questo momento “da una sola linea da 330 kV”. Nelle ultime settimane, la centrale ha perso più volte l’accesso anche a questa linea, ed è stata quindi costretta ad avviare i generatori diesel di emergenza come ultima risorsa.
Secondo il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi, Russia e Ucraina hanno “collaborato in modo costruttivo con l’Aiea durante settimane di colloqui delicati e complessi”, arrivando a concordare un cessare il fuoco “nell’interesse della sicurezza nucleare”.
E mentre Zelensky è atteso domenica a Londra, per un vertice con Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz, il presidente russo Putin è tornato in queste ore ad attaccare l’Ue. “Le élite europee stanno essenzialmente provocando il caos, nel quale cercano di trascinare sempre più Paesi” ha detto intervenendo alla sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief). Secondo il leader russo, le politiche “aggressive” portate avanti dalla burocrazia europea sono “miopi” e stanno contribuendo sia a un ulteriore indebolimento della posizione dell’Unione Europea nell’economia globale sia a un deterioramento della sicurezza internazionale. La Russia, ha aggiunto, ha un’economia ”sovrana” che non è ”collassata” nonostante le sanzioni. “Naturalmente, sentiamo critiche da tutte le parti secondo cui tutto è crollato. Siamo scesi allo stesso livello in cui i paesi dell’Eurozona hanno registrato una crescita negli ultimi anni”, ha affermato Putin.
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