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Rosarno, incendiato l’ingresso dell’ambulatorio di un medico di base

  • Postato il 12 aprile 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Rosarno, incendiato l’ingresso dell’ambulatorio di un medico di base

Il Quotidiano del Sud
Rosarno, incendiato l’ingresso dell’ambulatorio di un medico di base

Rosarno, incendiato l’ingresso dell’ambulatorio di un medico di base Aldo Ingegnere. L’Ordine dei Medici condanna il gesto vile e chiede più sicurezza.


ROSARNO (REGGIO CALABRIA) – Un gravissimo atto intimidatorio ha scosso la comunità di Rosarno nella notte tra venerdì e sabato 11 aprile 2026. Ignoti hanno dato alle fiamme l’ingresso dell’ambulatorio del dottor Aldo Ingegnere, noto medico di medicina generale del territorio. Sull’episodio, che ha generato immediato allarme, indaga la Procura di Palmi, con il supporto delle forze dell’ordine intervenute tempestivamente sul luogo del rogo.

INCENDIATO L’INGRESSO DELL’AMBULATORIO DEL MEDICO A ROSARNO, LA CONDANNA DELL’ORDINE DEI MEDICI

L’Ordine dei Medici di Reggio Calabria è intervenuto duramente a sostegno del collega. Il vicepresidente Vincenzo Nociti, a nome del Consiglio, ha espresso «piena solidarietà e vicinanza», definendo l’accaduto in termini inequivocabili: «Si tratta di un gesto vile e inaccettabile che colpisce non solo un medico stimato, ma l’intera comunità sanitaria». Secondo l’Ordine, l’attacco non è solo alla persona del dottor Ingegnere, ma al ruolo fondamentale che i medici di famiglia ricoprono quotidianamente, spesso in condizioni di estrema precarietà

MEDICI IN PRIMA LINEA: «CARICHI ELEVATISSIMI»

Nociti ha colto l’occasione per accendere i riflettori sulle criticità che affliggono la categoria, denunciando una situazione di pressione costante che rende episodi di violenza ancora più gravi: «I medici di medicina generale lavorano con carichi assistenziali elevatissimi tra burocrazia, carenza di risorse e continue limitazioni normative. Sono il primo presidio sanitario sul territorio, chiamati a rispondere ai bisogni dei pazienti con professionalità e senso del dovere, nonostante le difficoltà crescenti».

L’Ordine ha ribadito la necessità di proteggere i professionisti della salute e ha lanciato un appello affinché si possa ristabilire «un clima di fiducia reciproca» tra medici e cittadini, sottolineando che: «Episodi come questo non devono e non possono trovare alcuna giustificazione. La violenza, in ogni forma, va condannata con fermezza». Nonostante il trauma del vile gesto, i colleghi sono convinti che il medico colpito non si lascerà intimidire. “Siamo certi che Ingegnere continuerà a svolgere il proprio lavoro con dedizione e responsabilità”, ha concluso Nociti, ribadendo l’urgenza di tutelare e valorizzare una figura che rappresenta la spina dorsale della sanità territoriale.

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