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Jerakarni, la roccaforte del clan nel centro storico di Soriano

  • Postato il 11 aprile 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Jerakarni, la roccaforte del clan nel centro storico di Soriano

Il Quotidiano del Sud
Jerakarni, la roccaforte del clan nel centro storico di Soriano

A Soriano Calabro si trovava la “roccaforte” del clan, una sorta di fortino nel centro storico del paese con armi, droga e fiancheggiatori coinvolti nell’operazione Jerakarni


SORIANO CALABRO – Un vero e proprio fortino nel cuore del paese, costruito tra vicoli stretti, case abbandonate e un clima di paura diffusa. È questo il quadro che emerge dalle indagini sfociate nell’operazione “Jerakarni”, che ha portato all’arresto, tra gli altri, di Michele Idà classe 1997, ritenuto elemento di spicco della ‘ndrina Idà-Emanuele.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il centro storico di Soriano Calabro era diventato una base operativa della cosca. Un’area compresa tra via Roma, via Campitelli, via Francesco Pellegrino e piazza Mercato, dove gli affiliati si muovevano con disinvoltura, controllando ogni movimento e utilizzando abitazioni disabitate come depositi di armi, munizioni e sostanze stupefacenti.

Le “scorribande” quotidiane non avevano solo una funzione operativa, ma anche simbolica: dimostrare forza e mantenere alta la pressione sulla comunità locale, descritta dagli investigatori come intimidita e assoggettata. A tal proposito, gli atti dell’inchiesta riportano anche un singolare episodio: il 13 luglio 2023 le forze dell’ordine hanno eseguito una vasta operazione di perquisizione, rinvenendo e sequestrando un ingente quantitativo di droga, oltre ad armi e munizioni. Ma è nelle ore successive che emerge un elemento chiave dell’inchiesta.

JEROKARNI, SORIANO ROCCAFORTE DEL CLAN: L’INTERCETTAZIONE AMBIENTALE

Un’intercettazione ambientale, registrata la sera stessa, documenta una conversazione tra l’indagato Michele Idà e un commerciante del posto. Quest’ultimo, già identificato durante dei controlli, avrebbe fornito indicazioni fuorvianti alle forze dell’ordine, dichiarando come “abitate” alcune case in realtà utilizzate dalla cosca, contribuendo così a evitare controlli più approfonditi.

Dalle parole intercettate emerge un quadro ancora più grave: il commerciante avrebbe informato Idà sulle attività delle forze dell’ordine e sulle perquisizioni effettuate, fornendo un resoconto dettagliato e addirittura vantandosi del proprio intervento per ostacolare le verifiche.

Un ruolo che assumerebbe un peso particolare anche alla luce della sua posizione pubblica, anche se allo stato degli atti non risulterebbe indagato. L’uomo, infatti, è molto vicino all’attuale amministrazione comunale, si è candidato alle scorse elezioni senza essere eletto e, ad oggi, svolge un ruolo nell’area politica. Un dato che, secondo gli inquirenti, evidenzierebbe una preoccupante contiguità tra ambienti istituzionali e la cosca. Il quadro si inserisce inoltre in un contesto già attenzionato dalle autorità: il Comune di Soriano Calabro è attualmente sottoposto ad accesso agli da parte della Prefettura, per verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nell’ente.

Nella stessa conversazione, Idà minimizzava i sequestri, lasciando intendere che gran parte del materiale illecito fosse ancora nascosto. Non solo: riferiva di essersi recato nel pomeriggio a spostare un’arma per sottrarla ai controlli. Il giorno successivo, i militari sono tornati nella zona, ampliando il raggio delle ricerche alla luce delle nuove informazioni emerse. Il lavoro degli inquirenti restituisce l’immagine di un territorio segnato da un controllo capillare e da una rete di complicità che va oltre i soli affiliati. Solleva interrogativi pesanti sul rapporto tra criminalità organizzata e tessuto sociale locale.

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