“Rosa del deserto”: la storia di Nizarita, un’underdog nelle sabbie della Siria. L’ultimo fumetto dei fratelli Mammucari per la Sergio Bonelli

  • Postato il 12 febbraio 2026
  • Cultura
  • Di Il Fatto Quotidiano
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C’è una rosa di Damasco nel deserto. Intorno ha soltanto sabbia, vento e tempesta e deve trovare il modo di crescere. C’è anche il concetto di underdog nel racconto che affonda le sue radici nelle sabbie della Siria. Il 13 febbraio arriva nelle librerie e fumetterie di tutt’Italia “Rosa del deserto”, l’ultimo lavoro di Emiliano e Matteo Mammucari pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore. L’opera è uno spinoff di Nero, la serie a fumetti di genere storico-fantasy creata dai fratelli Mammucari: al centro della trama ci sono le origini della Nizarita, uno dei personaggi più amati dell’universo narrativo.

La storia di Nero segue le vicende di un guerriero arabo ribelle che ha scelto di chiamarsi così per nascondere la propria identità. Insieme a un cavaliere cristiano, si ritrova a combattere una minaccia soprannaturale legata al folklore mediorientale, tra djin, ghoul e antiche magie. Introdotta nella serie principale come una letale guerriera musulmana ed ex membro della Setta degli Assassini, la Nizarita è un personaggio avvolto nel mistero.

Nelle pagine del quadrimestrale, i lettori l’hanno vista guidare armate, abbattere nemici e pietrificare il cuore di un uomo con il suo sguardo: finalmente potranno scoprire cosa si cela dietro questa maschera di crudeltà. Il volume comincia quando la Nizarita è ancora un’orfana indisciplinata e ribelle, prima di emanciparsi dalla Setta degli Assassini e conquistare il proprio spazio da combattente in un mondo prettamente maschile. Come una rosa che adatta per imparare a fiorire nel deserto.

Ciò che spicca dalle tavole che anticipano l’opera è sicuramente l’atteggiamento quasi naturale e disinvolto della protagonista che in età precoce si trova già immersa nel mondo degli adulti, fatto di gesti e luoghi di violenza. Un sentiero tutto in salita che la giovane orfana dovrà faticosamente percorrere per uscire dai bassifondi e ribaltare le aspettative su di lei: una storia di underdog, per l’appunto. “Un po’ di sangue non ha mai ucciso nessuno”.

Emiliano Mammucari è un nome di punta del fumetto italiano: ha co-creato la serie Orfani ed è noto per opere come Caravan e l’adattamento di Zardo di Tiziano Sclavi. Matteo Mammucari è uno sceneggiatore esperto, ha collaborato con il fratello su Orfani: Terra prima di lanciare insieme la saga di Nero.

A livello artistico, questo prodotto è appunto una rosa del deserto in un’industria che è tradizionalmente maschile: l’opera è stata realizzata dalla cosceneggiatrice Francesca Frigo, dalla disegnatrice Romina Moranelli, dalla colorista Simona Fabrizio e dalla letterista Viola Coldagelli.

La disegnatrice ha già collaborato con Marvel, Disney e l’editore francese Clair de Lune. Per la Casa delle Idee, Moranelli ha fatto parte di Women of Marvel, una raccolta focalizzata sulle eroine, antieroine e criminali del mondo di Stan Lee. Le storie sono state scritte e disegnate principalmente da team creativi femminili: a Romina Moranelli era stata affidata una sceneggiatura di Marc Bernardin sullo scontro fra Black Cat e Satana. Dalle città dei supereroi ai deserti in Medio Oriente, le donne disegnate dall’artista continuano a prendersi spazio in mezzo agli stereotipi e ai cliché nei confronti dei corpi femminili. La copertina porta la firma di Emiliano Mammucari e il fumetto, stampato in formato cartonato, sarà disponibile anche in versione variant.

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Il Fatto Quotidiano

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