Rosarno, perseguita l’ex moglie: divieto di avvicinamento per un uomo
- Postato il 8 aprile 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Rosarno, perseguita l’ex moglie: divieto di avvicinamento per un uomo
A Rosarno, un uomo perseguita l’ex moglie con minacce e pedinamenti. Il tribunale ha disposto il divieto di avvicinamento per stalking.
ROSARNO (REGGIO CALABRIA) – La fine di un matrimonio trasformata in una spirale di paura e controllo. I Carabinieri della Tenenza di Rosarno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di un uomo del posto, accusato di atti persecutori ai danni dell’ex moglie. L’operazione nasce da un’indagine lampo avviata lo scorso marzo, subito dopo la denuncia della vittima, che ha permesso di scoperchiare una realtà fatta di vessazioni quotidiane e violenza psicologica.
Secondo quanto documentato dai militari dell’Arma, l’uomo non si sarebbe mai rassegnato alla conclusione del rapporto coniugale. Il quadro accusatorio avrebbe delineato una condotta invasiva e ossessiva che si sarebbe articolava su più fronti. Con molestie digitali visto il continuo di messaggi ingiuriosi e minacce tramite app di messaggistica. Diffamazione sui social con la pubblicazione di contenuti offensivi volti a denigrare l’immagine della donna. E appostamenti sotto l’abitazione, nei luoghi di svago e pedinamenti in auto per monitorare ogni spostamento della vittima.
LA STRUMENTALIZZAZIONE DEI FIGLI
Un aspetto particolarmente critico che sarebbe emerso dalle indagini riguarda il coinvolgimento dei figli minorenni. L’indagato avrebbe utilizzato i momenti di incontro con i bambini come pretesto per insultare l’ex coniuge e ostacolare la sua vita privata, nel tentativo di esercitare un controllo totale sulla sua libertà personale. Questo clima di pressione costante ha generato nella donna un grave stato di ansia, costringendola a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita per timore della propria incolumità.
A ROSARNO PERSEGUITA LA MOGLIE: IL PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE DI PALMI
Alla luce delle prove raccolte, il GIP del Tribunale di Palmi, accogliendo la richiesta della Procura diretta dal procuratore Emanuele Crescenti, ha imposto all’uomo misure restrittive immediate del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati. Distanza minima di 300 metri da mantenere costantemente e il divieto assoluto di comunicazione con qualsiasi mezzo. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
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