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Rsa Don Mottola di Drapia, il Tar sospende le dimissioni dei pazienti

  • Postato il 16 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Rsa Don Mottola di Drapia, il Tar sospende le dimissioni dei pazienti

Il Quotidiano del Sud
Rsa Don Mottola di Drapia, il Tar sospende le dimissioni dei pazienti

Sospesi dal Tar Calabria i provvedimenti dell’Asp di Vibo che avevano aperto la strada alla cessazione dei ricoveri e alle dimissioni dalla Rsa Don Mottola di Drapia


DRAPIA – Sospesi dal Tar Calabria i provvedimenti dell’Asp di Vibo che avevano aperto la strada alla cessazione dei ricoveri e alle dimissioni di alcuni pazienti ospitati nella Rsa medicalizzata “Don Mottola Medical Center” di Gasponi. È il nuovo capitolo di una vicenda iniziata nei mesi scorsi con le contestazioni mosse dai familiari e proseguita prima con le diffide, poi con il ricorso gerarchico e l’istanza di riesame in autotutela e, infine, con l’approdo davanti al giudice amministrativo.

A rivolgersi al Tribunale amministrativo sono stati i pazienti assistiti dagli avvocati Vincenzo Loiacono, Paolo Fuduli e Vincenzo Fogliaro, che hanno impugnato le determinazioni dell’Asp relative alla mancata proroga o cessazione dei ricoveri, insieme ai verbali dell’Unità di Valutazione Multidimensionale posti alla base delle decisioni e agli eventuali atti conseguenti di dimissione, trasferimento o modifica del setting assistenziale. Nell’esaminare la domanda cautelare, i giudici non hanno però definito la controversia.

LA SENTENZA DEL TAR CALABRIA SODDISFA I LEGALI DEGLI AMMALATI OSPITI DELLA RSA “DON MOTTOLA MEDICAL CENTER

Il Tar ha infatti ordinato all’Asp di depositare una dettagliata relazione sui fatti di causa, con particolare riferimento ai presupposti di fatto e di diritto posti a fondamento dei provvedimenti di dimissione e di mancata proroga dei ricoveri. Soddisfazione sulla sospensione degli atti espressa dal collegio difensivo. «Il provvedimento del Tar – dichiarano gli avvocati Vincenzo Loiacono, Paolo Fuduli e Vincenzo Fogliaro – consente nell’immediato di tutelare persone fragili, evitando che gli atti impugnati producano effetti prima che ne venga approfondita la legittimità. È significativo che il Tribunale abbia ritenuto necessario chiedere all’Asp una dettagliata relazione sui presupposti di fatto e di diritto delle decisioni adottate e che, nelle more, ne abbia sospeso l’efficacia».

IL TAR DOVRA’ ESAMINARE LA DOMANDA CAUTELARE ALLA LUCE DEGLI ELEMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELL’ISTRUTTORIA

Il nodo sollevato dai difensori sin dalle prime iniziative riguarda soprattutto la regolare costituzione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale che ha espresso le valutazioni poste alla base delle determinazioni contestate.

«Resta centrale – sottolineano i tre avvocati – la questione che abbiamo posto fin dall’inizio: decisioni capaci di incidere in maniera così rilevante sulla continuità assistenziale di persone fragili e non autosufficienti non possono, a nostro avviso, fondarsi su valutazioni provenienti da un’Uvm che riteniamo non regolarmente costituita, sia sotto il profilo procedurale sia con riferimento alla composizione minima prevista dalla disciplina regionale».

I LEGALI DEGLI AMMALATI: “L’ASP DEVE CHIARIRE I PRESUPPOSTI POSTI A FONDAMENTO DELLE DIMISSIONI”

La sospensiva non equivale all’accoglimento definitivo del ricorso e non anticipa l’esito del giudizio. Il Tar ha scelto di mantenere ferma la situazione nell’attesa dell’istruttoria richiesta all’Asp. Sarà quindi il prosieguo del procedimento a stabilire quale sorte avranno gli atti impugnati.

«Attendiamo adesso l’esito dell’istruttoria – concludono i legali –. L’Asp dovrà chiarire i presupposti posti a fondamento delle dimissioni e delle mancate proroghe. Continueremo a tutelare i nostri assistiti affinché ogni decisione sul loro percorso assistenziale venga adottata sulla base di valutazioni multidimensionali effettive e aggiornate e nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla normativa». L’appuntamento è dunque fissato al 4 novembre, quando il Tar tornerà a esaminare la domanda cautelare alla luce degli elementi acquisiti nel corso dell’istruttoria. Fino ad allora, i provvedimenti impugnati restano sospesi.

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