Ronaldo-Portogallo, Jorge Jesus non fa passi indietro: "Non chiedo scusa, lo richiamerò ma dipende da lui"
- Postato il 5 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Jorge Jesus non arretra sul caso Cristiano Ronaldo. Dopo la vittoria del Portogallo contro la Norvegia (ironia della sorte, decisa da Goncalo Ramos) nella quarta giornata di Nations League, il commissario tecnico è tornato sulla rottura con il fuoriclasse portoghese, esplosa nei giorni scorsi e culminata con l’abbandono del ritiro da parte di CR7. Tutto era iniziato proprio contro la Norvegia, quando l’attaccante era rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, senza entrare in campo. Una decisione che aveva fatto infuriare il capitano portoghese, rimasto a lungo a scaldarsi senza poi essere utilizzato e rientrato direttamente negli spogliatoi al termine della partita.
Nei giorni successivi la tensione è aumentata. Ora, dopo il successo dei rossoverdi contro la nazionale scandinava, Jesus ha provato a chiudere almeno una parte del caso: Ronaldo, per lui, può tornare. La porta della nazionale resta aperta, ma il tecnico non intende chiedere scusa né rinunciare ai propri principi. E, soprattutto, la decisione finale non dipenderà soltanto da lui.
- Jorge Jesus apre le porte a Ronaldo
- Come raggiungere un accordo
- Il ct del Portogallo non chiede scusa
Jorge Jesus apre le porte a Ronaldo
Quando si aprirà la porta della nazionale per Ronaldo, sarà per giocare o per dire addio? Jorge Jesus ne ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria contro la Norvegia: “Non so cosa possa decidere Cris. Quello che avevo da dire l’ho già detto”, ha spiegato il commissario tecnico. Per Jesus, la presenza di Ronaldo non ha mai rappresentato un problema dal punto di vista tecnico o dell’autorità dell’allenatore. “Ci sono principi da allenatore che non sono negoziabili”, ha detto il tecnico, prima di ribadire la propria apertura: “Per me Cris sarà convocato, se vuole tornare in nazionale”.
Jesus ha poi fatto riferimento a quanto accaduto durante la sfida contro la Norvegia. Diversi giocatori si sono riscaldati senza poi entrare in campo, senza che questo diventasse un caso. Con Ronaldo, però, il discorso è inevitabilmente diverso: “Con Cris è diverso, è un simbolo. Ma è un problema? Per me non lo è stato”.
Come raggiungere un accordo
Resta però una questione: se la porta è aperta, quando avverrà il confronto definitivo tra Ronaldo e il commissario tecnico? Jesus non si assume l’intera responsabilità della decisione. La convocazione può partire da lui, ma il ritorno in nazionale richiede anche la volontà del giocatore: “Non dipende da me. Per raggiungere un accordo tra due persone, entrambe devono parlare e mettersi d’accordo. Questo non dipende da me“, ha risposto quando gli è stato chiesto se avesse senso lasciare la situazione in sospeso fino alla prossima convocazione.
Il messaggio è chiaro: Jesus vuole Ronaldo, ma non intende trasformare la questione in un braccio di ferro. Il commissario tecnico considera ancora fondamentale la presenza del numero 7, indipendentemente dal minutaggio che potrà avere. “Voglio che resti. Sa che finirà, non durerà per sempre. Ma vorrei che concludesse la sua esperienza in Nazionale come desidera. Sarà lui a decidere“, ha spiegato. Un concetto che Jesus lega anche al primo colloquio avuto con Ronaldo: “Alla prima convocazione gli ho detto: ‘Ho bisogno di te’. Che tu giochi o no, ho bisogno di te. E ora è la stessa cosa”.
Il ct del Portogallo non chiede scusa
Il punto più netto della conferenza arriva quando a Jorge Jesus viene chiesto se sia disposto a chiedere scusa a Ronaldo. La risposta è immediata e senza esitazioni: “Non chiedo scusa a nessuno. Ma scusarmi per cosa? A chi? Scusarmi per cosa? Qual era il problema per cui scusarsi?”, ha replicato il commissario tecnico. Una frase che conferma come, almeno da parte di Jesus, la vicenda non venga considerata un errore da correggere con delle scuse. Il tecnico ritiene di aver semplicemente esercitato il proprio ruolo, mantenendo fermi quei principi che considera non negoziabili.
Allo stesso tempo, però, il messaggio nei confronti di Ronaldo resta tutt’altro che di chiusura. Jesus ribadisce di volerlo con sé fino alla fine della sua avventura internazionale. La prossima convocazione potrebbe quindi diventare il momento della verità: non tanto per capire se Ronaldo sia ancora considerato parte del progetto, quanto per stabilire se sarà lui a scegliere di rientrare. La porta, per Jesus, è aperta. Il Portogallo continua ad avere bisogno di Ronaldo. Ma, come ha ripetuto il commissario tecnico, la decisione finale spetta anche a Cristiano.