Russia, "colpo di Stato contro Putin": chi c'è dietro, come vogliono ucciderlo
- Postato il 5 maggio 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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Russia, "colpo di Stato contro Putin": chi c'è dietro, come vogliono ucciderlo
Il Cremlino ha aumentato drasticamente la sicurezza personale intorno al presidente russo Vladimir Putin, installando sistemi di sorveglianza nelle abitazioni dei suoi stretti collaboratori nell’ambito di nuove misure adottate a seguito di un’ondata di omicidi di alti funzionari militari russi e dei timori di un colpo di Stato. È quanto riporta la Cnn citando un report di un’agenzia di intelligence europea a cui ha avuto accesso, secondo il quale a cuochi, guardie del corpo e fotografi che lavorano con il presidente è vietato viaggiare sui mezzi pubblici.
Dall'invasione dell'Ucraina nel 2022, Putin trascorre anche settimane intere in bunker, spesso a Krasnodar, una regione costiera al confine con il Mar Nero a poche ore da Mosca, riferisce il documento citato dalla Cnn, aggiungendo che i funzionari della sicurezza russi hanno drasticamente ridotto il numero di luoghi che Putin visita regolarmente: per esempio, il presidente russo e la sua famiglia hanno smesso di recarsi nelle loro residenze abituali nella regione di Mosca e a Valdai, la proprietà estiva appartata che si trova fra San Pietroburgo e la capitale.
Il report riferisce che finora quest'anno Putin non ha visitato nessuna struttura militare e, per aggirare queste restrizioni, il Cremlino diffonde al pubblico immagini di lui preregistrate. Secodo il dossier, inoltre, dall'inizio di marzo 2026 "il Cremlino e lo stesso Vladimir Putin sono preoccupati per potenziali fughe di informazioni sensibili, nonché per il rischio di un complotto o di un tentativo di colpo di Stato contro il presidente russo. Putin è particolarmente diffidente nei confronti dell'uso di droni per un possibile tentativo di assassinio da parte di membri dell'élite politica russa".
La tv statunitense sottolinea che la conclusione più sorprendente riguarda Sergei Shoigu, ex ministro della Difesa ed ex confidente di Putin. Messo da parte e attualmente segretario del Consiglio di Sicurezza, "è associato al rischio di un colpo di Stato, poiché mantiene una notevole influenza all’interno dell’alto comando militare", si legge nel report citato dalla Cnn.
L'arresto di Ruslan Tsalikov, ex vice e stretto collaboratore di Shoigu, avvenuto il 5 marzo, è considerato "una violazione degli accordi taciti di protezione fra le élite, che indebolisce Shoigu e aumenta la probabilità che lui stesso possa diventare oggetto di un’indagine giudiziaria", dice ancora il documento. La commissione investigativa russa ha dichiarato in un comunicato di marzo che Tsalikov era stato arrestato con l'accusa di appropriazione indebita, riciclaggio di denaro e corruzione. Le notizie di corruzione nell'élite militare sono frequenti, ma si sono moltiplicate dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Il report non fornisce prove a sostegno delle accuse contro Shoigu, che in passato era considerato molto vicino a Putin, e un tentativo di destituire il presidente russo segnerebbe un netto ribaltamento di alleanze. Dato che la sua diffusione potrebbe mirare a destabilizzare il Cremlino, è degno di nota il fatto che i servizi segreti europei abbiano allo stesso tempo di fatto preavvisato il Cremlino di un possibile colpo di Stato, sottolinea l'emittente.
La Cnn spiega che, secondo il documento, chi fa visita al capo del Cremlino deve essere sottoposto a due controlli di sicurezza e coloro che lavorano a stretto contatto con Putin possono utilizzare solo telefoni senza accesso a internet. Secondo il report, alcune delle misure sono state messe in atto negli ultimi mesi sulla scia dell'uccisione di un generale di alto rango a dicembre, che ha scatenato una disputa ai vertici dell'establishment della sicurezza russa. Dopo l'assassinio del tenente generale Fanil Sarvarov a Mosca il 22 dicembre 2025, presumibilmente per mano di agenti ucraini, Putin convocò i principali responsabili della sicurezza tre giorni dopo: durante la riunione il capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov criticò il capo del Servizio Federale di Sicurezza (Fsb) Alexander Bortnikov per non essere riuscito a proteggere i suoi ufficiali, i quali a loro volta si sono lamentati della mancanza di risorse e di personale per svolgere il lavoro, secondo quanto riportato nel rapporto.
Il documento di intelligence afferma inoltre: "Al termine di questa riunione tesa, Vladimir Putin ha invitato alla calma, proponendo un formato di lavoro alternativo e incaricando i partecipanti di presentare soluzioni concrete alla questione entro una settimana". Tale soluzione rapida ha comportato l’estensione da parte di Putin della portata del proprio Servizio di Protezione Federale (FSO), che all’epoca proteggeva solo Gerasimov nel comando militare, per garantire la sicurezza ad altri 10 comandanti di alto rango.
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