Roma, sala del Comune negata al prete anti droga Don Coluccia. “Brutto segnale”

  • Postato il 5 aprile 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il 4 aprile Don Antonio Coluccia, il sacerdote pugliese impegnato da sempre a Roma nella lotta alla droga, doveva incontrare alcuni comitati del rione Esquilino – una delle maggiori piazze di spaccio della Capitale – e di ‘Luce Sia’, rete di associazioni contro il degrado per discutere dei temi della sicurezza e della criminalità. Era tutto pronto, ma appena due giorni prima dell’evento il Municipio 1 – a guida Pd – ha ritirato l’autorizzazione per l’utilizzo della sala pubblica della ‘Casa del cittadino‘ di via Galilei. “Un brutto segnale – commenta il sacerdote – Sarebbe stato bello incontrare i residenti e non solo per discutere su quali azioni intraprendere per combattere una piaga, quella della droga, che non risparmia neanche zone centrali come questa. Ma non è stato possibile – dice – e così abbiamo dovuto chiedere ospitalità all’ultimo momento ad un generoso albergatore della zona che ha messo a disposizione gratuitamente i suoi locali”.

Ripercorriamo i fatti: Tiziana Siano, avvocata, che da tempo assiste nelle sue numerose battaglie per la legalità il prete che da anni vive sotto scorta, aveva inoltrato con anticipo la richiesta per la disponibilità della Casa del Cittadino. Uno spazio, regolamentato dal Municipio 1, che era stato inaugurato nel 2021 e in cui di recente il sindaco Pd Roberto Gualtieri, la presidentessa del Municipio 1, Lorenza Bonaccorsi, e altri consiglieri avevano partecipato ad un evento con tanto di concerto di chitarra del primo cittadino con alcuni rappresentanti dell’associazione Polo Civico Esquilino, rete di comitati che da tempo appoggia la giunta di centro-sinistra. “Ci era stato autorizzato l’utilizzo dello spazio con un bel ‘nulla osta’ da parte del direttore del Municipio 1 Roma centro e avevamo preparato locandine e post sui profili social”. Poi la doccia fredda la sera del 2 aprile: “Il Municipio 1 ritirava l’autorizzazione dichiarando che ‘le sale erano state già prenotate per altre iniziative’. Un danno enorme”.

L’incontro vedeva impegnati in prima fila i comitati Rione Esquilino, Rinascita Esquilino, ma anche quelli del Quarticciolo, Cinecittà e Tor Bella Monaca. “Mi aspetto che chi amministra, favorisca il dialogo tra istituzioni e cittadini e non si appelli ad una burocrazia cavillosa. Sono proprio i residenti che da sempre vivono sulla propria pelle il gravissimo problema dello spaccio e consumo di droghe nelle strade. Questa zona – aggiunge Coluccia – versa in un grave stato di degrado per via anche della vicinanza alla stazione Termini”. “Il fiume di crack non risparmia vie e piazze importanti di questo bel rione, come piazza Vittorio e così via Principe Amedeo con l’area che gravita intorno al mercato rionale e via Turati. I giardini pubblici di piazza Pepe dedicati a Willy Monteiro Duarte (il ragazzo massacrato a botte nel 2021 a Colleferro ndr) – dichiara infine il sacerdote – sono diventati luoghi non più fruibili per colpa degli spacciatori che spadroneggiano sull’area”.

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Il Fatto Quotidiano

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