Ronn Moss al Festival Leoncavallo di Montalto Uffugo: «Stregato dalle parole di Sergio Indrigo»
- Postato il 31 agosto 2026
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Ronn Moss al Festival Leoncavallo di Montalto Uffugo: «Stregato dalle parole di Sergio Indrigo»
Ronn Moss, special guest della XXIV edizione del Festival Lirico Internazionale “Ruggiero Leoncavallo”, omaggia Sergio Indrigo. Su richiesta di un fan, torna a imbracciare la chitarra e affida alla notte le note di “Baby come back”. L‘intervista all’attore, cantante e musicista statunitense.
MONTALTO UFFUGO (COSENZA) – Una luna piena, immensa e sontuosa, domina il cielo sopra il sagrato del Duomo della Serra. La piazza è gremita. Il pubblico è raccolto in un’attesa vibrante e la notte di Montalto Uffugo si accende sulle note di “InCanto sotto le stelle”. Prima ancora dell’arrivo di Ronn Moss, special guest della XXIV edizione del Festival Lirico Internazionale “Ruggiero Leoncavallo” (direzione artistica del maestro Luigi Travaglio), la musica prepara il terreno alla magia. Il pianoforte di Andrea Bauleo, il violino di Antonio De Paoli, le voci del soprano Rosaria Buscemi e del tenore Giuseppe Morrone costruiscono un intenso omaggio a Ennio Morricone e a Ruggiero Leoncavallo. Un prologo di grande suggestione, quasi cinematografico, che trasforma il sagrato in un palcoscenico sospeso tra cielo e terra.
Poi, arriva Ronn Moss. E la Calabria, per una sera, si ritrova al centro di un racconto che tiene insieme musica d’autore, mezzo secolo di televisione, cinema e spettacolo e nuove traiettorie creative. Per venticinque anni è stato Ridge Forrester, uno dei personaggi più riconoscibili della televisione internazionale: il volto di “Beautiful”, entrato nelle case di milioni di spettatori e nell’immaginario collettivo di intere generazioni. Ma fermarsi a Ridge sarebbe come ascoltare una sola canzone di un album molto più complesso. Ronn Moss è attore, musicista, cantante e produttore. Sul palco del Festival “Ruggiero Leoncavallo” porta la sua voce e la sua chitarra, ma anche un bagaglio musicale costruito nel tempo, tra rock&roll, jazz, folk e opera.
Dopo un omaggio speciale a Sergio Endrigo e un viaggio tra i suoi più grandi successi, proprio quando il concerto sembra arrivato ai titoli di coda, la serata riserva un ultimo, inatteso coup de théâtre. Su richiesta di un fan, Ronn Moss torna a imbracciare la chitarra e affida alla notte le note di “Baby come back”. Un fuori programma che riaccende la piazza e suggella una serata già densa di emozioni. Ed è proprio da qui che parte la nostra conversazione con Ronn Moss. Lo abbiamo intervistato per ripercorrere la sua lunga carriera e conoscere più da vicino i progetti che oggi lo vedono protagonista di nuove sfide. Nel suo racconto convivono la gratitudine per ciò che è stato e la consapevolezza che anche le storie più fortunate, prima o poi, debbano lasciare spazio a nuovi capitoli.
Ronn Moss, ha portato sul palco del Festival Leoncavallo un suo personale omaggio a Sergio Endrigo. Cosa significa per lei confrontarsi con un artista italiano?
«Scelgo le canzoni soprattutto in base alla melodia. Mi sono innamorato di questo brano, “Io che amo solo te”. Ho sentito qualcosa nell’espressione e nelle emozioni con cui è stato scritto. Ho deciso quindi di impararlo in italiano e ci sono riuscito. Mi piace molto la mia versione. È divertente da suonare e, soprattutto, sento che mi appartiene».
Quanto è importante oggi tornare alla musica e quanto questa parte di lei influenza anche il modo in cui affronta gli altri progetti artistici?
«La cosa più bella è che la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Oggi sto producendo i miei film e mi occuperò anche delle musiche. Ho quindi finalmente l’opportunità di unire due grandi passioni: il mio amore per la musica e quello per il cinema. Posso esprimere entrambe le mie anime artistiche all’interno dello stesso progetto, ed è qualcosa che amo profondamente».
Quali sono i progetti a cui sta lavorando?
«“Tex McKenzie” è un western che abbiamo già girato e completato e di cui sono anche protagonista. Sono davvero felice di poterlo finalmente presentare. Ho composto le musiche e lo porteremo alla prossima Mostra del Cinema di Venezia. È un film molto lontano dai canoni tradizionali del genere, con l’idea di trasformarlo in futuro in una serie e sviluppare altre storie ambientate nello stesso universo».
Naturalmente, non possiamo non parlare di Ridge Forrester. Dopo 25 anni in “Beautiful”, cosa rappresenta per lei quel personaggio?
«Ho vissuto due vite in parallelo: quella di Ronn Moss e quella di Ridge Forrester, per 25 anni. E questa storia continua, soprattutto in Italia e in Europa. “Beautiful” mi ha aperto moltissime porte e mi ha permesso di vivere in Italia. Oggi vivo qui proprio grazie a quell’esperienza. È qualcosa che sento ancora molto forte».
Cosa pensa sia rimasto di Ronn Moss dentro Ridge e di Ridge dentro Ronn Moss?
«Ridge rimane una parte molto importante della mia vita. Ho contribuito a creare quel personaggio e ne sono orgoglioso. Allo stesso tempo, oggi sento il desiderio di andare oltre, di affrontare nuovi progetti e dare vita a personaggi completamente diversi. Spero soprattutto che il pubblico italiano voglia accogliere anche nuove storie, a cominciare da “Tex McKenzie”».
La sua carriera ha attraversato musica, cinema e televisione. Dopo tutti questi anni, che cosa deve avere un progetto per riuscire ancora a sorprenderla e spingerla ad accettare una nuova sfida?
«È una bella domanda. Sono una persona molto sensibile alle energie. Per me conta soprattutto la vibrazione che sento intorno a un progetto. Devo percepire qualcosa che mi coinvolga davvero, che mi trasmetta un’energia positiva».
Proprio la parola “vibrazione” diventa il filo conduttore della serata. Ronn Moss qual è il messaggio che sente di voler lasciare al pubblico italiano?
«Sono profondamente grato a tutti gli italiani che hanno condiviso con me questo meraviglioso viaggio. Voglio semplicemente dirvi grazie per tutto il vostro sostegno, il vostro affetto e le vostre vibrazioni positive. Per questo il mio messaggio è semplice: mantenete i vostri pensieri positivi. Ciò che pensiamo può influenzare il modo in cui viviamo e ciò che attiriamo nella nostra vita».
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Ronn Moss al Festival Leoncavallo di Montalto Uffugo: «Stregato dalle parole di Sergio Indrigo»