Roma, Totti a cuore aperto: "Addio forzato, non volevo". Il retroscena su Gasperini e l'aneddoto su Mihajlovic: "Ero il suo tassinaro"
- Postato il 19 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Francesco Totti si racconta senza filtri, tra ricordi, emozioni e momenti di vita che hanno segnato la sua storia dentro e fuori dal campo. La presentazione di Oltre, il libro in cui l’ex capitano della Roma ripercorre la propria carriera e il suo percorso personale, si è trasformata in un viaggio tra risate e lacrime.
- Totti, il calcio, la famiglia
- L'addio alla Roma, una ferita ancora aperta
- Il ricordo del padre: «Pagherei oro per averlo vicino»
- L'amicizia con Sinisa Mihajlovic, oltre il calcio
- Totti promuove Gasperini
- Il rimpianto su Ancelotti
Totti, il calcio, la famiglia
Al Teatro Brancaccio di Roma, davanti a oltre 1.500 spettatori e con la famiglia al completo, il numero 10 giallorosso ha aperto il cassetto dei ricordi, soffermandosi sui legami più importanti della sua vita: l’amore per il calcio e per la sua gente, il dolore per l’addio alla Roma, la perdita del padre e l’amicizia con Sinisa Mihajlovic. Senza dimenticare il presente romanista e le parole di stima per Gian Piero Gasperini. Per chi ha sempre preferito lasciare che fossero i piedi a parlare, affidare i propri sentimenti alla scrittura non è stata una decisione scontata. Totti ha spiegato di aver maturato questa scelta dopo aver vissuto anni intensi lontano dal rettangolo verde, un periodo che lo ha portato a confrontarsi con una dimensione diversa della propria esistenza.
«Ho sempre cercato di mettermi da parte e di far parlare il campo. Sono di poche parole ed ero un po’ titubante sullo scrivere un libro. Da quando ho smesso sono stati anni intensi al di fuori del campo da calcio», ha raccontato. Il filo conduttore della sua storia rimane l’amore, quello ricevuto dalla famiglia e dai tifosi e quello restituito attraverso una carriera vissuta con naturalezza e istinto. «La parola amore è pesante e significativa, ne ho dato e ricevuto tanto in questi anni, soprattutto dalla mia famiglia e dal popolo. Scendevo in campo solo per far divertire la gente e per me era sempre un gioco, era una cosa naturale e istintiva che avevo».
L’addio alla Roma, una ferita ancora aperta
Tra i passaggi più intensi del racconto non poteva mancare il 28 maggio 2017, il giorno dell’ultima partita di Totti con la maglia della Roma. Un momento che ha segnato la fine di un’epoca e che, a distanza di anni, conserva un significato doloroso per l’ex capitano La consapevolezza che la carriera sarebbe prima o poi terminata non ha reso meno difficile affrontare quel distacco, vissuto lontano da come lo aveva immaginato. «Il 28 maggio sono morto sotto un certo punto di vista perché è stato un addio forzato, che io non volevo e non sentivo. Sapevo che ci sarebbe dovuta essere una fine, ma in quel caso è stato doloroso e diverso da come l’avevo pensato».
Parole che restituiscono la profondità del legame tra Totti e la Roma, una storia che ha attraversato generazioni e che continua a rappresentare una parte essenziale della sua identità. Perché, per chi ha indossato la stessa maglia per tutta la carriera, l’ultima partita non è soltanto la fine di un percorso sportivo, ma anche la separazione da un mondo diventato casa.
Il ricordo del padre: «Pagherei oro per averlo vicino»
Le emozioni si fanno ancora più intime quando Totti parla del padre, una figura fondamentale nella sua vita e un punto di riferimento capace di trasmettergli affetto e sicurezza anche senza bisogno di tante parole. «È andata via una parte di me, se non tutto. Era il fulcro di tutto ed era una persona solare e disponibile. Era amato da tutti perché aveva una capacità di porsi con la gente che era diversa dagli altri», ha ricordato. Il loro rapporto si basava soprattutto sulla complicità e sulla capacità di comprendersi con uno sguardo, senza necessità di lunghi discorsi.
Una vicinanza che rende ancora più difficile accettare l’assenza. «Non parlavamo tanto, ma ci capivamo con uno sguardo. Quando è andato via mi sono sentito perso, pagherei oro per averlo vicino e dirgli che gli voglio bene». Un ricordo commosso, tra i momenti più toccanti della presentazione, che ha mostrato il lato più vulnerabile dell’ex campione.
L’amicizia con Sinisa Mihajlovic, oltre il calcio
Tra le persone che hanno lasciato un segno profondo nella vita di Totti c’è anche Sinisa Mihajlovic. Il loro rapporto, nato attraverso il calcio, si era trasformato in un’amicizia autentica, capace di superare rivalità sportive e differenze caratteriali. «Abbiamo instaurato un rapporto che andava oltre il campo da calcio. Era una persona fantastica, disponibile con tutti e non ti faceva mancare mai niente. Aveva un carattere forte e buono», ha raccontato Totti, ricordando con affetto l’allenatore e l’uomo scomparso nel dicembre 2022.
L’ex capitano ha poi ripercorso gli inizi della loro frequentazione, quando Mihajlovic arrivò a Roma e lui si ritrovò a fargli da guida nella Capitale. «Sono onorato di avere un amico nel calcio, per me oggi lui è ancora qui. Sinisa è stato fondamentale, è arrivato al momento giusto, quando venne a Roma ero il suo tassinaro, lo portavo in giro da tutte le parti pur non conoscendola bene. Era un rapporto che andava oltre il campo». Un legame che il tempo non ha cancellato e che continua a vivere nei ricordi e nell’affetto di chi ha avuto la fortuna di conoscere Mihajlovic anche lontano dal rettangolo verde.
Totti promuove Gasperini
Il racconto si sposta infine sul presente e sulla Roma di Gian Piero Gasperini. Anche in questo caso, Totti ha espresso parole di apprezzamento, spiegando come un incontro lontano dal campo gli abbia permesso di conoscere meglio il tecnico e di coglierne il legame con la città. «L’ho conosciuto sempre da avversario. Poi abbiamo cenato insieme e mi ha trasmesso l’amore che provava per questa città e per questa Roma. Mi è entrato dentro ed è l’allenatore ideale per la Roma, si fa rispettare e in questo ambiente è fondamentale». Un’investitura significativa da parte di una delle figure più rappresentative della storia romanista, che ha individuato nel carattere e nel senso di appartenenza di Gasperini qualità importanti per guidare la squadra.
Il rimpianto su Ancelotti
La prefazione di Oltre porta la firma di Carlo Ancelotti, un altro grande nome del calcio italiano e internazionale. «C’è un piccolo rammarico per i tempi: mi sarebbe piaciuto che Ancelotti mi avesse allenato. Ha fatto una bella prefazione», ha aggiunto Totti. Alla serata hanno partecipato, tra gli altri, la fidanzata Noemi Bocchi, Arianna Mihajlovic, moglie di Sinisa, e l’ex compagno di squadra Vincent Candela. Una presentazione che è andata ben oltre il lancio editoriale, diventando l’occasione per riscoprire l’uomo dietro il campione: un protagonista che, anche lontano dal campo, continua a raccontare la propria storia attraverso gli affetti, le ferite e l’amore mai venuto meno per la Roma.