Rossano, apre il tribunale diocesano per la verifica del presunto miracolo attribuito a madre Isabella De Rosis

  • Postato il 4 gennaio 2026
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Rossano, apre il tribunale diocesano per la verifica del presunto miracolo attribuito a madre Isabella De Rosis

L’arcivescovo di Rossano Cariati, Maurizio Aloise, ha presieduto la prima seduta del tribunale diocesano per la verifica del presunto miracolo attribuito a madre Isabella De Rosis


CORIGLIANO ROSSANO – La Calabria, tradizionalmente terra di santi e devozione popolare, vede proseguire per un’altra sua figlia il percorso verso gli onori degli altari. Per Madre Isabella De Rosis, proclamata venerabile serva di Dio, si apre in questo 2026 il percorso, che resterà riservato e solenne, che dovrebbe portare in futuro al riconoscimento di un miracolo e alla conseguente sua proclamazione a beata e poi forse, dopo un ulteriore procedimento, anche a santa.

Nella serata del 2 gennaio, infatti, all’interno della Cattedrale di Rossano, l’arcivescovo della diocesi di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, ha presieduto la solenne apertura del Tribunale Diocesano incaricato dell’inchiesta canonica sul presunto miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Madre Isabella De Rosis, fondatrice della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore.

L’evento religioso, particolarmente sentito dalla comunità, si è aperto con la celebrazione dei Primi Vespri, presieduti dall’arcivescovo, che, come detto, ha introdotto e guidato la prima seduta ufficiale del Tribunale, nel corso della quale i componenti hanno prestato il giuramento seguito poi dalla formale istituzione dell’organo giudicante, secondo le norme della Chiesa.

Nel corso del suo intervento introduttivo, l’arcivescovo ha rivolto il saluto alle Eccellenze presenti, ai membri del Tribunale, alla Madre Generale delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, Suor Tina Salierno, alle religiose dell’Istituto, al Capitolo Cattedrale, ai presbiteri, ai religiosi e a tutti i fedeli convenuti. Ha quindi sottolineato il valore ecclesiale del momento, richiamando il dovere della Chiesa di esercitare un discernimento prudente, serio e obiettivo nel riconoscere i segni dell’azione di Dio nella storia.

COSA PREVEDE L’ITER DI CANONIZZAZIONE

Del resto l’iter di canonizzazione ha una sua peculiarità proprio nella grande attenzione prestata all’esame delle carte. In primo luogo sono presi in considerazione solo presunti miracoli non già noti alla comunità dei fedeli. Poi il tribunale raccoglie testimonianze e interpella esperti, medici e non solo. Tutto viene sottoposto all’esame di varie commissioni fino alla decisione finale che comporta il riconoscimento o meno della sussistenza dell’evento miracoloso. Solo una volta riconosciuto il miracolo si potrà procedere alla proclamazione della persona esaminata a Beata. Per il successivo passaggio, ossia la proclamazione del titolo di Santo o Santa, invece, è necessario il riconoscimento di un secondo miracolo da accertare con le stesse rigide regole del primo.

Nel contesto dell’inchiesta sul presunto miracolo, durante la seduta il tribunale ha ribadito che la Chiesa non è alla ricerca dello straordinario in sé, ma della verità, per riconoscere con responsabilità e fede l’opera di Dio attraverso i suoi servi. I lavori del Tribunale, affidati all’azione dello Spirito Santo, affinché accompagni il discernimento con luce, equilibrio e rettitudine, proseguiranno nel corso dei prossimi mesi. Dopo aver tracciato un profilo spirituale della Venerabile Madre Isabella De Rosis, l’arcivescovo Aloise ha ricordato “la sua figura luminosa di donna totalmente donata a Dio”.

CHI ERA MADRE ISABELLA DE ROSIS PER LA QUALE IL TRIBUNALE DIOCESANO DEVE VERIFICARE L’ATTRIBUZIONE DI UN MIRACOLO

Nata a Rossano il 9 giugno 1842 da nobile famiglia, Madre Isabella scelse fin da giovane la via della consacrazione, maturando una profonda spiritualità nel Collegio di Santa Chiara a Napoli, segnata da una intensa devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù.

La sua vita, ispirata alla spiritualità della riparazione secondo l’insegnamento di Santa Margherita Maria Alacoque, si tradusse in un’esistenza di offerta, obbedienza e amore radicale, culminata nella fondazione, il 24 ottobre 1875, della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore. Anche negli anni della prova e del silenzio, Madre Isabella seppe vivere nell’abbandono fiducioso alla volontà di Dio, testimoniando una santità umile e nascosta. Madre Isabella De Rosis è morta, o tornata alla casa del Padre come è consuetudine dire in questi casi, l’11 agosto 1911,

Al termine della seduta, è stato espresso un sentito ringraziamento alla Madre Generale, alle religiose presenti e all’intero Istituto, segno vivo della fecondità spirituale del carisma di Madre Isabella, nonché ai membri del Tribunale e a tutti coloro che sostengono questo cammino con la preghiera. “La Venerabile Madre Isabella De Rosis continui a intercedere per la Chiesa, affinché ciascuno impari a cercare non ciò che è più facile, ma ciò che è santo, vivendo ogni cosa come atto d’amore offerto a Dio per il bene del mondo”.

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