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Russia, risse ai distributori di benzina: scattano gli arresti, cosa sta succedendo

  • Postato il 21 agosto 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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Russia, risse ai distributori di benzina: scattano gli arresti, cosa sta succedendo
Russia, risse ai distributori di benzina: scattano gli arresti, cosa sta succedendo

Risse ai distributori di benzina in Russia, dove dilaga la paura che stia per finire il carburante. Una situazione di caos e malcontento che ha già portato ai primi arresti nel Paese di Vladimir Putin. In almeno 12 regioni si registrano quotidianamente code chilometriche che paralizzano il traffico, con gli automobilisti costretti ad aspettare fino a 30 ore prima di fare un pieno. Le complicazioni sono cominciate dopo gli attacchi dei droni ucraini contro le raffinerie russe, quando il governo di Mosca ha deciso di reintrodurre i limiti di acquisto per il carburante, fissando un tetto massimo tra i 50 e i 60 litri per veicolo. Gli attacchi, infatti, hanno provocato un crollo nella produzione petrolifera nazionale, che ha raggiunto i minimi storici degli ultimi decenni.

Ora gli automobilisti starebbero arrivando addirittura a picchiarsi per avere il carburante. A Volgograd, intanto, la polizia ha fermato cinque residenti per un video-denuncia indirizzato ad Alexander Bastrykin, capo del Comitato investigativo russo. Un video nel quale gli chiedevano spiegazioni sul motivo per cui i funzionari locali utilizzassero carte carburante prioritarie mentre i distributori pubblici risultavano a secco. Le autorità hanno definito il filmato un “assembramento pubblico non autorizzato” e hanno fatto delle multe. A Perm, invece, un residente è stato multato per 10.000 rubli per aver pianificato una protesta su un canale Telegram con 44 iscritti.

 

 

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"Non c'è benzina in 80 regioni del Paese ed è stato dichiarato lo stato di emergenza in Crimea e in alcune zone degli Urali - ha sottolineato Katia Glod, vicedirettrice per la politica estera presso il New Eurasia Strategies Centre (NEST) -. Le mosse drastiche di Putin indicano quanto sia grave la situazione. La Russia ora importa carburante dall'Azerbaigian, chiede di poter utilizzare le raffinerie del Kazakistan, le forze di polizia vengono inviate a sorvegliare le stazioni di rifornimento: la crisi è seria".

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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