Roma Pride 2026, il portavoce: "L'Italia è anche nostra. Keshet ci sarà" [VIDEO]
- Postato il 19 giugno 2026
- Cronaca
- Di Agi.it
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Roma Pride 2026, il portavoce: "L'Italia è anche nostra. Keshet ci sarà" [VIDEO]
AGI - "La Repubblica, l'Italia è anche nostra, nonostante le istituzioni non facciano nulla per colmare questo gap. Lo slogan 'La Repubblica è chi la abita' nasce perché si celebrano gli 80 anni della Repubblica Italiana, ma la comunità LGBTQIA+ non è compresa nell'alveo dei diritti di questo Paese: non abbiamo la stessa dignità, non abbiamo la stessa uguaglianza e questa è una ferita aperta". Lo ha dichiarato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride 2026, durante la conferenza stampa di presentazione all'NOW Hotel della grande parata che attraverserà la Capitale domani, sabato 20 giugno, con partenza alle ore 15.00 da Piazza della Repubblica.
Colamarino ha denunciato il clima di discriminazione citando un grave episodio recente: "Qualche giorno fa un nostro volontario, Gabriele, è stato aggredito con un lancio di uova mentre tornava a casa solo perché indossava la maglietta del Pride. Nell'Italia del 2026 questa è una vergogna". Il portavoce ha poi sottolineato sul piano politico e internazionale: "Il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa per i diritti LGBT, dietro persino all'Ungheria".
"Anche il campo progressista negli anni ci ha un po' deluso e si è scordato di noi. Al villaggio della Pride Croisette abbiamo intervistato e sfidato leader come Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni e Maggi su una piattaforma politica concreta. Questa volta ci vuole coraggio: paghiamo le tasse come tutti, vogliamo contare nelle scelte politiche", ha concluso.
Partecipazione di Keshet alla parata
"Domani l'associazione ebraica LGBTQA+ Keshet sarà presente nella parata del Roma Pride. Si è trovato un punto d'incontro in un'ottica di senso di responsabilità per tutto il movimento e in uno spirito di comunità. Parteciperanno in uno spezzone a piedi che stiamo organizzando insieme ad altri gruppi in un'ottica volta a garantire la sicurezza non solo alle persone di Keshet, ma a tutti i presenti in parata". Mario Colamarino chirisce così la complessa vicenda che ha tenuto banco nell'ultimo mese e confermando la partecipazione della sigla ebraica al corteo di domani, sabato 20 giugno, dopo le polemiche sulla piattaforma politica legata al conflitto in Medio Oriente. La mediazione ha visto in prima linea anche il Campidoglio.
"La partecipazione di Keshet alla parata è sempre stata possibile per noi, non partecipano perché c'è un accordo, ma perché hanno sempre potuto farlo ha precisato Colamarino. Il Pride è una manifestazione libera e aperta a tutte le persone che si riconoscono nei valori universali che la parata porta con sé. La questione era legata esclusivamente al carro: avendo inserito nel documento politico di quest'anno la parola genocidio, salire sul carro significava aderire in toto a quella specifica piattaforma".
Il percorso
Il corteo prenderà il via alle 15.00 da Piazza della Repubblica e attraverserà il centro storico fino alle Terme di Caracalla, con oltre trenta carri e decine di migliaia di persone attese da tutta Italia e dall'estero. La manifestazione partirà da Piazza della Repubblica per snodarsi lungo Via Cavour, Piazza Santa Maria Maggiore, Via degli Annibaldi e il Colosseo, raggiungendo poi le Terme di Caracalla. Qui il corteo si chiuderà con gli interventi conclusivi e con la Pride Croisette, il villaggio della manifestazione aperto gratuitamente alla città.
Il tema dell'edizione 2026, come detto, è "La Repubblica è chi la abita", titolo ripreso dal manifesto ufficiale firmato dalla vignettista Ellekappa. Ad aprire la sfilata sarà il carro del Coordinamento Roma Pride, ispirato proprio al manifesto di Ellekappa e dedicato ai temi della cittadinanza e dell'uguaglianza dei diritti. Subito dietro sfilerà il carro del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, quest'anno incentrato sul tema della pace, presentata dagli organizzatori come parte integrante delle battaglie storiche del movimento LGBTQIA+.
Tra le proposte più dirette ci sarà "Dio, Patria e Amanti", che usa la satira per ribaltare gli stereotipi e mettere in discussione le contraddizioni di chi richiama determinati valori senza tradurli in inclusione concreta. Grande attesa anche per il carro di Muccassassina, realizzato con il Teatro Sistina e ispirato a Priscilla - La Regina del Deserto: una scenografia alta oltre sei metri con costumi originali, omaggio a una delle opere più note della cultura queer.
Per la prima volta nella storia della manifestazione sfilerà un carro a motrice elettrica costruito con materiali riciclati, segnale dell'attenzione crescente del Roma Pride verso la sostenibilità ambientale. In corteo anche il carro ispirato a Il Diavolo veste Prada, quelli del TAG e de La Roboterie, i carri delle associazioni LGBTQIA+ tra cui Libellula e Agedo, il trenino di Famiglie Arcobaleno e numerose altre realtà sociali e culturali.
Presenti alla conferenza le tre ambassador di questa edizione: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario.
Levante si è definita "una transfemminista" e ha riflettuto sulla diffusione disomogenea della comunità sul territorio: "Ho sempre la sensazione che la comunità LGBTQIA+ soffra di una sorta di geolocalizzazione, come se al di fuori di certi contesti importanti, come citta' importanti come Roma, Milano, poi fosse veramente invisibile al resto del paese".
L'artista siciliana sostiene il progetto "Casa di Ornella". Francesca Michielin ha collegato il motto dell'edizione al concetto stesso di Repubblica: "Respubblica significa la cosa pubblica. Quindi è qualcosa che riguarda tutte le persone. Non ha senso dividere e marginalizzare, rendere invisibili delle persone". L'artista ha inoltre annunciato il sostegno al progetto Welcome for Rainbow, legato al tema dell'accoglienza. Margherita Vicario ha invece valorizzato l'iniziativa del Circolo Mario Mieli all'Istituto Spallanzani, soffermandosi sul tabù ancora presente intorno alla salute sessuale: "Anche se veramente siamo nel 2026, c'è ancora il tabù sul sesso. E' vero che si tratta di una cosa privata, ma deve essere anche naturale, quindi c'è una salute anche legata alla propria attività sessuale"
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